Auto in panne: carro attrezzi o traino?

Può capitare a chiunque di rimanere in panne con il proprio veicolo a motore e non potendo ricorrere a un carro attrezzi, si è costretti a chiamare qualcuno affinché traini il mezzo in avaria verso casa o in un’officina.
Considerato, però, che ci troviamo su strada e non in area privata, dobbiamo allora ricordarci di ottemperare a semplici regole se non vogliamo incorrere in sanzioni o mettere a rischio la sicurezza altrui.

Gli artt. 63 e 165 CDS, ai quali si sono unite in seguito circolari ministeriali al riguardo, parlano chiaro.
Innanzitutto, il traino dei veicoli in avaria è consentito solo in incombente situazione di emergenza e, pertanto, quando è impossibile ricorrere ai normali mezzi di soccorso stradale (carro attrezzi), perché sono indisponibili o per tempi di intervento molto lunghi che diventano inaccettabili.
La sanzione per chi viola questa regola, si applica anche all’eventuale conducente del veicolo trainato, e si parte da € 85,00 quale sanzione in misura ridotta e due punti in meno sulla patente di guida.

Il conducente del veicolo trainato deve tenere in funzione il dispositivo a luce intermittente di segnalazione visiva (le famose quattro frecce inserite); in mancanza, deve tenere esposto dalla parte rivolta alla circolazione, il pannello omologato di carichi sporgenti oppure il segnale mobile di pericolo.
Naturalmente si può trainare solo un veicolo e non più mezzi contemporaneamente (questo vale anche se i veicoli trainati sono rimorchi). La regola subisce un’eccezione nel caso di trasporti eccezionali autorizzati, o di trenini turistici che sono considerati veicoli atipici e possono trainare fino a tre rimorchi.

È vietato ai conducenti di motocicli e ciclomotori a due ruote trainare o farsi trainare da altri veicoli.
Poi deve esserci un solido collegamento tra il veicolo trainante e trainato, costituito da fune o catena o cavo d’acciaio, idoneamente segnalo (es: fazzoletto posto in mezzo e chiaramente visibile).

La massa effettiva del veicolo rimorchiato (che può essere diversa da quella indicata nella carta di circolazione, e accertata mediante appositi strumenti in dotazione alla polizia o tramite pesa), non deve superare quella rimorchiabile del veicolo trainante, che si trova (quest’ultima massa) scritta nella sua carta di circolazione.

Bisogna inoltre considerare, che il complesso veicolare trainante più trainato, non deve superare i limiti di sagoma o massa stabiliti per i veicoli dagli artt. 61 e 62 CDS; se tale complesso (es: autocarro o autovettura in avaria che è trainato da un altro autocarro), invece, presenta caratteristiche di peso e massa che richiedono le patenti superiori di cat. C1E, CE, D1E, DE, il conducente del veicolo trainante deve essere munito di tali patenti. Se invece a bordo del veicolo trainato vi è un conducente munito di valida patente per quel veicolo (es: sono all’interno dell’autovettura trainata, e possiedo la patente B), allora per il conducente del veicolo trainante è sufficiente avere le patenti C1, C, D1, D.

Ricordiamoci che il traino di veicoli in avaria non è ammesso né in autostrada né sulle strade extraurbane principali o individuate dal Ministero dei Trasporti: in queste strade c’è solo l’obbligo di attivarsi, attraverso le colonnine SOS, per la chiamata del soccorso stradale, e il tempo di sosta massimo sulla corsia di emergenza è pari a tre ore.

È chiaro a tutti che il buon senso di entrambi i conducenti (del veicolo di soccorso e di quello in avaria), deve portare a capire che se il tragitto dal luogo del sinistro a quello del ricovero del veicolo in avaria è molto lungo, problematica unita anche al rischio di intralciare la circolazione per effetto della ridotta velocità di marcia, la soluzione migliore allora è quella di attendere il soccorso stradale.

Christian Fabris
By | 2018-06-21T11:27:07+00:00 giugno 23rd, 2018|Diritto in strada, LIFESTYLE|0 Comments

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