Riciclo di…Moda

Avete già fatto il cambio degli armadi? Si presume di si, vero? Cosa molto bella e importante è tentare di conciliare la moda a uno stile di vita il più green possibile.

Lo sapevate, per esempio, che ogni anno tonnellate e tonnellate di prodotti tessili finiscono nelle discariche? Sconvolge il pensiero che circa il 90% di questo materiale potrebbe essere riutilizzato.

Volendo dare qualche numero, uno studio condotto dall’università di Copenaghen, ha dimostrato quali sono i vantaggi ambientali ottenuti attraverso la raccolta di un solo chilo di abiti usati: -3,6 kg di anidride carbonica emessa; -6.000 litri di acqua consumata; -0,3 kg di fertilizzanti; -0,2 kg di pesticidi. Moltiplicando questi numeri per le tonnellate di rifiuti tessili che gettiamo ogni anno, i vantaggi non sono di poco conto.

Sembra comunque che molti comincino a prendere coscienza di questa realtà e sono sempre più i negozi che propongono uno smaltimento intelligente dei capi che teniamo in armadio da secoli e che sarebbero destinati alla pattumiera, in cambio di buoni spesa. Ma dove finiscono quegli abiti che consegniamo a questi negozi?

Innanzi tutto bisogna verificare se sono capi riutilizzabili o no. Nel primo caso vanno riproposti sul mercato mondiale come abiti di seconda mano; nel secondo, invece, le fibre possono essere utilizzate nella manifattura di altri prodotti. Qualora nessuna delle opzioni sopracitate si riveli possibile, i tessili vengono utilizzati per produrre energia.

Lodevole e degna di essere menzionata, anche l’iniziativa di moltissime persone che si affidano ai bidoni gialli per la raccolta degli indumenti destinati a chi non ha la possibilità di acquistare capi nuovi, evitando quindi di creare rifiuti e aiutando chi ne ha bisogno.

Altre soluzioni per fare la cosa giusta? Lo swap party. Tradotto in italiano, potremo chiamarla la festa del baratto. Si tratta di una tendenza che arriva dai paesi anglosassoni e che molti fashion-addicted attenti all’ecologia stanno adottando. È tutto molto semplice: basta invitare tanti amici, avvisandoli di portare tutti quei capi di cui vorrebbero disfarsi e mettere a disposizione i propri. Il gioco è fatto. Vedrete che sessioni di shopping a costo zero ne ricaverete. Non sarà solo il portafoglio a ringraziare, ma anche l’ambiente.

Se si vuole provare, ci sono anche le swap boutique, dove non si spendono soldi perché l’unica forma commerciale accettata è il baratto. Qui si portano i capi che non piacciono o stanno più bene, l’importante è che siano in ottimo stato. Una volta consegnati abiti e accessori, le addette alla boutique li valutano e scelgono quelli che si possono scambiare. Ogni articolo è catalogato in base alla sua qualità (media, alta, altissima). A questo punto il cliente può fare lo scambio, prendendo articoli nella stessa fascia di qualità dell’oggetto portato. Si paga solo una quota di servizio (di solito tra 12 e 20 euro) che serve per coprire le spese di tintoria e fornire un piccolo guadagno per le boutique.

Lo swap, così in voga, ha un risvolto ecologico: barattare 20 kg di vestiti equivale a risparmiare l’energia necessaria a tenere accesa di continuo una tv per un anno e sette mesi.

E se invece non ci regge il cuore a dare via capi cui siamo affezionati? Non resta che rinnovarli con qualche tocco sapiente di sartoria, oppure con dei semplici fai-da-te.
Cambiare bottoni, allungare un orlo sono cose semplici che danno nuovo smalto ai nostri abiti.

Non siete ancora convinti? Allora, lasciatevi conquistare dal vintage, che da qualche anno è tornato alla ribalta ed è di tendenza mixare capi dal sapore antico, con altri attuali.

Quel famoso detto che recita “prima o poi tornano”, non è mai stato più vero se parliamo di moda.

Cercando qualche buon esempio di riciclo da proporvi, ho scovato Christina Dean, fondatrice della ONG ReDressed, che ha lo scopo di promuovere la sostenibilità ambientare nel settore della moda.

Questa ragazza per un anno si è vestita con abiti di seconda mano, non per questo rinunciando allo stile e ha documentato il suo esperimento postando su Instagram i suoi look, la maggior parte dei quali azzeccati e molto stilosi.

Riciclare quindi, si può, è facile, conveniente e in questo caso diventa pure di moda.

Iniziamo a farlo anche noi!

Autrice: Erika Favero

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By | 2017-07-15T15:49:09+00:00 luglio 15th, 2017|Costume&Ilarità, LIFESTYLE|0 Comments

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