Nella vita è meglio un orizzonte che un confine

La vita è un po’ come il viaggio del protagonista delle grandi storie che vedevamo da piccoli, quelle storie che per qualche motivo ricordiamo ancora, che ci sono rimaste impresse in qualche angolo di memoria.

Sono quelle storie in cui il protagonista era immerso in un luogo dove regnava l’oscurità e i pericoli.
Sono quelle storie in cui ci si chiedeva come poteva esserci un bel finale, come potevano le cose tornare ad essere belle e tranquille dopo che erano successe cosi tante cose brutte che avevo cambiato la realtà e tutto quello che gli stava intorno, e che avevano cambiato così tanto nel profondo il protagonista da fargli non credere più che ci potesse essere ancora la luce.

Come nella vita di ognuno di noi, a volte, accadono eventi imprevisti, momenti buii, delusioni, perdite… e alla fin fine è solo una cosa passeggera, l’ombra, l’oscurità, il momento passa, deve passare. Passa, passa sempre fino all’arrivo di un nuovo giorno.
Quando arriva QUEL giorno, si affaccia a noi in maniera diversa. Quel giorno sarà un giorno in cui il sole avrà una luce diversa, in cui splenderà come non ricordavamo più. Quel giorno lo sapremo riconoscere o avremo la nebbia agli occhi e non sapremo riconoscerlo?

In quelle storie che guardavamo con gli occhi fissi e ascoltavamo rapiti da ogni frase, rumore e suono che lo accompagnava, rimanevamo dentro il flusso degli eventi come fossimo noi i protagonisti, allora, a quel tempo, eravamo troppo piccoli per capirne il perché eravamo così ancorati dagli eventi che creavano la storia stessa.

Allora non capivo come le persone di quelle storie pur avendo avuto molte occasioni di tornare indietro, di ritornare alla loro vecchia strada, continuassero ad andare avanti. Chi glielo faceva fare? Continuavano a perseguire tra le difficoltà quello che volevano.

Adesso rivedo nel ricordo di quelle storie e capisco perché pur nelle loro difficoltà non si sono fermati.
Adesso capisco che il loro andare avanti era perché erano aggrappati a qualcosa di più grande, a qualcosa di buono, perché c’è del buono nel mondo, c’è del buono nelle persone, c’è del buono in noi. Noi ne vediamo solo una piccola parte, vediamo solo quello che vogliamo vedere.

E poi capisci che i protagonisti di quelle storie hanno deciso che i loro confini erano solo dei limiti che gli impedivano di vedere l’orizzonte in lontananza.

A volte vedo i confini delle persone e il sapere di poter fare qualcosa per poter fargli vedere l’orizzonte mi fa sentire inerme perché tutto si basa sul loro libero arbitrio di scelta. L’unica cosa che ho imparato è il vivere il silenzio delle persone come lezione di vita. Il lato negativo è che il silenzio lascia spazio alla creazione senza limiti dei pensieri di chi lo riceve e a volte i pensieri non sono sempre positivi.

Credo che i confini del “non posso”, “sto bene così”, “ho la mia stabilità”, “ho le mie abitudini”, “chissà cosa succederà”… i confini del giudizio riguardo il nostro passato “ho già sofferto”, “sono tutte/i uguali”, “sto bene da sola/o”… sono i nostri errori dalla quale non abbiamo imparato, sono errori del passato che si sono presentati come delle “panchine” sulla quale sederci per riflettere e non farci commettere gli stessi errori nuovamente. Noi invece cosa facciamo, li usiamo come scusa per tenere lontano le persone che hanno il potenziale di farci stare bene, di aiutarci.. perché se vagliano la porta di quei confini che noi pensiamo possano sembrare rassicuranti chissà cosa può succedere.

Il punto di svolta arriva quando scopriamo che quei confini sono delle mura che ci siamo costruiti e che sono diventati una prigione dalla quale tenere fuori gioie, emozioni, benessere, abbondanza, felicità… e la felicità che pensiamo di avere nella nostra vita è solo un vago ricordo di cosa in realtà è essere felici perché quella felicità è priva del nucleo fondamentale che dà origine alla stessa.

Il confine che ci diamo sappiamo già che ci limita, ci limita perché ci costringe a fermarci nelle scelte, ci limita perché ci fa sembrare che la nostra vita vada bene così com’è, non ricordiamo più che cosa significa avere il motore che lavora per tutti gli ambiti della nostra vita.

Non è meglio avere un orizzonte invece che un confine? Il confine lo conosciamo, l’orizzonte invece è tutto da esplorare eppure … molti decidono che è meglio un confine che andare incontro a un orizzonte.

Marika
Anticonformista, testarda se ho un’idea non mi muove nessuno. Completamente assuefatta dai viaggi, sono la fonte di respiro dell’anima. Appena posso parto, e se non posso parto lo stesso.
Folle, testarda credo fermamente nel “vivi e lascia vivere”.
Ps. Ho qualche serio problema nel scrivere la biografia. Si vede?
By | 2017-04-25T13:25:30+00:00 aprile 25th, 2017|Crescita-personale, LIFESTYLE|0 Comments

Leave A Comment

CommentLuv badge