Consigli di Primavera per i nostri Amici a 4 Zampe.

L’inverno umido e la mancanza quasi totale di temperature rigide per periodi prolungati, ha permesso ai parassiti esterni quali pulci, zecche e pidocchi, di mantenersi attivi e vitali anche durante la stagione invernale che è nota per un “ridimensionamento naturale” di questi parassiti. Emblematici sono stati alcuni casi di cani infestati da zecche durante il mese di gennaio. Tale motivo mi ha spinto a raccogliere alcuni consigli pratici che in questo periodo costituiscono gli argomenti principali delle visite ambulatoriali.

Partiamo dalle zecche, che sono parassiti ematofagi in grado di veicolare zoonosi, ossia malattie trasmissibili dall’animale all’uomo. É utile non abbassare mai la guardia nei loro confronti e protrarre i trattamenti antiparassitari con regolarità durante tutto l’anno. In commercio esistono ormai diversi tipi di prodotti: dagli spot-on, che prevedono un’applicazione mensile, alle compresse da assumere anch’esse mensilmente e i collari antiparassitari che garantiscono la copertura più duratura di 7-8 mesi. Ognuno di questi prodotti ha delle caratteristiche peculiari: alcuni sono specifici per il cane e non prevedono la convivenza con il gatto. Nonostante tutti ottengano ottimi risultati, è necessario sottolineare che non esiste ancora il “prodotto infallibile”.
La scelta del prodotto ottimale avviene seguendo il consiglio del proprio veterinario, che considera il tipo di vita dell’animale e le esigenze del proprietario stesso come, ad esempio, gli eventuali spostamenti in luoghi rischiosi. A tal proposito evitate di portare a passeggio il cane sui prati adibiti al pascolo o lungo gli argini dei fiumi dove sono appena transitate le greggi, perché in quei casi la presenza massiva di zecche disperse dagli ovini mette a dura prova qualsiasi tipo di disinfestante.

Qualora doveste rinvenirne una o più attaccate alla cute del vostro animale, applicateci il prodotto direttamente sopra, ossia fate cadere una goccia se il prodotto è spot-on oppure date una spruzzata se è in formulazione spray: così dovrebbe staccarsi completamente entro 3-4 ore. Il tentativo di staccarle manualmente, applicandovi sopra le più svariate e fantasiose sostanze fai da te, ha il più delle volte come conseguenza la formazione di un piccolo nodulo cutaneo, ovvero una reazione granulomatosa verso l’apparato buccale del parassita. Il cane o il gatto venuti a contatto con una zecca dovrebbero essere sottoposti a un ciclo di terapia antibiotica con l’utilizzo di tetracicline al fine di bloccare o contenere una possibile infezione batterica.

Nel periodo primaverile inizia anche la campagna per la prevenzione della filariosi cardio-polmonare, che rappresenta la malattia più importante della pianura padana, essendo veicolata dalla “regina delle nostre serate estive”, ovvero la zanzara. Questo insetto, pungendo un cane infetto sviluppa le larve del parassita nel suo organismo e le può trasmettere a un cane o un gatto sano. Le larve, risalendo lungo il torrente circolatorio, raggiungono il cuore e i grandi vasi polmonari dell’organismo che le ospita, si sviluppano e si riproducono fino a diventare adulti di 10-13 cm. I sintomi della filariosi sono molto aspecifici e tardivi: quando il soggetto presenta minor resistenza all’esercizio fisico, tosse dopo sforzo e difficoltà respiratoria, il più delle volte, presenta già delle alterazioni permanenti. Questo significa che, in questi casi, noi veterinari curiamo la filariosi ma i danni cardiaci rimangono per sempre, rendendo necessaria una terapia che sostenga l’attività cardiaca a vita. Per tale motivo un test ematico eseguito a inizio stagione, in primavera, ci permette di essere tempestivi nel diagnosticare la malattia anche nel soggetto asintomatico e ridurre i danni al cuore. I test consigliati si basano su una metodica ELISA, sicura e precisa nel rivelare i primi segni della malattia e siccome “nessun farmaco è perfetto”, vanno proposti anche ai soggetti che effettuano la profilassi per la filaria regolarmente.

Per concludere questa carrellata di consigli di inizio primavera, fate attenzione all’utilizzo di veleni in polvere contro le formiche e le lumache perché molto spesso i nostri animali, soprattutto il gatto, possono assumerli indirettamente leccandosi il mantello imbrattato dalle suddette polveri velenose. L’ingestione di tali prodotti provoca subito una sintomatologia eclatante con bave profuse, tremori, convulsioni che possono portare in breve tempo alla morte dell’animale. In queste situazioni bisogna contattare il veterinario prima possibile.

Dott. Francesco Nardo

 

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By | 2017-05-06T14:42:51+00:00 maggio 7th, 2017|A come Amore, Benessere Animali, LIFESTYLE, SALUTE & BENESSERE|0 Comments

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