Alla guida accendiamo il cervello e non il telefono

Un sms alla guida può costare la vita. Basta una frazione di secondo, una distrazione di un attimo, per provocare un incidente anche mortale.
Una citazione dice che mettere il telefono al posto della testa è una cattiva idea per incontrare Dio.
Lo dimostrano i dati: questo tipo di causa negli ultimi anni ha scalato in fretta le classifiche dei comportamenti pericolosi al volante. Un rischio che spesso non viene percepito da chi guida, e un costo sociale per la comunità molto alto.
Lo Stato avendo percepito tutto questo, ha cercato come deterrente quello di aumentare le sanzioni, ma lo capiamo tutti che questo non basta e non è l’unica soluzione.

Il codice della strada vieta al conducente di far uso, durante la marcia, di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e di alcuni Corpi dello Stato indicati nel codice. E’ consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani).

La Cassazione è intervenuta con alcune pronunce, ribadendo che innanzitutto l’uso illecito del cellulare va contestato immediatamente. In caso di impossibilità, serve motivare sul verbale notificato successivamente e in maniera esaustiva, le ragioni della mancata contestazione, e l’automobilista eventualmente potrà impugnare il verbale solo con un autonomo procedimento che si chiama querela di falso.
Questo perché ai sensi di legge, il verbale dell’agente accertatore gode di fede privilegiata in ordine a tutto quanto egli afferma avvenuto in sua presenza.
Salvo eccezioni (forze militari, polizia, ecc.), il divieto è rivolto a tutti i conducenti (anche dei velocipedi, ciclomotori, ecc.).
Se il conducente usa apparecchi viva voce o con auricolare, che non richiedono l’uso delle mani per il loro funzionamento, deve avere adeguate capacità uditive a entrambe le orecchie.
L’uso di apparecchi richiedenti l’impegno delle mani, è sempre sanzionabile non solo quando è fatto ai fini di conversazione, ma per qualsiasi altra operazione che comporti distrazione e l’impegno delle mani, come, ad esempio, la consultazione della rubrica telefonica o la lettura di un messaggio. Anche il medico è sanzionabile se risponde a una chiamata di un paziente con apparecchio non ammesso, e ricordiamo che sono equiparati agli apparecchi radiotelefonici, tutti quei dispositivi per il cui funzionamento è richiesto l’uso delle mani (MIT 4.4.2012 PROT. 1786).
Alla prima infrazione, multa di euro 161,00 (se pagata entro 5 giorni, scende a euro 112,70) e 5 punti in meno sulla patente. Alla seconda infrazione nei due anni dalla prima, stesso importo ma senza possibilità della riduzione del 30% della sanzione pecuniaria, e sospensione della patente di guida da 1 a 3 mesi).

Christian Fabris
By | 2018-10-18T12:00:17+00:00 ottobre 18th, 2018|Diritto in strada, LIFESTYLE|0 Comments

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