Giornata Mondiale degli Oceani

8 giugno, Giornata mondiale degli Oceani

Oggi 8 giugno è la Giornata mondiale degli Oceani, una data istituita dalle Nazioni Unite nel 2008, per sottolineare l’importanza che questo ecosistema ha nella vita di uomini, flora e fauna.

Gli oceani coprono tre quarti dell’intera superficie terreste, contribuiscono a regolare il clima, sono fonte di  ossigeno e ci forniscono il cibo che peschiamo direttamente dalle loro acque.

Ora, vien da sé che l’importanza degli oceani non deve essere sottovalutata anche perché questo ecosistema così forte ma allo stesso tempo delicato, se compromesso, rischia di toccare anche gli altri equilibri che da esso dipendono.

Nonostante sia così prezioso, le attività dell’uomo lo sottopongono a rischi molto gravi dovuti al’inquinamento marino (in grande aumento), alla pesca illegale e al cambiamento climatico che porta tra le altre cose l’acidificazione delle acque.

Come se non bastasse, l’utilizzo senza controllo di plastica e la sua dispersione anche in mare, porta a danni gravissimi per gli esseri viventi che vi abitano.

Si pensi che nel 1950 si producevano ogni anno circa 2 milioni di tonnellate di plastica, nel 2015 si è arrivati a produrne ben 380 e la quantità, nonostante le campagne per il riciclo e la sostituzione con materiali biodegradabili, è in continuo aumento.

Secondo studi effettuati all’Università della Georgia, il primo Paese tra i principali responsabili è la Cina, seguita da Indonesia, Filippine, Thailandia e Vietnam. Da soli, questi 5 Paesi producono ben il 60% degli scarti in plastica.

E’ risaputo che nel Pacifico si è creata una vera e propria isola di plastica che, attualmente, arriva ad una superficie di circa 10 milioni di km quadrati, ciò è dovuto alla corrente oceanica che ha trasportato una grande quantità di plastica e detriti vari che, nel corso dei decenni, si sono accumulati sempre più.

Ad aggiungere un problema al problema, bisogna ricordare che la plastica se esposta per molto tempo al sole, si decompone in piccoli frammenti, grandi di solito come sfere di circa 1/3 di millimetro in diametro che, sommate ad altre microplastiche derivanti dai lavaggi in lavatrice e dalle lavorazioni di materiali plastici industriali, arrivano facilmente agli oceani.

Cosa possiamo fare noi, nel nostro piccolo, per arginare il problema?

Sicuramente evitare prodotti usa e getta per generare meno rifiuti e preferire alle borse di plastica, prodotti biodegradabili e riutilizzabili.

Un’altra cosa che possiamo fare è sensibilizzare le nuove generazioni e pattugliare l’ambiente: se vediamo qualcuno che inquina, non restiamo indifferenti ma facciamoglielo notare!

Cosa faremmo se qualcuno venisse a sporcare a casa nostra? Cominciamo davvero a vedere l’ambiente che ci circonda, gli oceani, le piante e gli animali come se fossero anche cose nostre, in questo modo avremo più sensibilità a tutelarli e proteggerli.

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By | 2018-06-07T19:05:16+00:00 giugno 8th, 2018|Eventi, NEWS & EVENTI|0 Comments

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