FIX ME al Brancotype Festival

Provate a pensare cosa si prova se i volti che ci sono attorno ci sembrano familiari, ma non sappiamo di chi siano.

Provate a pensare di non riuscire a riconoscere quale sia la stagione che state vivendo, anche se ne riconoscete le caratteristiche.
Provate a immaginare cosa significa sapere bene qual è la vostra casa, ma non riuscire proprio a ritrovare la strada per arrivarci. O a indossare un gioiello, ben sapendo che vi è stato regalato dal vostro coniuge, che però non sapete più chi sia….

A tutti noi i ricordi alle volte sfuggono, nella vita quotidiana e in particolare in situazioni di pressione o stress.
Ci fa rabbia, ci deprime, ma poi passa: basta avere pazienza e la nostra mente riesce a riempire quel vuoto temporaneo; basta aspettare un po’ e il ricordo riemerge, proprio quando non ci pensiamo più.

Per i malati di Alzheimer però non è così. Quella che per noi è solo una situazione saltuaria, transitoria, per loro è una costante, sia pur sempre variabile. Mancano pezzi di memoria, non si riesce ad attribuire un’identità a un volto riconosciuto e amato, i luoghi da sempre noti si disconnettono tra loro e non si è più capaci di costruire il percorso per raggiungerli. I ricordi vecchi riemergono, in modo disordinato, ma quelli più recenti sfumano, non riescono a fermarsi. Rimangono i gesti, le routine, i tic, ma è come se fossero vuoti. Svuotati della motivazione che li ha originati. Identificativi della personalità, ma senza più una relazione di causa-effetto.

Tutto questo con sprazzi di consapevolezza, dolorosissima, sulla propria condizione.

Non è facile raccontare l’Alzheimer, né per chi lo vive in prima persona, né per chi sta accanto a qualche caro malato.

I fotografi di Frequenze Visive ci hanno provato, con le immagini di “FIX ME”, a narrare i volti e le attività del progetto Sollievo IN.TE.SE, che si tiene nel comune di Vigonovo e che dà sostegno ai malati di Alzheimer e ai loro cari.

“FIX ME” significa “aggiustami”, quasi in un grido di aiuto. Nello stesso tempo rimanda al processo del fissaggio, dei ricordi nella memoria e delle stampe nel procedimento di stampa in camera oscura.
I fotografi di Frequenze Visive, ben consapevoli delle strette relazioni tra fotografia e memoria, tra memoria e identità, tra fotografia e identità, hanno attinto alle varie forme della loro creatività per sviluppare questo progetto, in un fermento di iniziative e attività a catena che continua a germogliare. Ne è nata una mostra fotografica, per raccontare le attività svolte settimanalmente dai partecipanti al progetto Sollievo IN.TE.SE. Larghe inquadrature e dettagli, frasi sovrapposte alle immagini, stampe fotografiche con sviluppo a spruzzo a simboleggiare una memoria non compatta, e stampe a fissaggio parziale, destinate a sfumare col tempo, per evocare lo svanire dei ricordi. Alla mostra è stato affiancato un catalogo, che raccoglie anche i diari degli incontri tra i fotografi e i partecipanti del progetto; le parole riescono a dar forza alle fotografie e viceversa, in un intreccio indissolubile. E ancora un video, dalla forte carica emozionale, potenziato da un reading e dalla musica, composta da alcuni degli stessi autori delle fotografie, per riportare in sensazioni la profonda componente emotiva dell’esperienza.

All’inizio il progetto, solo a pensarlo, spaventava per tanti aspetti: per i tempi stretti per realizzarlo, per la difficoltà intrinseca dell’argomento, per le limitazioni di tipo tecnico. Alla fine l’esperienza è stata davvero forte e coinvolgente e si è rivelata una miccia accesa per un fuoco di creatività che continua ad ardere.

Per tutti coloro interessati a questo progetto, “FIX ME” sarà presente al festival della fotografia sperimentale “BRANCOTYPE” dall’1 al 4 giugno al Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin a Taglio di Po (RO).

Rita Rossi
By | 2017-05-23T21:32:19+00:00 maggio 24th, 2017|A come Amore, Eventi, Fotografia, LIFESTYLE, NEWS & EVENTI|0 Comments

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