La Terza Età di Fido

Anche il cane e il gatto invecchiano e purtroppo lo fanno molto più rapidamente rispetto a noi umani.
A volte sono i primi acciacchi del nostro amico a quattro zampe che ci rendono realmente coscienti della sua età, o le parole del veterinario che, consigliando controlli e diete varie, conclude con la frase: “…perché sa, signora, il nostro Fido non è più un giovanotto…”. Non potendo fare altro che accettare questo processo naturale, cerchiamo di capire quali siano i cambiamenti fisiologici che caratterizzano questa fase di vita e come gestirli per il meglio.

Di regola cominciamo a definire anziano il gatto o il cane di piccola taglia dopo i dodici anni d’età, undici anni per i cani di taglia media e nove per i cani di taglia grande.

Come avviene per noi umani, anche nel regno animale con il passare del tempo si tende progressivamente all’inattività per vari motivi, come la comparsa dei primi dolori articolari, il venir meno dei sensi quali udito e vista, l’affievolirsi dell’istinto sessuale e di difesa del territorio e l’atrofia delle masse muscolari. A complicare il quadro appena descritto, si aggiunge un fisiologico rallentamento del metabolismo basale, che rende l’anziano a rischio di sovrappeso e in certi casi di obesità.

Modificare l’alimentazione in un animale anziano può risultare indaginoso, per la riluttanza che quest’ultimo mostra normalmente verso i cambiamenti rispetto a un soggetto giovane, molto più curioso. Una dieta bilanciata dovrebbe essere stata impostata e mantenuta sin dall’età giovanile, scegliendo sempre la stessa linea mangimistica e prestando attenzione alla suddivisione dei nutrienti nelle diverse fasi di vita (cucciolo, adulto e anziano). La dieta del soggetto anziano deve comunque prevedere una riduzione dell’apporto energetico, pur garantendo un bilancio nutritivo adeguato e, contrariamente a quanto si pensa, un cospicuo quantitativo proteico con carni dotate di un alto valore biologico.

La buona alimentazione andrebbe associata a un’ attività fisica quotidiana, per esempio nel cane con una tranquilla passeggiatina, mentre per il gatto un accesso all’esterno è sufficiente a stimolarlo a muoversi e  tenersi in forma con la sua attività di caccia. Diversa e più complicata è la situazione del povero felino confinato nelle quattro mura, dove il proprietario deve, per quanto possibile, spingerlo a interagire e a giocare mimando una preda, muovendo un animaletto finto, cambiando di posizione la ciotola delle crocchette e stimolandolo a ricercare il cibo.

La passeggiata quotidiana, fatta durante le ore più fresche, permette al cane di rilassarsi e mantenere attivo il sistema cardiocircolatorio affinché continui la sua normale attività di perfusione periferica. Di contro, l’inattività riduce la motilità intestinale e predispone alla stitichezza e alla costipazione, aggravata spesso dalla dolorabilità lombo-sacrale conseguente ad alterazioni artrosiche della colonna vertebrale o del bacino. La dieta in questi casi va integrata con fibra insolubile per stimolare la peristalsi intestinale e solubile per favorire la crescita microbica “positiva”. L’assunzione di acqua è importante e si può sostituire con il brodo di carne.

I disturbi articolari accennati pocanzi sono evidenziabili più frequentemente nei cani di taglia grande e in sovrappeso, mentre nel gatto il problema in questione è sottostimato per l’aspecificità sintomatologica che tale specie esprime per i suddetti disturbi, che in certi casi possono essere imputati, purtroppo erroneamente, ad altre patologie. Il processo artrosico non può essere curato ma solo rallentato nella sua progressione con sostanze antinfiammatorie come i famosi omega 3 e 6 e sostanze condroprotettrici, come la glucosammina e il condroitin solfato, che agendo in sinergia riducono l’usura cartilaginea e stimolano la sintesi di nuovo tessuto.

Il trascorrere del tempo porta alla formazione di tartaro sulla superficie dentale da parte della placca batterica, portando con maggior frequenza a stomatiti, gengiviti, parodontiti e caduta di denti. É bene portare il nostro beniamino dal veterinario per le visite di controllo sin da giovane e praticare quanto più frequentemente possibile la pulizia del cavo orale con lo spazzolino che alla fine rappresenta, come più volte detto, la metodica più efficace ed economica.

Dott. Francesco Nardo

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By | 2017-08-03T10:18:21+00:00 luglio 12th, 2017|Benessere Animali, LIFESTYLE, SALUTE & BENESSERE|0 Comments

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