Turismo 10: Villa Moro – Oriago (Ve)

Villa Moro – Foto Matteo Pavan

Ben trovati amici lettori. Continuano le nostre visite nelle ville della meravigliosa Riviera del Brenta. Oggi siamo a Oriago, precisamente accanto alla Chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena. Parliamo di Villa Moro, addirittura ricordata dal grande Dante.

Dalla documentazione catastale, Villa Moro, citata anche come Ca’ Moro, Palazzo Moro o Villa Ca’ Moro, viene collocata tra il 1581 ed il 1615. La Villa è un edificio storico situato a Oriago, frazione del comune di Mira (comprensorio della Riviera del Brenta), edificata su iniziativa della famiglia patrizia Moro della repubblica di Venezia.

Affacciata al Naviglio del Brenta accanto ad un altro edificio voluto sempre dai Moro, ora demolito, la sua edificazione è incerta, trovando riscontro sia nell’architettura, con il salone affrescato del piano nobile che, oltre alla datazione degli originali dipinti delle pareti, in seguito ritoccati dal pittore contemporaneo Giuseppe Cherubini, conserva la caratteristica pianta a “T” comune a molti edifici del tardo XV secolo.

Foto Paolo Bonavoglia

Una lapide murata del 1883 sulla sua facciata tra gli elementi che lo caratterizzano e che, attraverso l’opera di Dante Alighieri,  ricorda che Jacopo del Cassero, podestà di Bologna, qui assassinato nel 1298 riproducendo i versetti 64-84 del canto quinto del Purgatorio della Divina Commedia. Questa la fece identificare popolarmente con il nome di “palazzo Dante” dagli abitanti del luogo. Jacopo del Cassero, nominato successivamente podestà di Milano nel 1298 tentò di raggiungere la sua nuova sede passando da Venezia, ma mentre si trovava nel territorio di Oriago fu raggiunto dai sicari di Azzo VIII d’Este signore di Ferrara e suo acerrimo nemico (*), che lo ferirono gravemente. Jacopo riuscì a fuggire tra paludi e canneti ma vi rimase impigliato e morì dissanguato dalle ferite riportate, come ricorda crudamente Dante in queste terzine.

Ma s’i’ fossi fuggito inver la Mira,

quand’i’ fu’ sovraggiunto ad Oriaco,

ancor sarei di là dove si spira. 

Corsi al palude, e le cannucce e’l braco

m’impigliar sì, ch’i’ caddi, e lí vid’io

delle mie vene farsi in terra laco

La villa ha l’aspetto di un palazzo veneziano e contiene affreschi quattrocenteschi; oggi  appare in stato di abbandono e non visitabile.

Renato Trincanato

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