Isola Bassa a Dolo Venezia

Uno dei posti che amo di più frequentare e fotografare è l’area intorno allo squero di Dolo.
In inverno ne apprezzo la quiete e la foschia che aleggia sul fiume dandole un’aria mistica e d’altri tempi e le luci aranciate di sera mi fanno sentire in un luogo raccolto e intimo.

Nella bella stagione, invece, inizia ad essere più vissuto, la gente lo sceglie per fare passeggiate, intrattenersi a chiacchierare nei locali o sulle gradinate che portano all’acqua e, specialmente nei fine settimana, si percepisce come il cuore di Dolo.

L’Isola Bassa è una fetta racchiusa tra due rami del Brenta ed era una volta conosciuta come Isola del Maltempo perché con piogge abbondanti la zona veniva in parte sommersa e quindi isolata. Qui si trovavano il porticciolo e le chiuse oltre a magazzini, osterie, scuderie, attività commerciali e locande per gli avventori.

Tra gli edifici rimasti intatti c’è lo squero, struttura di una certa importanza con tetto a capriate sostenuto da robusti pilastri di mattoni e che adesso è luogo di mercatini e manifestazioni; i mulini– che ora ospitano un bar- e il macello comunale che si trova sulla punta dell’isola e che attualmente è usato spesso per eventi e mostre.

Allora come oggi, un brulichio di persone doveva essere la normalità, in quanto intorno allo squero, che era il ricovero per le barche, gravitavano varie attività commerciali ed artigianali che avevano a che fare con la navigazione fluviale. Ne è testimonianza ancora oggi la piccola e graziosa Calle dei Calafati, che ricorda la professione di coloro i quali riparavano abilmente le imbarcazioni.

Dolo era diventato un centro particolarmente vivace nel periodo in cui si erano intensificati gli scambi commerciali tra Venezia e Padova e, di conseguenza, per l’aumentato traffico, anche lo squero era un punto nevralgico nel trasporto di merci, tanto più quando vennero costruiti ben dodici mulini in questo punto del Naviglio.

Anche dal punto di vista della mondanità, Dolo era conosciuto come luogo in cui era piacevole soggiornare, a detta anche di Goldoni che lo cita parlando dei viaggi in Burchiello.

Parlando di illustri estimatori, il celebre Canaletto ha immortalato in più opere l’Isola Bassa e in una è illustrato lo scenario della conca ovvero le cosidette “porte del Dolo” – dove si pagava il dazio – mostrando il fermento di persone e merci che le attorniavano.

Oggi l’area è notevolmente cambiata, ma mantiene ancora il fascino del passato e ne va elogiata l’opera di riqualificazione, che è stata ripavimentata, ben illuminata e resa “ appetibile” anche ai più giovani, che la scelgono come luogo di ritrovo: lo spritz allo squero è ormai un must!
Ciò che mi piace di quest’angolo di Dolo è la commistione di antico e nuovo ben integrati, e quando ritorno da una lunga assenza non perdo occasione per una passeggiata allo squero, è come ritornare in un luogo famigliare che mi riconcilia con la Riviera del Brenta!!

Foto copertina: Damiano Violin

Cristian Gastaldo
By | 2017-08-17T22:08:25+00:00 agosto 18th, 2017|LIFESTYLE, Racconti di Viaggio, Territorio, VIAGGI|0 Comments

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