Gli antichi Romani in Riviera del Brenta: Pianiga e il “graticolato”.

Ciao a tutti, bentrovati amici lettori. Sapete, sono passato per l’ennesima volta la scorsa settimana a Pianiga.
Questa volta avevo mezz’ora libera e…ho guardato Pianiga. Eh si,è proprio un bellissimo paese. Mi son detto subito: cerchiamo qualcosa su Pianiga e facciamolo conoscere ai lettori di MeMagazine. Ecco cosa ho scoperto.

L’origine dell’abitato di Pianiga risale con certezza tra il II ed il III secolo d. C. a opera dei Romani, pur avendo riscontrato tracce di insediamenti prima dell’era Cristiana. La storia della cittadina è riassunta nel nome di quella che storicamente è stata la strada principale: Via Desman. Storpiatura in veneto di decumano. Si deve, infatti, alla colonizzazione romana, che mise ordine in un territorio abitato fin dai secoli più lontani, stravolto dalle ripetute inondazioni e dal continuo spostamento del letto dei corsi d’acqua, con la progettazione dell’area secondo lo schema della “centuriazione” o se vogliamo del “graticolato” che suddivideva il terreno in appezzamenti quadrati detti “saltus”.
Conteso a lungo tra Padova, Venezia e Treviso, saccheggiato nei secoli dai barbari, dalle truppe di Ezzelino e dagli Scaligeri, del periodo serenissimo il paese ha conservato preziose testimonianze storiche e monumentali, quali la ex Casa Canonica, Casa del Patriarcato, la settecentesca Villa Rizzi-Albarea con barchesse e grande parco, circondato da un fossato, Villa Gradenigo con le barchesse e la cappella gentilizia (ora chiesetta delle Cioare), Casa Calzavara-Pinton proprio nel centro del paese.

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Le principali strade che collegavano i centri maggiori del Veneto furono costruite fra il II ed il I secolo a.C.: quella il cui tracciato si avvicinava maggiormente al territorio dell’attuale Pianiga era la via Annia, compiuta nel 131 a.C., che portava fino al vicino municipium di Altino. Le vie maggiori si intersecavano poi con numerosi tracciati viari minori, di interesse locale, lungo i quali si sistemavano i presidi militari dislocati un po’ ovunque a protezione del territorio: Pianiga sembra essere nata come accampamento fortificato situato nei pressi di una grossa proprietà fondiaria e questa ipotesi troverebbe conferma dal toponimo della località stessa, che compare nei documenti medievali nelle diverse varianti di Piglianiga, Pilianica, Pegianiga o Piyaniga, dalle quali si potrebbe comunque risalire alle forme Pellianica o Oppilianica – forme derivanti dal nome di un antico proprietario terriero, tale Pellio o Oppilio, con l’usuale aggiunta del suffisso prediale.

Dedicata al Santo Vescovo Martino di Tours, la chiesa risale al XII secolo. Fonti storiche sembrano indicare la presenza dell’edificio fin dall’Alto Medioevo. Romanica, pur con notevoli influssi gotici, la chiesa. Presenta una facciata semplice ed elegante, rivestita di mattonelle in cotto di Treviso con un portico esterno sostenuto da due colonne di pietra. Sotto il portico la lunetta sovrastante il portale è ornata da un affresco rappresentante San Martino nell’atto di dividere il proprio mantello con il povero. Interessante la cappella del fonte battesimale, seicentesca e completamente affrescata; la vasca del fonte in marmo greco su un piedistallo in marmo africano; il presbiterio e l’altare maggiore risalgono di fine ‘600. All’esterno della chiesa sorge il campanile, rivestito anch’esso di mattonelle in cotto.

L’antica (centenaria) Sagra dei Bisi, tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, ricorda che in passato i piselli di Pianiga erano così ricercati da essere famosi anche a Milano e Roma, e così preziosi che la gente non osava mangiarli e li coltivava solo per metterli in vendita. Il mercato si teneva la sera, durante tutto il periodo della raccolta.

Pianiga, dunque, vi aspetta a fine Maggio (ma vale la pena andarla a visitare anche prima e dopo…) per la sua bellissima sagra, per visitare la sua bella zona storica e per incontrare la sua bella gente.

Renato Trincanato
La vita...è un viaggio. Dunque, viaggiate! Chi sono io? Prima di tutto sono fin troppo razionale...l'istinto lo uso molto poco e prima di fare delle scelte devo pensare parecchio. Sono molto realista, non mi creo illusioni, non spero in cose su cui non c'è più speranza. Accetto la realtà,ma spesso non la condivido. Sono anche romantico sotto un certo punto di vista. Sono permaloso (nei limiti): una battuta a cavolo nel momento sbagliato sul mio carattere, sul mio abbigliamento o su qualsiasi altra cosa può essere fatale per la mia ira... Sono nervoso perennemente, credo...mi preoccupo per mille persone e prima di qualche prova importante sono sempre in tensione. Sono anche molto altruista, se un amico/a ha bisogno di sfogarsi io ci sono in qualsiasi momento, garantito. Sono io.

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