Tornado in Riviera del Brenta: due anni dopo.

Di solito si dice “Per non dimenticare…”, difficile dimenticare questa ferita inferta alla Riviera del Brenta due anni fa. Ferita che fa fatica a rimarginare, a cicatrizzare,  perchè nessun “medico serio” la vuol curare. E per medico serio, non si intendono di certo i volontari che subito si sono dati da fare per il sostegno alla popolazione, non si intendono le varie associazioni, comitati spontanei, gruppi, che si sono messi in moto.
Non si intendono nemmeno i professionisti che, come vedremo, ancora oggi, dopo due anni, ci credono e vorrebbero rivedere la Riviera rinascere, come noi tutti.

Purtroppo l’Italia è il paese delle “carte”, dei mille documenti, della burocrazia. A volte sbaglia un ufficio, a volte non si riempiono bene i moduli perchè la crocetta viene messa nel posto sbagliato. Fatto sta che di fondi per la Riviera se ne sono visti ancora ben pochi. Quel che è rinato è dovuto alla tenacia ed alla passione dei privati che non vogliono arrendersi.

Esattamente due anni fa la Riviera del Brenta, fu interessata da un violento TORNADO. Uno dei tornado più forti della storia in Italia e in Europa.  Nel pomeriggio di quel mercoledì 8 luglio, dopo le ore 14 si formò un temporale che diventò poi supercella formando un Tornado che colpì dopo le ore 17 circa Dolo, Mira, Sambruson e Cazzago di Pianiga.

I danni furono molto ingenti, oltre i 100 milioni di euro, 200 persone sfollate, 400 fabbricati inagibili, oltre 90 feriti ed una vittima. Il tornado è stato classificato addirittura come EF4 in una scala che va da 0 a 5 (raffiche fino a 300km/h).

La zona non era nuova però ad evento così imponente: nel Settembre del 1970 a Venezia un tornado uccise addirittura 36 persone! Questa volta i danni più rilevanti li ha subiti una villa veneta settecentesca (Villa Fini) che è stata rasa al suolo, ma la furia del tornado ha incredibilmente piegato anche tralicci dell’alta tensione.

La vittima del tornado è stata un uomo di 63 anni la cui macchina è stata colpita da un traliccio.

L’Italia soggetta a devastazioni di ogni natura, dalle inondazioni, ai terremoti, ai tornadi, necessita di ricostruzione, riqualificazione, consolidamento e ricucitura del territorio. Un caso riguarda il progetto paesaggistico proprio per la Riviera del Brenta, elaborato in seguito alla tromba d’aria abbattutasi quell’8 luglio 2015 sul territorio compreso tra Dolo e Mira, la quale aveva devastato abitazioni, dimore storiche e vegetazione, causando anche una vittima. La proposta di ricomposizione e riqualificazione paesaggistica di tale comprensorio è frutto della collaborazione tra il dipartimento di Culture del progetto dell’Università IUAV di Venezia, l’Ordine degli Architetti della Provincia di Venezia e, per la supervisione, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Venezia, Belluno, Padova e Treviso.

La riviera vanta un habitat consolidato costituito dal Naviglio Brenta, dalla campagna circostante e da alcune ville storiche (tra le quali, villa Fini è andata distrutta), oltre alla presenza degli insediamenti abitativi. Lo studio promosso da Università, Ordine professionale e Soprintendenza parte da una lettura sul paesaggio, analizzandone la struttura e l’organizzazione territoriale, e proponendo un masterplan come strumento meta-progettuale per orientare un’eventuale futura progettazione esecutiva. Con l’obiettivo di mettere in valore i caratteri specifici e relazionali dell’area come patrimonio collettivo, il progetto auspica interventi legati a connessioni ciclopedonali, ecologiche e vegetali: nello specifico, la realizzazione di un percorso ciclopedonale a collegamento dei due centri di Dolo e Mira, lungo l’argine sinistro del naviglio Brenta; alberature ombreggianti e filari di varietà diverse di specie autoctone lungo il corso d’acqua e per le aree adibite a parcheggio. Il vuoto creato dall’assenza di vegetazione estirpata dal tornado ha fatto perdere il senso dello spazio e messo in evidenza alcune carenze che il piano-guida vorrebbe colmare. Il masterplan, infatti, non è rigido o esaustivo, né ha valore esecutivo ma è una proposta orientativa, già presentata ai comuni della riviera del Brenta che, sulla base del documento, dovrebbero indire bandi per incarichi di progettazione al fine di rendere attuative le indicazioni del piano stesso.

Speriamo.

Foto: Mirco Toniolo

Renato Trincanato
By | 2017-07-14T08:50:08+00:00 luglio 14th, 2017|Arte, Costume&Ilarità, Fotografia, Racconti di Viaggio, Territorio|0 Comments

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