5 Motivi per Fare un Campo di Sopravvivenza

Oramai sono mesi che mi chiedono informazioni del campo di sopravvivenza e sono sempre le persone più impensabili quelle incuriosite da un’esperienza così “particolare” .
Un campo di sopravvivenza è qualcosa che uno non si immagina. D’altronde cosa vai pensare che ti facciano fare in un’esperienza del genere? Mi sono state fatte le domande più strane che vi dirò mi hanno fatto tanto sorridere, una sera ho addirittura pianto dal ridere.
Penso che più che le attività che vengono fatte sia giusto che io vi scriva perché fare un’esperienza del genere perché ogni persona lo vive in maniera diversa e io non posso dirvi come lo vivrete posso solo dirvi cosa potete trovare se lo volete.
Parto con: IO a quel campo NON ci volevo andare. Dire che ero mal predisposta è fare un complimento alla situazione. Il giorno in cui sono partita mi è accaduto di tutto. Parto da casa per andare a prendere il treno e mi ritrovo ferma nella congestione del traffico. Il mio pensiero è stato, “vai che perdo il treno”. Il traffico non si smuoveva per cui lascio l’auto a caso parcheggiata in rotonda !!!!, prendo lo zaino e inizio a correre tra le auto. Lo zaino pesa, perdo il sacco a pelo per strada, il Signore si tappa le orecchie in quel momento…,  vado a recuperalo, non ce la faccio a correre più mi cedono le gambe, guardo l’orologio il treno è in partenza e io non so neppure il binario. Penso “Dio sia ringraziato che torno a casa”.
Cerco il binario, vorrei lanciare il sacco a pelo a terra e invece continuo a correre, arrivo nella piattaforma e il capotreno mi dice “Stavamo aspettando solo lei”. Chi mi accompagnava aveva bloccato la partenza del treno per farmi arrivare… penso … “mi state prendendo per il … ? da quando in qua un capotreno ritarda la partenza per una persona!?“. Salgo, crollo a terra e penso “che sfiga”. Diciamo che il destino mi stava dando un bel segnale “vai, PUNTO”.
Quando parti e sei mal disposto gestire la situazione non è molto semplice soprattutto se piove e tu pensi che vorresti essere con i piedi nell’acqua del mare! Tra un “chi me l’ha fatto fare” e un “deve proprio piovere senza sosta” ti ritrovi a decidere se metterti in gioco o essere in balia degli eventi. La seconda opzione non mi piaceva affatto e dato che, nonostante io avessi fatto veramente di tutto per non andarci, gli eventi si erano incastrati in maniera talmente chirurgica che non potevo scappare.
Perché è questo che si fà nella vita, si scappa. Si scappa da quello che ci fa paura, si scappa da quello che non capiamo, si scappa dai sentimenti, dalle persone, dagli eventi, dalle situazioni, a volte scappiamo anche da noi stessi.
Cosa può spingere una persona a fare un’esperienza così strana, particolare? Io credo che sia solo la voglia di cambiare, di capire quel qualcosa che ci fa paura. Non è una questione di cosa farete nel campo che vi cambia è l’attitudine a come lo farete.
Di fatto è uno specchio della vostra attitudine alla vita. Io ringrazio per l’esperienza, se non ci fossi andata sicuramente sarebbe stato un anno più semplice ma anche sicuramente sarebbe stato un anno senza una parte di me.
Io credo che tutti noi, per una ragione che può essere più o meno importante, mettiamo le cose che ci stonano in scatole, le chiudiamo bene e poi le buttiamo in cantina dentro di noi. Ogni tanto quello che abbiamo sotterrato si fa sentire, a volte persino urla, però il rumore esterno copre il suono e andiamo avanti come nulla fosse. Dimentichiamo.
Il punto è che quando ti ritrovi la sera, in mezzo agli alberi, dove senti solo il rumore della natura che ti circonda, dove non sai che ora è, e tu sei sveglio e non riesci a dormire, inizi a guardare l’albero di fronte a te ma è troppo buio, così ti sposti nel tuo bivacco in maniera goffa con il tuo sacco a pelo che sembra essere diventato (dio solo sa come!!!!) una muta e cerchi di vedere se tra un ramo e l’altro in qualche angolo di cielo trovi una stella che ti tenga compagnia e se sei fortunato hai uno scorcio e da li ne vedi una.
Ecco in quel momento ci sono scatole che iniziano a tremare, si muovono e tu inizi ad ascoltare, inizi a ricordare. Ecco a cosa ti serve un ‘esperienza del genere. Ti serve a capire quali scatole è ora di tirare fuori dalla tua cantina personale. Li capisci che i sogni sono nei cassetti prendono la polvere se non li lasci uscire, li capisci che aver smesso di credere in te stesso, nell’amicizia, nell’amore, nella vita è tutto frutto di nostre paure.
Torni a casa e la vita non è più la stessa, la scatola l’hai aperta e adesso ricordi cosa c’era dentro. Puoi decidere di richiuderla con la consapevolezza che nulla per te cambierà o puoi decidere di lasciare il coperchio aperto. Puoi decidere di cambiare attitudine alla vita. Puoi decidere di lasciare andare le cose e ripartire da zero.
Non vi nego che il cambiamento non è facile e non starò a dirvi il mio perché penso che non possa interessare a nessuno, vi posso dire però che l’unica cosa che muove le persone in tutto quello che fanno è data da due motori: l’amore o la paura. E per paura intendo non soltanto quella che riguarda i rapporti, anche la paura di cambiare, di vivere, di agire, di morire…
La paura la possiamo vedere come qualcosa che ci avvolge, la metafora possiamo vederla con gli abiti. Gli abiti sì, perché dobbiamo nasconderci, ecco perché in un contesto come un campo di sopravvivenza esce l’istinto primordiale dell’uomo che prende forma prepotentemente nel nostro vivere i giorni in mezzo al silenzio di un bosco.
L’amore invece possiamo vederlo metaforicamente come il starcene ‘nudi’, non ci interessa cosa possono vedere gli altri in noi, perché di fatto siamo perfetti con i nostri difetti.
Quando sei in difficoltà perché senti che ti manca qualcosa in mezzo alla natura, capisci che è solo uno stato mentale perché di fatto non ti manca nulla, noi bastiamo a noi stessi e allora capisci che devi scegliere come approcciarti alla vita, non hai scelte. Non ne hai, non esistono motori diversi da amore e paura. Esiste solo la possibilità di decidere a quale dei due vogliamo rivolgerci.

Il problema lo sai quale è? É che ci è stato insegnato a vivere nella paura. Fin da piccoli ci è stato insegnato in maniera implicita che per soppravvivere, per vincere, per essere forti, per avere successo bisogna non mostrarsi perché mostrarsi significa essere inferiori e essere inferiori significa perdere. Non mostrarsi significa rivolgersi alla paura.
Non ci é mai stato detto che la vera gloria arriva quando ti trovi a fare qualcosa di più del limitarti a sopravvivere, e allora solo in quel caso ottieni di più di una vittoria e inizi a sperimentare la piena gloria di chi sei in realtà, o di chi potreste essere, se solo ti consenti di volerlo vedere.
Lì tra il silenzio, che non è silenzio ma solo una diversa percezione del rumore alla quale siamo abituati, in mezzo al buio che viene illuminato solo dalle stelle e la luna la notte, capisci che sei solo tu il miglior maestro di te stesso, basta solo mettere l’interruttore in ON in modalità ascolto.
La tua voce interiore che in quei momenti di pace e silenzio parla è la voce più sonora con cui noi stessi possiamo esprimerci se gli diamo la possibilità per farlo. Se la segui capisci che é come un radar che stabilisce la rotta, manovra la barca e ti guida verso il viaggio interpersonale.

Quando torni a casa capisci che la vita ti regala attimi di bellezza inattesa, smetti di farti domande e tutto attorno a te è perfetto, tutto è un dono. E se arrivi lì, puoi aprire la porta alla nascita di una nuova vita che la vedo più come l’alba di un cambiamento di quel qualcosa di profondo che abbiamo custodito in silenzio dentro di noi con pudore. A volte può essere anche la fine di qualcosa, un periodo, o anche un momento difficile che lo sentiamo sempre più faticoso da sostenere.

Se avessi la possibilità di fare un flashback nel tempo, un bel viaggio nel passato lo sai cosa farei? Andrei da me perché ricordo quanto con le mie scatole chiuse mi sentivo sola. Non andrei per impedirmi di vivere tutte le esperienze che ora ci separano, non ci andrei nemmeno per quelle dolorose perché mi hanno aiutato a crescere.
Mi siederei al mio fianco e farei semplicemente la cosa che tutti vorrebbero che qualcuno facesse con loro, gli farei sentire la mia presenza. Alla persona che sono stata voglio bene e guardando adesso posso sicuramente dire che nella mia fragilità non sono mai stata debole, nel mio essere stanca non ho mai, neanche per una sola volta smesso di lottare. A volte mi sono seduta nel mio burrone, ho riposato e poi ho sono sempre ripartita, ho sempre resistito. Posso sicuramente riconoscerle i meriti come il coraggio di cadere, il coraggio di sbagliare, la volontà di esserci, la volontà di andare avanti, la responsabilità di scegliersi.

Non ci sono uno, due, tre… o dieci motivi per fare un campo di sopravvivenza per quanto mi riguarda potrebbe anche non essercene nessuno, per me è stato così, era semplicemente il destino. Se per te il destino non fosse e dovessi trovare uno motivo, uno e uno soltanto, penso che sia il trovare la tua attitudine alla vita, capire che cosa devi cambiare, che cosa devi togliere.
Io posso solo augurarti una vita senza scatole chiuse. Quando terminano i respiri corti, lasciano spazio a uno lungo e profondo che riempie e svuota il petto. In quel momento, sappi che non ti manca nulla. Magari, se te lo permetti puoi iniziare anche a credere che tutto quello che ti è arrivato è semplicemente il dono di un Dio meno distratto del solito.

Enjoy it!

Marika
Anticonformista, testarda se ho un’idea non mi muove nessuno. Completamente assuefatta dai viaggi, sono la fonte di respiro dell’anima. Appena posso parto, e se non posso parto lo stesso.
Folle, testarda credo fermamente nel “vivi e lascia vivere”.
Ps. Ho qualche serio problema nel scrivere la biografia. Si vede?
By | 2018-07-17T18:09:22+00:00 marzo 14th, 2017|Crescita-personale, LIFESTYLE, News|2 Comments

2 Comments

  1. Luca maggio 16, 2018 at 9:19 pm - Reply

    Ciao Marica sono Luca sono stato catturato dal racconto della tua esperienza e ciò che ne é scaturito. Anch’io non so scrivere, di solito preferisco lasciare uscire le emozioni in modo naturale e spontaneo rischiando rischiando reazioni inattese, perché sono un provocatore.
    Grazie per la tua testimonianza non credo che tu non sappia scrivere anzi hai una grande forza interna sei decisamente meglio di come ti dipingi credo che tu abbia solo bisogno di incanalare tutta energia che grosso in bocca lupo sicuramente chi ha il coraggio di mettersi in discussione ce la farà. Nulla gratuito su questa terra
    un abbraccio Luca

    • Marika giugno 13, 2018 at 4:00 pm - Reply

      Ciao Luca,
      sto sicuramente incanalando la mia energia in qualcosa di più grande.
      Hai proprio ragione nulla di gratuito su questa terra, semplicemente bisogna meritarselo.
      Un abbraccio anche a te!

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