Nico e Luca presentano Le Bambole.

E’ passato un po’ di tempo da questa intervista. Ma la ricordo con gaiezza e piacevolezza. Sarà per la compagnia di Renato Trincanato, sempre divertente e presente, che me li ha presentati, , sarà per le persone davvero piacevoli intervistate che passo subito a presentarvi!

Sono Luca e Nicola in arte “Le Bambole”!

La bambola è un po’ come la metafora del bambolotto che non ha sessualità, non è né maschio né femmina. Non definendole con un genere specifico Luca e Nico possono ogni volta interpretarle come più piace: possono rappresentare dei vecchietti, dei bambini, delle femmes fatales, delle superstar famosissime. Le Bambole intese come personaggi da costruire.

Chiedo ai ragazzi se fanno solo Le Bambole nella vita o se fanno altri lavori. Mi risponde Nico per entrambi:

Nico: Luca fa solo questo di mestiere, io fin da giovanissimo ho cambiato mille cose, devo per forza impegnarmi più di quello che posso, è un mio difetto (o è un pregio? n.d.r.) se non riesco a impegnarmi 24 h su 24, poi sto male, mi sembra di non vivere. Ho fatto conservatorio…

Eleonora: Davvero? Che strumento hai imparato a suonare?

Nico: Avrei voluto pianoforte, ma non sono riuscito a entrare per questo strumento, perciò ho scelto la percussione. Oltre al conservatorio, ho frequentato contemporaneamente il liceo linguistico ad Adria e una volta diplomato ho interrotto il conservatorio per la facoltà di Architettura a Venezia.

Eleonora: Che mix di scelte che hai fatto nella tua vita Nico!

Nico: Ho scelto il liceo linguistico perché volevo conoscere le lingue per viaggiare il più possibile.  Ho tutt’ora degli zii a Berlino e in Francia e la mia idea era quella di non rimanere a lungo a Chioggia.

Eleonora: Sai che non si sente il tuo accento chioggiotto?

Nico: Perché non hai assistito a un mio spettacolo! Li si che si sente!
Ti dicevo, pensavo che il liceo linguistico mi avrebbe aiutato a realizzare il mio sogno di viaggiatore. Poi non è stato così. Il mio hobby era comunque la musica, l’arte in generale, ho fatto il conservatorio poi sono passato ad architettura perché c’erano varie materie che mi interessavano: scenografia, cinema…

Eleonora: avevi già un’idea di cosa poteva succedere dopo?

Nico: Per niente!  Mi attirava tutto quello che era particolare, strano, bizzarro. Per mantenermi, d’estate facevo il cameriere e in quel periodo ho ricevuto la proposta di arredare un locale di Sant’Anna di Chioggia, visto che studiavo architettura. Ne è uscito qualcosa di davvero carino, diverso dal solito, con una predisposizione di palco centrato, che stimolasse l’attenzione del pubblico. C’era già questa idea di…

Eleonora: mettere in scena qualcosa… magari non pensavi a te ma ad altri artisti? Quando è successo questo?

Nico: Nel ’92, avevo 20 anni, stavo facendo l’università, ero già estroso, avevo già iniziato a lavorare e ho arredato quel locale. Poi uno dei tre fratelli che gestiva questa società se ne è andato e hanno chiesto a me di entrare icome socio. Io conoscevo già quel mondo, avevo già lavorato nei locali fin dai miei 16 anni, svolgendo ruoli come cameriere e cuoco, perciò mi son detto: Va bene facciamolo!  Sono andato in banca, avevo appunto solo 20 anni e mi sono fatto dare un prestito. Io non ho il papà e non avevo nessuno che potesse aiutarmi. Mia mamma mi diceva “bambin , fa ti” mentre mia nonna era contraria, ma mi ha dato una mano come garante in banca. Mia nonna ci teneva che diventassi architetto, aveva nove figli, ha fatto sacrifici e seppur contraria, mi ha aiutato lo stesso. Io pensavo, ok ho un’attività ma posso continuare a studiare invece non è andata così…

Eleonora: non ti sei laureato?

Nico: no, non subito. Ho cominciato ad annoiarmi a scuola dopo poco, credo dopo il primo anno. Il locale andava benissimo. Sentivo però che avevo bisogno di altro. Ho cominciato a fare delle mostre nel locale. Cambiavo arredamento spessissimo, lo allestivo in base al mio estro.  I clienti quando tornavano trovavano sempre qualcosa di diverso.
Per dire, ho fatto un viaggio in Egitto e una volta tornato, ho trasformato un 20 mt per 3 con l’entrata del tempio di Abu Simbel. I muri erano in spatolato veneziano e ho voluto cambiarli: ho fatto aerografare tutto l’ambiente creando un’atmosfera davvero strepitosa. Poi ho pensato di cercare di far lavorare il locale di più anche il giovedì, non solo il fine settimana. E lì ho cominciato a chiamare qualche gruppo, il complessino, il maghetto, cose del genere. Considera che  non c’era facebook, era molto difficile fare pubblicità. Facevo i buoni per la pizza per far venire la gente nelle occasioni con lo spettacolo, ma non capivano molto, non recepivano. Non è stato facile.
E poi è entrato in gioco Luca, il mio aiuto cuoco che mi propose di fare uno spettacolo insieme con un’altra persona nel mio ristorante. Uomini che si vestono da donna, una cosa un po’ strana per quei tempi.  E’ riuscito a convincermi ho preparato un sipario più grande, luci speciali e ci siamo esibiti  in uno spettacolo per Carnevale: è stato un successone!

Eleonora: Quindi quella sera ti sei esibito per la prima volta con Luca?

Nico: Eh si!  Considera che Luca si era esibito con un altro amico per un Capodanno: ma lo vedi? Magro, alto, esile, come l’altro.  Sembravano le sorelle Kessler. Non piacevano tanto. Poi sono arrivato io con la mia importante presenza…😊 E fin da subito ci siamo chiamate Le Bambole.
Il nostro primo spettacolo l’abbiamo preso in prestito da un gruppo che non si esibisce più,  una serie di imitazioni con coreografie fatte da Don Lurio. Abbiamo esordito con quello… un successone… mi vergognavo sinceramente ma l’emozione che ho provato nell’esibirmi mi è piaciuta tantissimo.
Dopo quel primo spettacolo, la gente ha cominciato a telefonare e abbiamo cominciato a fare 2/3 spettacoli a settimana con tre mesi di attesa. Abbiamo iniziato il venerdì, poi abbiamo aggiunto il giovedì e poi a volte il sabato. Io smettevo alle 22 dalla cucina e poi andavo a truccarmi e prepararmi. Abbiamo dovuto sviluppare altri numeri.

Eleonora: quindi studiare…

Nico:  si, studiare quello che si faceva in tv, tipo “Madre Natura” 🙂

Eleonora: nei vostri spettacoli parlate quasi esclusivamente chioggiotto?

Nico: si chioggiotto, con miscuglio di lingue e imitazioni di personaggi famosi

Eleonora: improvvisate o avete un copione da seguire?

Nico: abbiamo un canovaccio e partendo da quello poi improvvisiamo..

Eleonora: nessuno dei due ha studiato teatro?

Nico: io ho fatto arti visive dello spettacolo e ho scoperto che quello che favevamo noi era la commedia dell’arte.  E da li abbiamo capito che la tecnica parte dall’esperienza vera… abbiamo cominciato a prendere spunto dalle varie trasmissioni televisive, esempio Sanremo e dalla vita vera (ad esempio dalla signora che va in comune a lamentarsi, le donne che si azzuffano in calle, al supermercato). E’ per questo che è un successo ogni volta. Le persone si riconoscono :).

Eleonora: quindi, da quanti anni siete Le Bambole?

Nico: Dal 1995. Luca era l’aiutocuoco del mio ristorante e ogni tanto faceva delle cosine per divertimento. Lui è modellista industriale, ha studiato a Padova, poi faceva a casa il sarto, io quando ho aperto il ristorante gli ho chiesto se veniva a lavorare da me.
Dopo un mese che ci esibivevamo, mi ha chiesto di fare solo spettacolo e quindi si è licenziato.
All’epoca, io come proprietario, gli pagavo la serata dell’esibiizione come artista. All’inizio ci si esibiva solo nel mio locale, a lui comunque bastava.  Poi ci siamo inseriti nella cooperativa di artisti RCM che è diventata da tre anni consorzio nazionale con 1200 soci. E abbiamo cominciato a lavorare anche in altri ambienti.

Luca quindi viveva e vive tutt’ora solo de Le Bambole.  Avrei potuto fare anch’io solo questo, ma quando ho venduto il ristorante, dopo 20 giorni sono andato in crisi e lì ho aperto un’ agenzia di animazione a sottomarina, la Happy Summer e poi mi sono iscritto all’università e in due anni e 8 mesi mi sono laureato con 108 in artivi visive dello spettacolo.  Questo mi ha dato lo sbocco per fare anche il filmaker. Faccio cortometraggi e lavoro con tutti i centri commerciali del Veneto.

Eleonora: è uscito qualcosa di tuo che non pensavi di avere dentro?

Nico: nella vita quotidiana io sono timidino, faccio fatica a parlare in pubblico, devo mettermi lì e concentrarmi, devo capire la situazione e dopo partire.

Eleonora:  il tuo personaggio de Le Bambole è forse il tuo alterego?

Nico: senza la parrucca sono veramente timido…

Eleonora: quindi sei diventato un videomaker e hai una società che fa solo quello..

Nico: io sono freelance, ho la partita iva di artista dedicata alle Bambole. Io e Luca non abbiamo una società insieme, siamo soci di una cooperativa che da un punto di vista burocratico ci segue alla perfezione.

Eleonora: come vi gestite da un punto di vista serate? Vi chiamano? Avete un manager?

Nico: sono io il manager grazie alla mia agenzia:) Quindi io mi occupo di PR e preventivi e Luca dei costumi.

Eleonora: quanto ci mettete per preparare uno speccatolo? Fate brainstorming?

Nico: dipende dal sambuca che buttiamo giù! Durante l’anno buttiamo giù idee quando capitano e segniamo tutte queste cose e diciamo “questa va bene, questa sviluppiamola…”

Renato fa qualche domanda incuriosito:

Renato: Nico, tu ti occupi anche della parte promozionale, ma nella comunicazione è quasi d’obbligo oltre che il dialetto usare parolacce?

Nico: si ma sono parolacce sempre dialettali, non è la parolaccia pesante e volgare

Renato: il patronato della chiesa potrebbe far vedere Le Bambole?

Nico: dipende da patronato. Noi cerchiamo sempre di capire chi abbiamo davanti, dosiamo il linguaggio. Il linguaggio che usiamo a un addio al celibato o a un matrimonio non sarà lo stesso di quello che usiamo in un campeggio con i bambini di 10 anni che ci guardano.

Eleonora: qual è il vostro target?

Nico: le donne, perchè si immedesimano

Eleonora: fai la parodia della donna? Affronti le loro problematiche?

Nico: facciamo la scena della perpetua e del prete, o della donna di calle che va a lamentarsi in comune, facciamo le parodie di “forum”oppure la “prova del cuoco”, sono tutte cose che loro conoscono e dove si rivedono. Sofia Loren, Liz Taylor che poi si toglie la parrucca e diventa Leonardo Di Caprio.

Eleonora:  come ti senti a travestirti da donna? Ti senti donna in quel momento?

Nico: noooo, donna no. E’ un gioco, un po’ come un bimbo quando fa il poliziotto. Mi piace fare quel ruolo. Non mi sento donna, mi sento al centro dell’attenzione. Sabato per fare 100 mt ci ho messo 1 ora e mezza, perché tutti mi fermavano.

Eleonora: lavorate anche all’estero?

Nico: all’estero abbiamo fatto qualcosa in qualche casinò,  glispettacoli delle ballerine. A Zurigo abbiamo usato il dialetto perché c’è la comunità italiana.

Eleonora: ti piacerebbe lavorare all’estero?

Nico: non ambiamo a… ma dipende sempre dalla situazione. Se volessimo, avremmo l’occasione di fare spettacoli a Berlino ma non abbiamo bisogno di cercare, se ci chiamano bene. Adesso stiamo lavorando anche con Madame Cecile a Desenzano

Eleonora: quanto lavorate? Tutte le sere?

Nico:  abbiamo una decina di date fissate al mese

Renato: riuscite ad avere la stessa energia ogni volta?

Nico: quando entri in scena, se hai pensieri, stanchezza, preoccupazioni, passa tutto. Diventi il tuo personaggio.

Renato: ho letto di un treno non preso…

Nico: mi avevano proposto di fare l’attore in un musical pochi giorni fa, non so che parte dovessi fare, sei mesi a Roma, settanta spettacoli ai Fori Imperiali. Ho rinunciato, non per paura, ma perché ho un sacco di impegni. Io in estate lavoro parecchio. E perchè a oggi ho raggiunto il mio equilibrio.

Spero di non pentirmene un giorno, ho messo sulla bilancia i pro  e i contro, tutti dicevano vai vai vai…

Eleonora: cosa poteva darti questa esperienza?

Nico: notorietà

Eleonora: l’avresti voluta rispetto a quello che hai?

Nico: da un certo punto di vista, si. Era un senso di riscatto rispetto a quello che alcune persone sminuiscono quello che faccio.

Renato: a Chioggia dopo il sindaco siete i più conosciuti 🙂

Nico: attualmente anche più del sindaco!!

Renato: cosa ti ha dato Chioggia? Qualcosa in più oltre al dialetto? Ti senti di ringraziarla?

Nico: sicuramente si, rispetto a Noale si. Rispetto a Roma e Milano no. C’è stato un periodo in cui chiamavo agenzie, una di Milano mi ha detto che potevo fare il sosia di Platinette, mi ha portato a Roma e ho fatto una trasmissione con Carlo Conti. Ho conosciuto Nino Frassica e ho iniziato a fare delle dirette. Poi ho fatto una trasmissione con Chiambretti lui a Milano e noi a Roma dentro una cabina telefonica. Ho fatto 20 gg strepitosi. Ho fatto Chiambretti Night.

Eleonora: sempre da solo non con Luca?

Nico: Luca non ha mai cercato queste occasioni

Renato: chi è la spalla dell’altro?

Nico: Luca è il perno e io sono la spalla. Lui è più chioggiotto, la donna di calle, quello che tiene su la scena. Questo a Chioggia. Quando siamo a Stra è viceversa. Lui si sente più a suo agio a casa.

Eleonora: c’è qualcosa che vuoi dire? Di come siete riusciti a vivere della vostra passione? C’è un messaggio che date o che vuoi dare?

Nico:  voglio ringraziare i miei fan. Loro fanno sempre in modo che creiamo degli spettacoli sempre più personali. Dopo averci visto, vengo a salutarci dietro le quinte non solo per farci i complimenti ma anche per raccontarci spezzoni della loro vita. E da li noi prendiamo spuntio.

Quando siamo sul palco, stacchiamo il pubblico dalla realtà.

Sono emozioni sopra emozioni. Per noi e per loro.

 

Per maggiori informazioni su Le Bambole, sulle date dei loro eventi visitate il loro sito web, la loro pagina Facebook o il loro canale YouTube!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Eleonora

Datemi una penna, un quaderno e un buon libro e sarò la persona più felice del mondo. Amo viaggiare, il web, i social network e con questi tre elementi ho creato il mio lavoro.

Colgo gli attimi fotografandoli. Vegana per amore degli animali.

Sempre in bilico tra tacchi alti e scarpe da corsa. Studio, leggo, scrivo e parlo senza misura. Cerco il silenzio nella meditazione e nelle lunghe passeggiate. Mi diverto a trasformare i miei sogni in risultati!


By | 2017-08-19T17:06:34+00:00 agosto 19th, 2017|Costume&Ilarità, Eventi, LIFESTYLE, NEWS & EVENTI, Territorio, VIAGGI|0 Comments

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