Turismo 10: Le conche di navigazione dette anche “chiuse”

Le Conche di Navigazione dette anche “chiuse”

Nel Veneto, già ricco di corsi d’acqua naturali, venne scavata una fitta rete di canali artificiali navigabili, vere e proprie autostrade d’acqua, per collegare tra loro i fiumi, rendere più breve o agevole il trasporto, l’irrigazione e lo sfruttamento energetico; la grande rete di fiumi e canali navigabili rappresentò per le genti venete la fonte primaria di ricchezza.
Attraverso una fitta serie di canali tutte le città venete erano collegate tra loro e alla laguna di Venezia e al mare, principali punti di scambio commerciale.
I fiumi, però,  avevano diversità di pendenza e di altimetria. Come in altre parti del mondo, quando poi si navigava in canali con poca pendenza o si risaliva controcorrente, le imbarcazioni venivano trainate dai cavalli, guidati dai cavalanti, o dagli stessi barcari che camminavano lungo l’argine, sulle rive chiamate alzaie.

Per agevolare la navigazione si costruirono le Conche di Navigazione, dette anche Chiuse o Porte, veri e propri ascensori d’acqua che congiungevano corsi d’acqua di diverse altezze e permettevano alle imbarcazioni di risalire o discendere il corso d’acqua. In alcune foto vediamo il “Burchiello” dentro la chiusa.


Un tempo, per superare le Chiuse, i battelli erano trainati dai cavalli.
Le Chiuse sono costituite da una serie di porte designate per contenere una imbarcazione che deve passare da un livello di acqua ad un altro livello superiore o inferiore.
La chiusa può essere unica oppure per superare un livello d’acqua elevato ci possono essere più chiuse, multiple, una dopo l’altra, per una risalita o discesa graduale.
La Chiusa è costituita da una camera e da una porta a monte ed una porta a valle.
Mentre una porta rimane chiusa facendo da barriera o sostegno tra due diversi livelli di acqua, l’imbarcazione entra dall’altra porta.
Dopo che l’imbarcazione è entrata nella camera anche la seconda porta viene chiusa e vengono aperte delle piccole aperture presenti nella parte inferiore delle porte: attraverso queste aperture l’acqua entra (se l’imbarcazione deve risalire il livello) o fuoriesce ( se l’imbarcazione deve scendere di livello) dalla camera.
Quando il livello d’acqua interno della camera della Chiusa è pari a quello esterno, la porta fra i due livelli d’acqua, ora eguagliati, viene aperta e l’imbarcazione esce dalla Chiusa.

 

Testo rielaborato dal sito “I Battelli del Brenta” a gentile concessione di Stefano Piccolo che ringraziamo di cuore.

Renato Trincanato
By | 2018-07-05T10:55:45+00:00 luglio 5th, 2018|Racconti di Viaggio, Territorio|0 Comments

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