AIDO: Una Scelta in comune, una Scelta per la Vita!

          

Una scelta in comune…una scelta per la vita.

Sono stato invitato da Loredana Fattoretto, presidente di AIDO Campagna Lupia (Ve), lo scorso giovedì 19 Aprile ad una serata di sensibilizzazione organizzata dall’associazione (in questo, caso, appunto,  la sezione di Campagna Lupia),  coordinata dall’AIDO provinciale con la presenza del Signor Francesco Lorenzon. La sede era la magnifica villa comunale Colonda Marchesini.

La serata ha cercato di enfatizzare i risultati che il progetto “Una scelta in comune” ha portato in termini di iscrizioni e di consensi alla donazione nei territori coperti dall’ULS 3.

Il sindaco Alberto Natin, tra l’altro operatore sanitario all’ospedale di Dolo, ha orgogliosamente introdotto la serata lasciando subito spazio ai protagonisti.

Pensavo alla solita serata informativa, quella anche a volte un po’ noiosa, col relatore che ti snocciola dati e, diciamocelo francamente, a volte ci si va perché si è invitati ufficialmente. Pensavo ad una serata dove il tema dei trapianti venisse trattato in maniera poco approfondita. E invece.

        

Dal sito Aido “L’etica dei trapianti si trova al centro di un fascio di questioni di carattere antropologico, etico e giuridico, medico e politico. Nel trapianto si rispecchiano l’idea di persona, il rispetto dovuto ai defunti, le responsabilità delle famiglie, la volontarietà della donazione ed il consenso alla stessa, la definizione della morte, lo sviluppo delle tecniche chirurgiche, il ruolo dello stato nel disciplinare la sfera pubblica della promozione della salute e quelle relative alle scelte dei cittadini. Questi sono solo alcuni dei nodi che si presentano in modo intrecciato tutte le volte in cui si pensa al tema dei trapianti”.

Proprio vero. E se (per fede) si risorge? E se la nostra scelta da parente sopravvissuto non rispecchiasse il volere del caro defunto? E se…e se??

Ci ha ben pensato il dottor Giancarlo Galzignato, coordinatore trapianti DOLO-MIRANO USL 3 a chiarirci le idee, subito dopo aver visto un bellissimo cortometraggio girato un paio di anni fa dal titolo “La vita conta” e interpretato da grandi nomi della TV e cinema italiani.

E’ assolutamente un dato di fatto che ogni organo che si rende disponibile arriva da una persona che ha cessato di vivere. Si muore per mille motivi. Per malattia, per volontà propria o di altri, per incidente. Si può decidere però di essere protagonisti anche dopo la propria morte, logicamente avendone parlato prima con la famiglia, con gli amici, con chiunque possa chiarirci le idee o ci possa dare dei suggerimenti e, magari, ufficializzando la propria scelta di acconsentire alla donazione, proprio tramite gli uffici anagrafe e il progetto del quale parliamo oggi.

Dicevo dunque dati… Dati impressionanti… Vite salvate e legami indissolubili che si vengono a creare. La noia non c’è stata, lo giuro. Soprattutto quando hanno preso la parola Michele, trapiantato di fegato nel 2014, e poi Moira, anche lei trapiantata di fegato prima e successivamente di reni, e ancora Renato, altro trapiantato di fegato di 12 anni fa. Ci è venuta a trovare anche Katia, una donatrice vivente. Si perchè quando gli organi sono due…! Lei non ci ha pensato due volte, appunto, ed ha donato un rene ad una persona a lei cara (e fortunatamente compatibile). Racconti toccanti, vite appese ad un filo, vite salvate.

Particolare e molto commovente, la storia della signora Fausta che ha avuto, ancora una volta, la forza di raccontare la sua esperienza di madre che perde un figlio, Jacopo di 21 anni a Londra. Al momento della tragedia, una volta arrivata all’ospedale, Fausta, viene ricevuta in una stanza privata dove lei si è potuta sfogare, disperare, ha potuto piangere, tutto senza sguardi di passanti in commiserazione, come spesso accade qui da noi, che certe notizie vengono date nei corridoi per mancanza di luoghi un po’ appartati. Essere rispettati come persona e parente del deceduto, anche con il semplice fatto di avere una stanza a disposizione, ha fatto si che la Signora Fausta, insieme agli altri due figli, sia diventata la fondatrice e la responsabile dell’associazione “La Stanza di Jacopo” dove, in molti ospedali italiani (Imperia, Savona, Venezia, Mestre e prossimamente a Dolo), sono riusciti ad aprire una stanza analoga, proprio per dare almeno la privacy necessaria ai parenti delle persone che ci stanno lasciando. E sono tutte “stanze di Jacopo”

Una scelta in comune, è un progetto di AIDO che da la possibilità ai cittadini maggiorenni di manifestare il proprio consenso o diniego alla donazione di organi e tessuti al momento del rilascio della carta di identità. La legge prevede di potersi esprimere, in vita, con una semplice dichiarazione, in merito alla donazione di organi e tessuti al momento del rilascio del documento d’identità.

La manifestazione del consenso o diniego costituisce una facoltà e non un obbligo per il cittadino, che potrà comunque, in qualsiasi momento, cambiare idea sulla scelta fatta; sarà ritenuta valida, sempre, l’ultima dichiarazione resa in ordine di tempo, secondo le modalità previste.

L’eventuale ripensamento dovrà essere comunicato all’ULSS.

La stessa dichiarazione verrà trasmessa in tempo reale dall’Ufficio Anagrafe al Sistema Informativo Trapianti, la banca dati nazionale informatizzata del Ministero della Salute.

Lo scopo del progetto è assolutamente molto alto e nobile: cercare di azzerare le liste di attesa che, molto spesso, non permettono al malato di arrivare in tempo al trapianto per mancanza dell’organo. Una scelta in comune, dunque, è una scelta per la vita!

Renato Trincanato
By | 2018-04-27T13:43:35+00:00 aprile 26th, 2018|A come Amore, LIFESTYLE|0 Comments

Leave A Comment

CommentLuv badge