ONLUS: E’ tempo di estate (seconda parte)

Se è vero che ogni promessa è debito… eccomi qui a mantenere il buon proposito fattovi nel precedente articolo dove cercavo di raccontarvi cosa sarebbe successo di lì a pochi giorni…

Ora, trascorsa poco più di una settimana dalla sua conclusione, giusto il tempo debito per far decantare quanto assaporato e condiviso, mi ritrovo a pensare a quanta strada può fare l’uomo, se mosso da forti intenzioni e ambisce a realizzare i suoi obbiettivi, piccoli o grandi purchè siano concrete mete.

Il 28 luglio scorso,  infatti, è terminato il centro estivo “E’ tempo di estate”,  dedicato a persone speciali: adolescenti con disabilità di una fascia di età compresa tra i 14 e i 20 anni. L’epilogo del percorso fatto, durato due intere settimane in orario antimeridiano è stato davvero sorprendente!

Ho avuto il piacere di poter essere presente al momento festivo di saluto e chiusura del percorso fatto dai ragazzi che hanno frequentato i centro, unitamente alle loro famiglie e agli assistenti che li hanno accompagnati durante tutto il periodo.

Ovviamente le due ore trascorse insieme al gruppo sono volate! I ragazzi non si sono certamente distolti dalle loro attività, tra confezionare ghirlande di fiori e foglie e preparare tramezzini… ma hanno dato modo ai presenti di comprendere l’importanza di creare situazioni così ospitali e confortanti sia per l’aspetto fisico che psicologico di questi particolari ospiti.

Me ne son tornata a casa veramente ricca e nel contempo sorpresa e piacevolmente frastornata… Mi sono resa conto che abitualmente siamo sempre tutti presi e immersi nel nostro quotidiano, corse e frette per riuscire a far tutto (che poi… tutto! Cosa vorrà mai dire… sigh!!) pretendiamo spesso di aver sotto controllo ogni cosa e magari essere pure accomodanti all’occorrenza… E invece qui, in circa 120 minuti dimensioni primarie come spazio-tempo sono diventate un tutt’uno percependo che ogni traguardo raggiunto seppur minimo, ogni limite superato anche se di poco sono grandi passi per queste creature! Un sentito pensiero di riconoscenza per aver avuto modo di affacciarmi a questa realtà nata dalla voglia di molti genitori di esserci con e per i propri figli!!!

Ottimo il lavoro di squadra che le tre associazioni hanno fatto per dar vita a questo “primo centro estivo per ragazzi disabili adolescenti” – un nutrito team di professionisti e volontari a dar vita a qualcosa di unico – progetto pilota che si spera possa essere solo un fortunato decollo per gli anni a a venire.

Famiglie e Abilità ONLUS, ABC LAB Centro Psicoeducativo, ACLICOOP Cooperativa Sociale ONLUS sono riuscite a creare un tessuto accogliente e caloroso per questi ragazzi, che seppur con le loro difficoltà e deficit, hanno dimostrato con i loro sorrisi e  abbracci e velati gesti di complicità con gli “addetti ai lavori” di aver vissuto 2 belle settimana arricchenti e serene!

Complice l’ambiente, la generosa e rigogliosa oasi WWF di Valle Averto, ampi spazi immersi nel verde e nel rumore della natura sono stati veramente un ulteriore toccasana per i momenti trascorsi, compresi le piacevoli passeggiate fatte per scoprire l’ambiente e quanto può offrire e il laboratorio di ortoterapia: aver cura di una piantina, aspettare che cresca – nutrirla e accudirla… un misto di gesti e segnali importanti  per imparare a relazionarsi, a saper aspettare l’altro e tentare di aiutarlo al momento opportuno… quindi un mix di bisogni e necessità sia delle persone che delle piante!

A unirsi al coro di queste associazioni, si sono aggiunte anche altre associazione Gruppo InCanto e MilleMani che si sono prodigate per raccogliere fondi a supporto dell’iniziativa.

Non si può nascondere però che il successo di quest’esperienza meravigliosa sia frutto di sforzi e sacrifici, difficoltà e imprevisti, limiti e barriere burocratiche e finanziarie… ma questa è un’altra storia… magari ci documentiamo in altro momento.

Quindi Me Magazine’s readers, stay tuned!!! Anche perchè… qualcosa bolle già in pentola…

Stay tuned! kiss, mk

 

 

 

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Monica Gazzetto
Origini padovane, dimora veneziana. Nel quotidiano Donna, nel lavoro numeri, per vivere istinto entropia e introspezione. Vivere è? Osservare, ascoltare, sentire, percepire. Motto? Buona la prima. La sensazione unica dei primi 13 secondi è la strada da intraprendere. Testa alta, avanti dritto sempre.

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