Quando a parlare sono gli occhi

Ti sei mai chiesto come si comporta il tuo corpo quando la mente è impegnata a svolgere un esercizio complesso?

Poni una telecamera di fronte a te e fai in modo di essere ripreso mentre svolgi il seguente compito:

Immagina delle serie di 4 cifre, tutte diverse e scrivi ogni serie su una scheda.

Metti sopra la pila, una scheda bianca.

Regola un metronomo su un intervallo di 1 secondo.

Alza la scheda bianca e leggi ad alta voce le 4 cifre.

Aspetta 2 battute, quindi scrivi una serie in cui ciascuna delle cifre originali è aumentata di 1. Se i numeri sulla scheda sono: 4871, la risposta corretta sarà 5982. Mantieni il ritmo.

Se il compito è troppo facile, aggiungi 3 (anzichè 1)

Riguardando le immagini, troverai nella dilatazione delle tue pupille una testimonianza fedele di quanto duramente tu abbia lavorato. La pupilla, il cerchio nero che si trova al centro dell’iride (la parte colorata degli occhi), è un sensibile indice dello sforzo mentale: si dilata in modo direttamente proporzionale alla difficoltà del problema da risolvere o della decisione da prendere. Più la sequenza, nel caso del nostro gioco, è lunga, più la dilatazione è grande. E alla midriasi si affianca un aumento della frequenza cardiaca.

Ogni volta che ci viene posta una domanda a cui sappiamo rispondere con sicurezza, le nostre pupille non cambiano diametro. Ma se non sappiamo cosa dire, lo sforzo per cercare la risposta nel cervello provoca la dilatazione delle pupille. Ricordatelo! La prossima volta che chiedete qualcosa a qualcuno: potrete capire lo sforzo che sta facendo nel trovare la risposta solo guardandolo negli occhi.

A tutto però c’è un limite: se qualcuno insiste nel porci una domanda a cui non riusciamo a dare una risposta, il nostro sforzo a un certo punto sarà così grande che le pupille smetteranno di dilatarsi e anzi potranno andare incontro a restringimento. A studiare ed approfondire il fenomeno Eckhard Hess prima e Daniel Kahneman poi.

Quando siamo interessati a qualcosa, le nostre pupille si dilatano. In realtà, di fronte a ogni novità, il primo riflesso è la dilatazione. Se l’argomento continua a interessare, le pupille rimangono dilatate, diversamente tornano alla dimensione originale.

Porre attenzione alle pupille è un ottimo indicatore per capire se ciò che diciamo e raccontiamo a un interlocutore è di interesse e quindi eventualmente dirigere la conversazione su fronti più innovativi.

Allo stesso modo quando si diventa esperti in un compito, la quantità di energia richiesta dalla sua esecuzione diminuisce. I ricercatori Smith, McEvoy e Gevins studiando il cervello hanno rivelato che il modello di attività associato a una azione cambia mano a mano che la competenza aumenta e più si diventa competenti minori saranno le aree del cervello coinvolte.

Anche la nudità e le scene erotiche determinano la midriasi delle pupille. Allo stesso modo, quando qualcuno ci attrae, le prime a mostrare interesse sono proprio le nostre pupille, che aumentano di diametro. Secondo alcune ricerche le donne vanno incontro a midriasi quando si trovano di fronte a un potenziale partner, durante il periodo dell’ovulazione, tanto da permettere ai ricercatori di individuare quale in un gruppo saranno le ragazze invitate ad uscire da coetanei, prima ancora che gli stessi ne siano razionalmente consapevoli.

Al contrario, quando qualcosa provoca ribrezzo o rabbia, le pupille si restringono, vanno cioè incontro a miosi. E’ come se i nostri occhi rifiutassero quell’immagine.

Le pupille sono, inoltre, un grattacapo per i bugiardi. Quando mentiamo, per quanto abili, il nostro corpo entra in uno stato di allarme, in una fase di stress, dove tutti i sensi sono in allerta allo scopo di proteggerci dal venire scoperti. Peccato però che non possiamo controllare le pupille!

E’ un istinto naturale, legato all’evoluzione: un tempo, in condizioni di pericolo, quando le uniche opzioni erano lottare o fuggire, le pupille si dilatavano per vedere meglio l’ambiente circostante (captare più luce) e valutare le vie di fuga. Quando mentiamo, si attivano gli stessi allarmi per non essere scoperti (catturati). Per cui se sospettate che la persona che avete davanti stia mentendo, controllatele le pupille.

Mi raccomando non fatene una ossessione però, e tenete bene a mente che la dilatazione della pupilla potreste indurla voi con domande che richiedono uno sforzo cognitivo o richiedendo rapidità nella risposta! Il tempo potrebbe farci prendere sonore cantonate!

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Laura Mondino

Mi occupo di decisioni. Delle piccole e grandi decisioni che prendiamo e che ci fanno prendere, tutti i giorni. Quello che in gergo rientra sotto il cappello delle Neuroscienze Cognitive. Disciplina che ho potuto studiare presso università prestigiose e i cui principi applico in qualità di Behavioral analytics presso multinazionali e in alcune società di consulenza internazionali note come Big Four

La mia attività consiste nella progettazione, implementazione e valutazione di modelli derivanti dai principi delle Scienze economiche e comportamentali finalizzati a ottimizzare la presa di decisione, orientare i consumi, facilitare la comunicazione e i comportamenti etici e collaborativi all’interno delle organizzazioni, integrare i valori aziendali e la pratica della Negoziazione anche trans-culturale. A cui unisco la docenza presso Accademie e Università.


By | 2017-04-20T09:43:13+00:00 aprile 23rd, 2017|BUSINESS, Crescita-personale, LIFESTYLE|0 Comments

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