Intervista con Maddalena Beda

Qualche tempo fa vi avevo parlato di un bellissimo libro che parla di una sfida e di una promessa da mantenere. Il suo autore, Daniele Luppari, aveva affrontato più di mille chilometri in sella alla sua bicicletta per onorare la memoria della sua oncologa e depositare un fiore sulla sua tomba.

Il libro “La promessa in una sfida” (se ti sei perso l’articolo, lo trovi qui), sta avendo molto successo grazie allo spirito di umanità che ispira, e alla grande forza che dona. Il suo autore è positivo, solare e sempre pronto ad aiutare il suo prossimo.

Ho parlato a lungo di questo libro che ho avuto modo di presentare in un evento qualche mese fa e che ha colpito particolarmente il numeroso pubblico presente. Una cosa però non ho sottolineato nel mio articolo precedente e cioè che “La promessa in una sfida” è stato curato da Maddalena Beda.

E’ giunta l’ora di fare la conoscenza di Maddalena come persona e come professionista!

Nonostante i suoi mille impegni, sono riuscita a “rubarle” un po’ di tempo per farle qualche domanda…

  • Maddalena, tu hai curato il libro “La promessa in una sfida” di Daniele Luppari. Come l’hai conosciuto e perché ti sei occupata di curare questo libro?

Ho conosciuto Daniele attraverso un sito di vendite online. Io cercavo di acquistare una bici da corsa nuova e lui aveva la sua in vendita. In occasione di uno scambio di opinioni sulle biciclette, alcune parole che ha detto  mi hanno incuriosito e hanno risvegliato la voglia di riprendermi la vita fra le mani. In quel momento stavo vivendo un momento di vita personale molto duro e triste.

  • Cosa hai fatto nello specifico? Come si “cura” un libro?

In occasione delle nostre prime chiacchiere, mi ha accennato al fatto di aver buttato giù degli appunti sul viaggio in bici del 2014 e che gli sarebbe piaciuto farne un libro. Io vengo già da esperienze editoriali e mi sono offerta di leggere gli appunti e metterli in ordine. E  così è cominciata l’avventura. Lui raccontava le tappe e le esperienze durante le tappe e io, ponendogli domande mirate o semplici curiosità, scrivevo secondo il mio sentire, un po’ romanzando, un po’ descrivendo semplicemente. Mi sono presa a cuore il racconto perché amo la bicicletta, amo lo sport in genere, ma più di tutto in assoluto, amo la vita nelle sue espressioni profonde, anche quando si manifesta nelle difficoltà del quotidiano, o in eventi traumatici. Vengo io stessa da un divorzio, dalla perdita del lavoro, da fasi di depressione dalla quale non vedevo vie di uscita. Nonostante questo, sono qui e sono felice di provare sempre ad affrontare il tempo e la vita. Prendermi cura del libro è stato come prendermi cura di parole e di pensieri che facevano bene a me, come facevano bene a lui. E’ stato un lavoro di introspezione profonda e di acquisizione di consapevolezza personale.

  • Molto spesso tu e Daniele presentate il libro insieme, come ti relazioni con lui durante gli eventi?

Io e Daniele abbiamo un ruolo molto diverso nelle presentazioni. Io tendo a poetizzare e a parlare dell’aspetto dell’animo, lui racconta i fatti. In effetti l’ambivalenza degli aspetti è fondamentale. In ogni evento che ci accade c’è sempre un Fatto e un Riflesso interiore.

  • Qual è il messaggio fondamentale che tu e Daniele avete voluto dare con il libro “La promessa in una sfida”?

Il libro è un dono; il messaggio di fondo è questo. Al di là di tutto, prima che la parola fine sia detta, provare a superare le nostre paure è un dovere nei confronti della vita che ci è stata data. Questo vale per le piccole cose, come per le grandi. Viviamo nell’isolamento sempre più dilagante, la riprova ci è data dalla crescente mortalità di ragazzi che decidono di non farcela. Io penso che la chiave sia la condivisione e l’affrontare la paura anche del giudizio degli altri oltre che la paura del giudizio che noi diamo a noi stessi. Siamo circondati da persone che appaiono brillanti e forti e che possono ogni cosa. E’ chiaro che in un momento di sbandamento, la frustrazione e la paura di non farcela diventino un cappio al collo che ci isola e ci fa sentire non accettati e soli. Eppure così come la malattia mortifica il fisico, ma lo può anche fortificare, così la solitudine mortifica il cuore, ma può essere uno stimolo verso l’unione e la condivisione.  Mi rendo conto che possono sembrare “parolette” dette per dire o frasi fatte. Non c’è nulla che io dica, che io non abbia vissuto in prima persona, quindi non è retorica la mia, ma esperienza vissuta per davvero.

  • Qual è il tuo lavoro? Di cosa ti occupi nella vita?

Io mi occupo da vent’anni ormai di amministrazione del personale e sono laureata in giurisprudenza.

  • Hai scritto un libro tutto tuo o hai intenzione di scriverlo?

Ho scritto un testo per bambini qualche anno fa, un libro poi che parlava dell’esperienza del licenziamento. Questo libro è stato fatto con un’amica che viveva con me la stessa esperienza. Scrivo poi racconti, un paio di questi in fase di pubblicazione e gestisco un mio blog.

  • Quanto è importante per te la scrittura?

La scrittura è come la macchina fotografica per il fotografo. E’ un mio modo per vivere nelle parole e rivivere nelle parole scritte dei fatti veramente accaduti o addirittura per lasciar fluire delle fantasie per liberare la testa da pesi o stanchezze eccessive. E’ un buon amico il foglio di carta, non pesta i piedi a nessuno e può essere in mille modi diversi. Ho sempre scritto moltissimo anche per giocare con le immagini che si figurano nei pensieri. E’ un gioco innocuo e divertente allo stesso tempo.

Che dire?! Lo spirito e la grinta di Maddalena hanno sicuramente contribuito a rendere “La promessa in una sfida” un libro molto profondo e significativo che dona a chi legge, la speranza di guardare al domani con coraggio.

 

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Gloria Gallo
Pianighese d’origine, ma ormai da qualche anno vivo in un altro paese. Laureata in Scienze della Comunicazione a Venezia, da anni collaboro con associazioni culturali, riviste e siti web parlando di quello che mi piace di più: i libri! Amo la lettura, la scrittura, la letteratura e la storia contemporanea. Il mio più grande difetto è che non riesco a “star ferma”: ho sempre bisogno di nuove avventure e di stimoli sempre diversi. Mi piacciono le sfide e cerco sempre di trovare il lato positivo nelle cose perché penso che la realtà sia tanto difficile già di suo senza doversi fossilizzare su quello che non va.
By | 2018-02-25T16:12:49+00:00 febbraio 25th, 2018|A come Amore, BUSINESS, Crescita-personale, LIFESTYLE|0 Comments

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