Lasciatemi respirare liberamente di Barbara Bertuzzo

Oggi parliamo di un libro a me particolarmente caro, Lasciatemi respirare liberamente di Barbara Bertuzzo.

Ho conosciuto Barbara qualche tempo fa e ho avuto modo di leggere il suo libro, uno scritto carico di emozioni e molto intenso.

Non è facile trovare le parole per descrivere Lasciatemi respirare liberamente, tanto è impegnativo il suo tema e profonde le sensazioni che la penna di Barbara riesce a infondere al lettore.

Il libro è autobiografico, Barbara come molti prima di lei, racconta la sua storia dal momento della scoperta del cancro fino alla fine delle lunghe terapie che l’hanno portata alla guarigione.

Ci sono cose che non sai come vanno a finire, ma ricorderai per sempre come sono iniziate…” così scrive Barbara prima di iniziare il suo racconto, la sua storia messa nero su bianco con la volontà di rendere pubblico il suo cammino e dare un messaggio di speranza. “Apro le porte del mio cuore a chi mi vuole seguire fino alla fine”, scrive l’autrice e noi con un po’ di paura e tanta emozione, siamo pronti ad ascoltare il suo racconto.

Barbara è una giovane donna, sposata da poco, innamorata del marito e del figlio di quattro anni e proprietaria di un negozio di parrucchiere. Non manca niente nella sua vita, la felicità e la serenità l’accompagnano quotidianamente; un giorno però  tutto cambia: “Si comincia dal 23 luglio: scopriamo a tatto questa pallina nel mio seno e in cinque giorni mi hanno già fatto ecografia, mammografia, biopsia, e poi su di corsa al quinto piano… e sì, proprio dove continuerà questo percorso di vita, in oncologia!”

Cancro, una parola che farebbe crollare chiunque e anche Barbara, come è naturale, vacilla e ha paura. Subito dopo aver metabolizzato la diagnosi che ha appena ricevuto e aver compreso il difficile cammino che l’aspetta, Barbara con la forza che la caratterizza, si riprende e comincia ad affrontare la strada in salita che il destino le ha messo davanti.

Cominciano le terapie e Barbara, grazie anche all’aiuto della madre sempre presente, entra nel vortice degli effetti collaterali, ahimè fin troppo conosciuti: nausee, vomito, dolori ovunque, spossatezza e, forse l’aspetto più traumatizzante, la perdita dei capelli.

Barbara però è forte e l’amore della sua famiglia l’aiuta costantemente; lei affronta il suo percorso tenendo ben presente il suo obiettivo, guarire,  per lei che vuole continuare a vivere e desidera veder crescere suo figlio, per il marito che la ama e la sostiene, e soprattutto per quel bambino che ha bisogno della sua mamma.

Purtroppo il bimbo, come è naturale, si spaventa della situazione e fatica a riconoscere la sua mamma nella donna sofferente che ha accanto. Barbara soffre in silenzio ma continua imperterrita nel suo cammino, lungo e doloroso, cercando di non perdere di vista il suo obiettivo neanche nei momenti più duri.

In tutto il libro, affiora l’amore della mamma per il suo bambino, il dolore nel vederlo impaurito e lontano, a volte freddo, a volte spietato nel gettarle in faccia la sua sofferenza. E’ un bambino piccolo che va capito, protetto e consolato e il grande cuore della sua mamma, nonostante il brutto periodo che sta passando, è sempre disposto a perdonare e a comprendere il suo ometto. “Hai ragione piccolo mio –  scrive Barbara –  la tua mamma è momentaneamente assente, un giorno spero di riuscire a spiegarti quello che ho passato, o forse lo capirai quando a tua volta avrai dei figli.”

Durante le lunghe terapie Barbara ha la possibilità anche di conoscere molte persone meravigliose che l’hanno supportata in questo difficile cammino, l’hanno presa per mano e sorretta nei momenti bui; degli “angeli” come li chiama lei, persone con una grande umanità e con un cuore enorme.

Passa quasi un anno dalla scoperta del nodulo, dopo i cicli di chemio e di radio, operazioni e tante sofferenze, Barbara è più forte di prima, può tirare un sospiro di sollievo ed è finalmente in grado di godersi la sua famiglia. Non dimentica però il difficile percorso che ha fatto, le sofferenze patite e la paura che l’hanno accompagnata in questi lunghi mesi; ora che per lei il calvario è concluso, con questo libro che le esce dal cuore, ha deciso di aiutare a modo suo la gente e di portare il suo messaggio nel mondo: è difficile, doloroso e lungo, non tutti ce la fanno ma non bisogna mai perdere la speranza perché di cancro si può guarire.

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Gloria Gallo
Pianighese d’origine, ma ormai da qualche anno vivo in un altro paese. Laureata in Scienze della Comunicazione a Venezia, da anni collaboro con associazioni culturali, riviste e siti web parlando di quello che mi piace di più: i libri! Amo la lettura, la scrittura, la letteratura e la storia contemporanea. Il mio più grande difetto è che non riesco a “star ferma”: ho sempre bisogno di nuove avventure e di stimoli sempre diversi. Mi piacciono le sfide e cerco sempre di trovare il lato positivo nelle cose perché penso che la realtà sia tanto difficile già di suo senza doversi fossilizzare su quello che non va.
By | 2018-03-09T18:17:58+00:00 marzo 9th, 2018|Libri|0 Comments

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