Sterilizzazione: si o no? Questo è il problema.

Tra i sei e i dieci mesi d’età cane e gatto raggiungono la maturità sessuale e iniziano a comunicare l’esigenza di accoppiarsi con una serie di segnali quali irrequietezza, miagolii, ululati e perdite ematiche per la femmina, “fughe d’amore” e frequenti marcature del territorio per il maschio. La paura delle gravidanze indesiderate e la ciclicità di questi segnali, che in certi casi mettono a repentaglio la tranquillità del proprietario, lo spingono a informarsi e poi decidere per la cosiddetta “sterilizzazione”.

L’intervento raccomandato nella femmina giovane è l’ovariectomia ovvero l’asportazione delle ovaie, mentre nel soggetto adulto o che ha già avuto delle gravidanze è consigliabile eseguire l’ovarioisterectomia dove, oltre alle ovaie, si asporta anche l’utero. Nel maschio è consigliato l’intervento di orchiectomia durante il quale vengono tolti i testicoli. Le chirurgie menzionate vanno eseguite in anestesia generale quindi, prima dell’intervento si consiglia l’esecuzione di accertamenti preanestesiologici come esami del sangue, elettrocardiogramma, ecografia, ecc..

In realtà questi interventi chirurgici hanno una funzione ben più importante della sola eliminazione del comportamento estrale, ovverosia la prevenzione di numerose forme tumorali ormono-indotte che possono colpire sia maschi che femmine in età adulta. Già da tempo, numerosi lavori scientifici hanno dimostrato come nella femmina la produzione ciclica di ormoni sessuali (estrogeni e progesterone) stimoli e alimenti lo sviluppo di neoplasie uterine e mammarie un po’ come fa la corrente elettrica con una lampadina.
Se la sterilizzazione avviene prima del primo calore, cioè tra i sei e gli otto mesi, si ottengono i massimi risultati nella prevenzione tumorale (incidenza dello 0,05%) perché gli organi bersaglio, utero e mammelle, non sono ancora stati sensibilizzati dalle secrezioni ormonali estrali rilasciate dalle ovaie. É come se non collegando mai la lampadina alla rete elettrica ne garantissi l’integrità. Diversamente, rimanendo nell’esempio della lampadina, questa si usurerà tanto più rapidamente, quanto più verrà accesa e spenta. Per tal motivo se si aspetta troppo, prima di decidere per la sterilizzazione, la percentuale di prevenzione tumorale diminuisce progressivamente, tanto che, per le cagne operate dopo il secondo estro, si ha un’incidenza di tumori di circa il 26%.

Nella gatta l’ovariectomia assume un ruolo fondamentale anche nel controllo del randagismo poiché questa specie, avendo un’ovulazione indotta dall’accoppiamento, rimane gravida in tempi più rapidi rispetto al cane (anche subito dopo la lattazione), arrivando ad avere anche tre-quattro gravidanze durante l’anno.

Nel maschio l’intervento di orchiectomia svolge un’azione preventiva verso lo sviluppo dei tumori prostatici e nei soggetti che presentano una forte componente di dominanza e aggressività aiuta la terapia comportamentale a rendere il soggetto più mansueto nei confronti del padrone e degli altri soggetti maschi. Venendo meno lo stimolo all’accoppiamento, sia cane che gatto non avranno l’esigenza di fuggire per accoppiarsi, riducendo la frequenza di traumi da incidente stradale e la diffusione di malattie virali a trasmissione sessuale (FIV e FeLV).

Esistono trattamenti ormonali anticoncezionali da utilizzare sia nella cagna che nella gatta ma presentano numerose controindicazioni oltre al fatto di non essere definitivi. Nel maschio invece esiste un farmaco come alternativa alla castrazione chirurgica, la desmorelina, in grado di abbassare temporaneamente e reversibilmente la secrezione di testosterone. Consiglio l’utilizzo di questo farmaco in cani anziani con alto rischio anestesiologico oppure nei casi in cui il proprietario indeciso voglia testare i vantaggi della sterilizzazione prima di procedere con l’intervento chirurgico definitivo.

Autore :Dott. Francesco Nardo

 

 

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By | 2017-05-31T21:54:07+00:00 giugno 3rd, 2017|Benessere Animali, SALUTE & BENESSERE|0 Comments

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