Musicoteatro – L’Arte Soave della Lirica

Il melodramma è lo spettacolo più bello del mondo, ma dev’essere allestito alla perfezione, sennò diventa inaccettabile. Parola del Maestro Francesco Signor, basso lirico che ha calcato, assieme alla moglie, il soprano Rosetta Pizzo, i palchi dei più prestigiosi teatri italiani e internazionali. Fondatore dell’Associazione MusicoTeatro e della scuola di canto Accademia Maria Malibran, Signor si è impegnato nella ricerca e rilettura di materiale musicale dimenticato appartenente alla tradizione e alla memoria collettiva, in particolare in ambito classico e popolare veneziano e veneto.

Da quali premesse nacque e che finalità aveva MusicoTeatro? Fu un esperimento innovativo e rivoluzionario per l’epoca, gli anni ’70: il mercato della lirica era dominato da artisti celeberrimi, la cultura teatrale era bloccata all’interno degli Enti Lirici e non c’era spazio per i cantanti emergenti usciti dal Conservatorio. Il nostro era un collettivo indipendente, autonomo e apolitico, composto da artisti di varia estrazione: cantanti, registi, direttori d’orchestra, scenografi, musicisti, danzatori, mimi, tecnici, etc. Siamo riusciti a decentrare gli spettacoli mantenendone la qualità: a tal scopo ideammo scenografie essenziali, agili, facilmente smontabili e trasportabili, adatte ad ogni tipologia di teatro. Grazie al supporto di alcuni Enti Lirici Autonomi e Teatri di Tradizione, abbiamo allestito, con produzione propria, una ventina di grandi opere liriche in molti palcoscenici di varie Regioni italiane, ottenendo recensioni positive anche dal New York Times e dall’Herald Tribune. L’apice dell’attività di MusicoTeatro fu l’edizione discografica de “La Gazza Ladra” di Rossini in collaborazione con Fonit-Cetra, Ambrosian Opera Chorus e Royal Philarmonic Orchestra di Londra.

Com’è avvenuto il passaggio dall’opera lirica all’operetta? Pur con la vasta esperienza professionale e la didattica della grande insegnante Maria Carbone alle spalle, io e mia moglie Rosetta, prima di iniziare a dedicarci all’insegnamento del canto, abbiamo sentito l’esigenza di approfondire anatomia e fisiologia dell’apparato vocale con l’ausilio di foniatri, glottologi e fisici acustici. Ispirandoci alla straordinaria Maria Malibran, educhiamo i nostri allievi ad una efficace emissione vocale accompagnata da un’adeguata presenza scenica. Con la fondazione dell’Accademia Malibran è iniziato lo studio dell’operetta, tramite il recupero di un repertorio desueto, abbandonato: la canzonetta veneziana, la musica della Belle Epoque e le opere di figure importanti cadute nell’oblio come il compositore Antonio Buzzolla, tra i fondatori del Conservatorio Benedetto Marcello, a cui abbiamo dedicato un disco.

Cosa proponete ora? Purtroppo i comuni tendono a non sostenere finanziariamente la cultura, dando spazio a produzioni dilettantistiche spesso gratuite. In attesa che la situazione cambi, stiamo preparando degli spettacoli legati al turismo lungo la Riviera del Brenta.  

Come scegliete i brani? In base alla vocalità degli elementi e cercando di innovarci e di non ripeterci: possiamo creare uno spettacolo a tema, attingendo a vari generi musicali e alternando le parti cantate alla danza e alla recitazione, cosicché il risultato sia vario, moderno, fluido, vivace e facilmente seguito dagli spettatori. Per avvicinare il grande pubblico alla lirica puntiamo sulla professionalità, sull’impegno e sul piacere di cantare. Cerchiamo sempre nuovi talenti: cantanti, danzatori, presentatori, attrici.

Che consigli darebbe a un esordiente lirico? Deve studiare molto e prepararsi bene sotto tutti gli aspetti, dalla voce alla gestualità e poi puntare in alto, ai grandi teatri e figure di prestigio, oltre a considerare il lato pubblicitario, di immagine e autopromozione.  Suggerirei di recuperare lo stile del Bel Canto all’Italiana, evitando effetti emozionali forti, di stampo verista, a favore di una vocalità pulita da ogni eccesso. La nostra tecnica, per la quale riteniamo essere una risorsa, è adatta ad ogni stile e genere musicale, non danneggia la gola e non affatica la voce.

Si ringrazia il mezzosoprano Valeria Frattina per la preziosa collaborazione.

Se volete informazioni sul musicoteatro visitate il loro sito.

Argya Lydon
Introspettiva, riflessiva, amante della creatività, nasco sotto il segno della Bilancia nell'anno di Disco Inferno. Ascolto musica al di qua della techno trance e dell'heavy metal, per i quali ammetto di averci provato, senza riuscirci. Chiedo sempre a tanta musica e a tanti libri di aspettarmi, per dare una ragione alla vita che rimane. Secondo me è il concetto di aver cura del proprio tempo in questa dimensione. So di non sapere, ma faccio il possibile per colmare le lacune. Collaboro con coloro che nutrono, coltivano e curano un po' di pragmatica follia. In continua evoluzione..
By | 2017-02-18T17:53:54+00:00 febbraio 19th, 2017|LIFESTYLE, Musica|0 Comments

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