Serata alternativa con La Chiara e gli Orion.

Davide Rossato e Max Callegari hanno reso omaggio alla storia dei Metallica coinvolgendoci nelle atmosfere introspettive delle loro canzoni.

Domenica 13 agosto mi sono avvicinata quasi come neofita alle canzoni dei Metallica, presentate nella cornice del B&B Dai Carari di Oriago di Mira dalla brava Chiara Mattucci che ha letto e recitato le canzoni suonate dalla tribute band dei Metallica più conosciuta in Italia, gli Orion, che vanta un percorso artistico segnato da più di 800 concerti.

Certo è che la musica vera accende in noi variazioni di colore che rilasciano scie emotive. Chi ascolta con trasporto i Metallica ritrova dentro le loro liriche la verve della loro giovinezza, cristallizzata in canzoni come Seek and destroy, e nella struggente Nothing Else Matters, composta da James Hetfield al telefono per la propria fidanzata.

Per demolire il cliché che vuole i testi dei Metallica troppo cerebrali, basta ascoltare la delicatezza delle liriche. Alcuni dei dodici brani scelti nella serata prendono spunto dalle riflessioni sui propri demoni interiori, come nel caso di Sandman, l’uomo nero presente nel folklore anglosassone che impaurisce i bambini ed è un essere malvagio per eccellenza. The unforgiven parla invece di uno spazio abissale, oscuro e solitario nel quale il contatto con gli esseri umani è un ricordo sfuocato, una paralisi che rappresenta l’incapacità di concedere il perdono. Sad but true ricalca il dialogo fra la maschera e la propria interiorità diventando così la confessione dei sentimenti nascosti dietro sofferte e sfuggenti apparenze. Queste canzoni producono un balzo nel passato anche a chi negli anni ottanta non era ancora nato.

Evito di dilungarmi su un passato che non ho vissuto, ma ho avuto la sensazione che i sapori degli anni novanta meno patinati siano stati rappresentati bene dai Metallica, perché non si limitano a osservare il mal di vivere della società dei consumi fra gli anni ’80 e ’90, ma descrivono le cecità e le contraddizioni del sogno americano.

 

Leggendo la sua personale traduzione delle canzoni dei Metallica, Chiara ha modulando la sua voce, regalato tridimensionalità all’esecuzione acustica dei brani.

Ottima l’organizzazione della serata: un buffet iniziale, un primo blocco di canzoni, i primi, un secondo blocco di canzoni, e ancora delizie culinarie, senza che alcun dettaglio fosse lasciato al caso.

Dal connubio di personalità così diverse, ho potuto scoprire l’evoluzione della poetica del gruppo che ha segnato l’immaginario degli anni novanta, liberandomi da qualsivoglia idea preconfezionata nei confronti di un genere definito “trash metal”.

Sono tornata a casa pensando che nella musica la componente dionisiaca non può essere ignorata e possiamo comprenderla come amplificazione della sensibilità umana. Certo è che le idee artistiche verso ciò che non conosciamo possono essere falsate da un pregiudizievole senso del bello personale.

 

 

Autrice: Anna Quatraro

Per chi avesse voglia di leggere i miei racconti, può trovarli su  Verde, una rivista di racconti per la quale ho scritto Ventilazione e L’aria che non respiro  .

 

Le foto sono di Omar Carraro

 

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By | 2017-08-26T13:29:22+00:00 agosto 25th, 2017|Eventi, LIFESTYLE, Musica, News, NEWS & EVENTI, Territorio, VIAGGI|0 Comments

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