Carnevale alternativo a Venezia

Quest’anno a Carnevale ho deciso, insieme alla mia compagna, di visitare la nostra meravigliosa Venezia. Immergermi nell’atmosfera di questo periodo particolare, non addentrandomi nei percorsi canonici, ma cercando qualcosa di particolare.
E così nasce l’idea di vedere e visitare qualche luogo che ancora non conosciamo. Non devo certo ricordare come Venezia sia immensamente ricca di musei, palazzi, chiese, isole, chicche e gemme tutte da scoprire.
Quindi avendo solamente il sabato libero per godere appieno della città, spulcio nei vari siti dedicati al Carnevale di Venezia: due appuntamenti attirano la mia attenzione e la mia curiosità, una mostra all’Archivio di Stato e la visita guidata del Palazzetto Bru Zane. Telefono per avere informazioni e metto in calendario!
Sabato mattina di buon’ora si parte, zainetto in spalla, mascherina d’obbligo e scarpe comode.
Ci avviamo subito verso Santa Maria Gloriosa dei Frari, in campo San Polo. Arriviamo in pochi minuti, si cammina molto bene al di fuori degli itinerari turistici, e ammiriamo l’imponente edificio , la più grande delle chiese di Venezia, entriamo al volo riuscendo ad osservare solamente il monumento a Canova in marmo di Carrara.

monumento a Canova

Che dire? Questa chiesa meriterebbe un’intera giornata di visita per il suo patrimonio di opere d’arte, tra cui due dipinti del Tiziano, ma la mostra sul gioco all’Archivio di Stato ci aspetta!
Proprio nella sede dei Frari, ex convento francescano divenuto proprietà del demanio con Napoleone, viene istituito l’Archivio generale Veneto nel 1815, ospita 70 km di scaffalatura, con carte prodotte in centinaia di anni dagli albori della Repubblica Serenissima.
L’ Archivio di Stato è “vivo” ancora oggi, in quanto continua a ricevere e catalogare documenti.
Entriamo nel chiostro per una passeggiata e poi ci avviamo verso la visita guidata della mostra: “Il gioco: ingegno, fortuna, agilità”. Documenti autentici dal 1580 al 1841 spiegati magistralmente dalla guida, che ci riconducono agli inizi delle lotterie, dei giochi d’azzardo e ai divieti degli stessi da parte del Consiglio dei Dieci. Un tuffo nel passato bellissimo, un racconto di mezz’ora avvolgente e interessante, che ci proietta negli anni della Serenissima.

proclama del 1734

Lasciamo la mostra soddisfatti e ci concediamo un panino col sole in fronte e una frittella con caffè da Tonolo, pasticceria rinomata a Venezia, che soddisfa tutte le nostre aspettative sensoriali!
E poi via verso il Fondaco dei Tedeschi per ammirare Venezia dall’alto!
Il palazzo, dopo secoli di commerci e dopo essere stato ufficio postale, viene restaurato e diviene centro commerciale di lusso, con il cortile interno e logge eleganti su quattro piani. Al quarto piano del Fondaco ( dall’arabo albergo-magazzino), una scala porta in cima dove si affaccia una terrazza che permette ai visitatori di vedere tutta la laguna con un panorama a 360 gradi.
Nelle giornate di carnevale mi avevano consigliato di prenotare vista la grande affluenza, e così ho fatto. Ci presentiamo puntuali all’orario indicato e appena usciti sulla terrazza non sappiamo da quale parte girarci, Venezia da questa prospettiva è ancora più bella, se ancora qualcuno avesse dei dubbi: scorcio su San Marco, Canal Grande a destra e sinistra, chiese ovunque ti giri, con il sole che aumenta la meraviglia e la unicità degli scorci.
Dopo i 15 minuti concessi per ammirare il panorama usciamo e attraversiamo la folla che riempie il ponte di Rialto, per andare al nostro ultimo appuntamento di giornata: Palazzetto Bru Zane, a noi sconosciuto fino ad oggi.
Una piccola porta chiusa ci aspetta all’arrivo, ma quando si apre la sorpresa comincia ad apparire nei nostri sguardi. Un delizioso giardino alla francese, con delle sculture di putti precede l’entrata dell’edificio. La guida, giovane, ma molto preparata, comincia proprio dall’esterno la sua spiegazione: la famiglia Zane, una delle più antiche ed importanti di Venezia, fece costruire questo Palazzetto, con accanto la biblioteca che ora non esiste più, di fronte al palazzo principale della famiglia, per accogliere gli ospiti e gli amici. Il casino Zane, progettato dall’architetto Antonio Gaspari, della bottega del Longhena (a lui si devono Ca’ Pesaro e Ca’ Rezzonico), è stato per un secolo il luogo di svago del palazzo Zane. All’interno stucchi di Abbondio Stazio e la balaustra in legno affacciata sulla sala da ballo ad opera di Jacopo Brustolon. Recentemente gli affreschi interni sono stati attribuiti a Sebastiano Ricci.
Entriamo e subito rimaniamo a bocca aperta: l’affresco sul soffitto è veramente affascinante, mentre salendo le scale possiamo ammirare quello che il restauro, voluto dalla famiglia Bru, nuova proprietaria del palazzo, è riuscito a recuperare.

soffitto del Palazzetto Bru Zane

Arrivati al piano superiore osserviamo curiosi gli stucchi sul soffitto, gli affreschi rovinati dal periodo napoleonico, dove quasi tutte le opere venivano martellate e rovinate, e la maestosa balaustra.
Adesso questo Palazzetto, vera chicca incastonata nel sestriere di San Polo, è diventata il centro di musica romantica francese del grande Ottocento, per volere della nuova proprietà, qui si svolgono sempre concerti, attività didattiche e visite guidate gratuite al giovedì.

balaustra in legno del Brustolon

Con la bellezza negli occhi ringraziamo la guida e usciamo.
La nostra giornata carnevalesca è terminata, ci avviamo stanchi verso la via del ritorno, con la felicità e la consapevolezza di aver arricchito il nostro piccolo bagaglio culturale ed aver visto due-tre piccole gemme incastonate nella nostra unica e inimitabile città.

Pier Angelo Pellegrin
Ciao,sono Pier Angelo,padre di due figli meravigliosi,lavoro per il Ministero dell'Interno e sono un appassionato di viaggi,di libri,di cinema e di sport.
Cerco di vivere la vita ogni giorno al massimo ringraziando sempre chi mi ha dato una seconda possibilità!

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