Etilometro e alcool: tutto quello che c’è da sapere

L’assunzione di sostanze alcoliche provoca effetti spesso molto gravi sull’organismo umano e il pericolo diventa ancor più grave quando chi ne ha fatto uso si espone alla guida di un veicolo, che richiede di per sé molta attenzione e prontezza di riflessi.
Lo stato di ebbrezza può essere dimostrato e documentato attraverso le risultanze dello strumento in dotazione delle forze dell’ordine chiamato etilometro, che deve essere omologato.

L’art. 186 del codice della strada ne parla quale fonte di prova. Si presume che una persona sia in stato di ebbrezza quando il suo tasso alcolemico supera il valore di 0,5 g/l (grammi per litro di sangue).
È una presunzione assoluta, cioè non ammette prova contraria da parte del conducente. Tuttavia, il giudice con adeguata motivazione, secondo la Cassazione (Cass. pen. n. 17159/2015), può anche decidere diversamente dai risultati dell’etilometro (che non costituiscono prova legale).

L’etilometro deve essere omologato e soggetto a verifiche annuali, e non è indice di malfunzionamento l’orario posto a penna sullo scontrino a causa del mancato aggiornamento dell’orologio strumentale (Cass. pen. n. 13998/2014). Presunti vizi dell’apparecchio vanno provati dal difensore dell’imputato.
Nel caso di veicoli per la cui guida non è richiesta la patente (es: biciclette), non si applicano i provvedimenti sull’eventuale patente posseduta dal trasgressore ( Cass. pen. N. 17684/2015).

Gli organi di polizia stradale, per motivare il ricorso all’etilometro, possono sottoporre il conducente ad accertamenti preliminari, con mezzi che non richiedono l’omologazione; l’esito di questi accertamenti, rende solo legittimo il successivo accertamento con l’etilometro omologato. La legge dice che gli organi di polizia hanno facoltà di sottoporre il conducente al test dell’etilometro, in caso di esito positivo dei test preliminari, in ogni caso di incidente stradale, o quando si abbia motivo di ritenere il conducente in stato di alterazione psicofisica da alcool.

Ai sensi del Regolamento al codice della strada, il tasso alcolemico che si deve considerare al fine di considerare il conducente in stato di ebbrezza, deve risultare da almeno due determinazioni concordanti effettuate a un intervallo di tempo di 5 minuti.
È prassi assumere il valore più basso, in ossequio al principio del favor rei (Cass. pen. n. 20064/2010), a meno che se dopo la prima prova con tasso alcolemico che supera il limite, a causa dello stato psicofisico del conducente, questo non riesce a effettuare la seconda, si considera quell’unico risultato quale prova sufficiente (Cass. pen. n. 12199/2017). Il mancato rispetto, solo per uno o due minuti, dell’intervallo regolamentare di 5 minuti tra la prima e la seconda prova, potrebbe avere rilevanza solo in presenza di validi e riconosciuti motivi idonei a inficiarne il risultato (Cass. pen. n. 21991/2013).

La norma non consente l’accompagnamento coattivo nelle strutture dotate di etilometro o negli ospedali, se il conducente si rifiuta di sottoporsi alla prova dell’etilometro, ma a carico di quest’ultimo si applicheranno le sanzioni previste dall’art. 186, comma 7 (sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni + ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 + arresto da sei mesi ad un anno + se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata).
L’esame del tasso alcolemico ai sensi dell’art. 186 costituisce atto di polizia giudiziaria urgente e indifferibile, e la Legge impone di informare il soggetto della possibilità di avvalersi dell’assistenza di un difensore, senza diritto di avviso preventivo. Il conducente va sempre informato prima del test anche se l’esito non comporterà illecito penale.

Il mancato avviso all’imputato del diritto di farsi assistere da un difensore comporta nullità ex art. 178 cpp.
Considerato che gli effetti del contenuto alcolico nel sangue, variano da individuo a un altro, anche in relazione ad alcune circostanze (es: assunzione a digiuno o a stomaco pieno, propensione del soggetto a bere, sesso, corporatura, ecc.), per quanto riguarda i comportamenti dell’individuo, questi dipendono dalla quantità di alcool ingerita:
circa 0,5 g/l, si ha difficoltà nella percezione dei colori dei segnali, e la guida diventa molto “allegra”;
da 0,8 a 1 g/l, il conducente dimostra un esagerato stato di sicurezza che lo porta a non capire eventuali pericoli in essere;
a circa 1,5 g/l, mancano i coordinamenti nei movimenti con altissima probabilità di sinistro stradale.

Ricordiamo le sanzioni:

  • se il TA (tasso alcolemico) è pari o inferiore 0,5, si applica solo per i minori di 21 anni, i neopatentati e i conducenti professionali (autocarri pesanti, autobus, ecc., si veda art. 186-bis CDS), una sanzione amministrativa (c.d. multa);
  • se il TA è maggiore di 0,5 ma pari o inferiore a 0,8, si applica per tutti gli altri conducenti, una sanzione amministrativa di circa 532,00 euro (più alta per quelli elencati di cui sopra), la decurtazione di 10 punti sulla patente di guida, e la relativa sospensione da 3 a 6 mesi. Se invece il conducente ha provocato un incedente stradale, la sanzione è pari a 1.064,00 euro e la sospensione della patente da 6 a 12 mesi, più fermo del veicolo per 180 gg;
  • se il TA è maggiore di 0,8 e fino a 1,5, entriamo “nel campo del penale”, in quanto il fatto costituisce reato. Abbiamo la sospensione della patente da 6 a 12 mesi, ammenda da euro 800 a euro 3.200 (ammenda e non sanzione amm.va: perché è un reato, nella fattispecie una contravvenzione), e arresto fino a sei mesi;
  • se il TA è maggiore di 1,5, sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni, ammenda da euro 1.500 a euro 6.000, arresto da sei mesi ad un anno. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata; la patente di guida è sempre revocata, in caso di recidiva nel biennio (ITER PROCEDURALE: artt. 222 e 224 CDS).
Christian Fabris
By | 2018-11-16T13:16:01+00:00 novembre 14th, 2018|Diritto in strada, LIFESTYLE|0 Comments

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