Bollo auto e Assicurazione: quando non si pagano

Quando l’assicurazione e il bollo non si pagano.

Per quanto riguarda l’assicurazione, benché sia un costo che non tutti si possono permettere, è obbligatoria per legge e, pertanto, va sempre regolarizzata. Ne abbiamo già parlato negli articoli pubblicati in passato, ma ora vedremo quando l’assicurazione non si paga, cioè i casi di esonero che permettono ai conducenti di evitare questa spesa importante.
Diversamente dall’assicurazione, il bollo auto è un’imposta, per cui chi non lo paga incorre in una sanzione tributaria, potendo ugualmente circolare e non incorrendo al sequestro del mezzo. L’autorità competente, cioè la Regione, iscrive a ruolo l’importo che non è stato pagato, e incarica gli enti deputati alla riscossione per il recupero coattivo.
Il primo caso in cui possiamo evitare di pagare l’assicurazione è quello in cui l’auto effettivamente non circola, perché stazionata, per esempio, nel garage, nel cortile, in ambito privato (se in sosta su un parcheggio pubblico, si paga).
Un altro caso, è quando sul veicolo incombe il fermo amministrativo, purché parcheggiata in aree private.
Se il veicolo è rottamato, l’assicurazione non va più pagata, a meno che non la si trasferisca su un nuovo veicolo.
Nel caso in cui l’auto dovesse venire rubata, è indispensabile presentare denuncia alle autorità di pubblica sicurezza immediatamente e comunque entro 48 ore dalla scoperta, e denunciare il furto alla propria Compagnia Assicurazione, cosicché il contratto di RC auto cesserà il giorno successivo a quello in cui viene presentata la denuncia. L’assicurato ha diritto alla restituzione del premio RC auto già versato, relativo al periodo non goduto a causa del furto. Bisogna richiedere successivamente al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) la registrazione della perdita di possesso del veicolo.
Relativamente al bollo auto, i casi in cui cessa l’obbligo di pagarlo, sono:
la radiazione del veicolo: perché questo cessa di esistere quale bene giuridico;
il furto: bisognerà però annotare al PRA la “perdita di possesso” previa presentazione della copia della denuncia alle autorità di pubblica sicurezza. Da questo momento, non si è più proprietari dell’auto, e quindi non si è tenuti al versamento dell’imposta;
la vendita dell’auto: come da disposizioni di legge (eccezione per la Regione Lombardia), è tenuto al pagamento del bollo chiunque sia proprietario (usufruttuario, acquirente con patto di riservato dominio o utilizzatore a titolo di leasing) l’ultimo giorno utile per effettuare il pagamento, cioè l’ultimo giorno del primo mese dell’annualità per la quale è dovuto il pagamento. Ad esempio, se il bollo scade a gennaio, la tassa può essere pagata fino al 28 febbraio ed è a carico di chi risulta proprietario il 28 febbraio;
il fermo amministrativo del veicolo: alcuni Regioni prevedono l’esonero del bollo auto, ma dopo la decisione della Corte Costituzionale, in caso di fermo, sarà bene informarsi presso la Regione di competenza;
la rinuncia all’eredità: chi rinuncia all’eredità, può farla trascrivere PRA, di modo che non si è più tenuti a pagare il bollo per il veicolo del defunto passata in successione;
le persone diversamente abili: non vedenti e sordi; disabili con handicap psichico o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento; disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione; disabili con ridotte o impedite capacità motorie;
familiari di disabili: possono usufruire dell’esenzione dal bollo auto, anche i familiari del disabile a condizione che quest’ultimo sia a loro carico ai fini fiscali;
auto d’epoca e storiche: auto d’epoca e storiche non pagano il bollo auto a decorrere dal 30° anno successivo alla loro immatricolazione.
Per quanto concerne i tempi di prescrizione della tassa automobilistica, i termini sono di 3 anni sia nel caso in cui sia stato notificato entro i termini, un avviso di accertamento, e sia quando nei 3 anni successivi non sia stato inviato alcun atto interruttivo della prescrizione: nel caso in cui nei successivi 3 anni dalla ricezione di un avviso di accertamento, non vengono notificati ulteriori atti finalizzati alla riscossione, l’omesso versamento del bollo auto è prescritto sebbene il debito risulti iscritto a ruolo e sia presente nell’estratto conto Equitalia. Il calcolo dei 3 anni in caso di notifica di una cartella esattoriale, decorrono dalla data in cui il contribuente riceve nelle proprie mani la notifica.

Quindi Il bollo auto si prescrive dopo 3 anni che decorrono dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui il pagamento è dovuto e scadono il 31 dicembre del 3° anno. Pertanto il bollo auto arretrato non va più pagato a partire dal quarto anno successivo a quello in cui il versamento doveva essere effettuato.

Christian Fabris
By | 2017-11-23T14:40:31+00:00 novembre 23rd, 2017|Diritto in strada, LIFESTYLE|0 Comments

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