La patente a punti: scopriamo i dettagli!

A ogni patente viene inizialmente attribuito un punteggio di venti punti, ma per molte infrazioni alle norme di comportamento esso subisce una decurtazione che, a seconda della gravità della violazione, può andare da uno a dieci punti (il doppio nei primi tre anni dal rilascio).
La decurtazione dei punti si applica anche ai conducenti maggiorenni titolari di CIGC (il c.d. patentino per ciclomotori, quel certificato di colore verde senza la foto, per intendersi), che commettono infrazioni alla guida di ciclomotori.
Nel caso in cui vengano accertate più infrazioni contemporaneamente, possono essere decurtati al massimo 15 punti complessivi. Tuttavia, quando anche una sola violazione comporta la sospensione o la revoca della patente, i punti si detraggono in pieno, anche oltre il predetto limite.
La segnalazione è prevista anche per i conducenti stranieri per inserimento nella banca dati del Centro elaborazione dati (CED): in luogo della revisione della patente in caso di azzeramento dei punti, verrà disposto in questo caso un provvedimento di inibizione temporanea alla guida. Attenzione, però!!! Perché se il titolare di patente estera è un cittadino italiano, allo stesso si applicano le stesse regole dei conducenti italiani, cioè l’obbligo di sottoporsi agli esami di teorie e guida (Corte Cost. n. 274/2016).
Non c’è decurtazione dei punti per le violazioni commesse da allievi conducenti durante le esercitazioni di guida.
Se il conducente non è identificabile (perché la multa è arrivata per posta), sarà il proprietario a doverlo indicare, pena l’applicazione della sanzione pecuniaria (c.d. penale) di circa trecento euro, oltre alla multa.
È possibile recuperare i punti persi attraverso la frequenza di corsi di aggiornamento presso le autoscuole o enti autorizzati (per le patenti inferiori, cioè fino alla B, sono obbligatorie dodici ore di frequenza, senza esame finale, così da poter guadagnare sei punti). Inoltre, la mancanza per due anni di violazioni penalizzanti il punteggio, ne determina il reintegro totale (purché non esaurito); a chi, invece, possiede ancora venti punti, sarà assegnato un punteggio di due punti ogni due anni, fino ad arrivare al massimo a trenta punti.
Alla perdita totale dei venti punti, al conducente sarà notificato il provvedimento di revisione della patente (dovrà sostenere l’esame teorico a quiz con trenta quesiti e, se superato, l’esame di guida). All’esame di revisione deve sottoporsi anche il patentato che, dopo la notifica di una prima violazione comportante la perdita di almeno cinque punti, ne commetta altre due, entro dodici mesi dalla prima, comportanti ciascuna la perdita di almeno cinque punti.
Ai neo patentati, si applica il raddoppio dei punti nei primi tre anni dal conseguimento della patente. Premesso che a soggetto minorenne i punti non vengono detratti affatto, lo schema è il seguente:
c’è il raddoppio dei punti, a condizione che non siano minorenni, per i possessori di prima patente di categoria AM o A1, per i titolari di patente A o B (conseguite ciascuna senza avere nessuna precedente patente), per chi consegue la patente A dopo il rilascio della A1, o per chi consegue la patente B dopo la A o la A1.
Non c’è raddoppio dei punti per chi consegue la patente A dopo la B (il raddoppio dei punti resta fino alla scadenza dei tre anni dal rilascio della B), o la C, D dopo ovviamente la B.
Il numero telefonico da chiamare per conoscere il proprio punteggio è: 848 782 782; oppure ci si deve collegare al sito istituzionale www.ilportaledellautomobilista.it, e dopo essersi registrati, si può stampare la propria anagrafica riguardante la patente.

 

 

Christian Fabris
By | 2017-10-31T19:34:02+00:00 ottobre 4th, 2017|Diritto in strada, LIFESTYLE, Uncategorized|0 Comments

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