Pubblicità Non Convezionale: Anche le Galline Parlano

“Faccio cose, vedo gente” diceva Nanni Moretti in “Ecce bombo”. Così io, andando in giro per questo nostro fantastico mondo, colgo ciò che mi si para di fronte, cercando di coglierne l’aspetto ludico, che di scrutare il lato tragico delle cose non ne avrei tanta voglia. Qui, dove tutti si lamentano della pioggia, quando dovrebbero ringraziare che sulle nostre teste piove acqua e non bombe: è sicuramente un buon inizio, senza dimenticare che purtroppo a volte anche questo clima causa gravi danni.

Un giorno mi sono imbattuta in un cartonato a grandezza naturale di Kevin Kostner circondato da scatolette di tonno, vera comicità involontaria. Quello che si dice l’evoluzione del fascino. Dal premio Oscar al premio Pinna gialla, il passo è breve. Sembra che i sex symbol di Hollywood stiano involvendo in una direzione non chiara.

Quando Banderas parlava con la gallina, è successo il finimondo: divorzio dalla moglie, il re di Spagna ha abdicato, la gallina si rifiutava di fare le uova. La gente in rete prende in giro questi attori, quando la verità è che per tutti c’è solo invidia: saremmo tutti disposti a pubblicizzare qualunque cosa in cambio di anche solo un decimo di quello che danno a loro.

Solo George Clooney è riuscito a nobilitare anche la sua interpretazione per sponsorizzare un caffè o un aperitivo: ma lui poteva, anche se ora il caffè non ce lo propone più lui. Bruce Willis si perde ovunque a cercare campo scatenando la vena creativa del popolo di Internet. Se guardiamo ai personaggi di casa nostra, Alessia Marcuzzi ci ha lungamente tenuti al corrente delle sue funzioni intestinali, ben regolate dall’inflazionato e misterioso bifidus actiregularis.

Possiamo forse dimenticare l’uccellino di Del Piero? A proposito, vorrei conoscere il creativo di una campagna pubblicitaria non convenzionale che migliaia di avventori si sono potuti gustare all’aeroporto di Catania. Dell’oggetto promosso, un gioco d’azzardo on line, non ci importa nulla, ma del testimonial ci interessa assai: Rocco Siffredi. Così, laddove i maschietti fanno quello che faceva Alex dopo aver bevuto l’acqua miracolosa, sono stati appesi sopra gli orinatoi poster con la foto di Rocco con lo sguardo beffardo che guarda proprio là, in direzione dei gioielli di famiglia, facendo commenti tipo: “fossi in te punterei tutto sulla simpatia” oppure “almeno sarai fortunato al gioco” e molti altri simili. Altro che i pesci lessi di Kevin!

Poi ci sono cose che non riesco a capire di tante pubblicità. Perché una donna con il ciclo deve sempre portare pantaloni bianchi aderenti: cos’è, un nuovo sport estremo? Perché un uomo pieno di forfora deve sempre indossare giacche nere? A casa di chi vanno a fare le riprese per pubblicizzare detergenti per la cucina, trovando piastrelle così luride che neanche Peppa Pig avrebbe coraggio di avvicinarsi? Se nove dentisti su dieci approvano il dentifricio, si può sapere perché il decimo non approva? Dov’è il trucco? Quale la fregatura? Diteci che sono dieci su dieci, che vi cambia? E quando non si attacca al tuo dentista, che vogliono dire?

Ma che vita sarebbe senza la pubblicità? Tantissima gente poi lavora nel settore, vive di questo che è, a tutti gli effetti -benché la credenza popolare suggerisca diversamente-, il mestiere più antico della Terra. Come ha scritto il giornalista e scrittore Cesare Marchi, “La pubblicità è vecchia come il mondo. Infatti, come tutti sanno, cominciò il serpente a decantare a Eva le virtù della sua frutta.“ Quale spot fu più azzeccato?

Monica Penazzato
By | 2017-01-04T11:04:42+00:00 dicembre 13th, 2016|Costume&Ilarità, Marketing|0 Comments

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