Villa Concina: danza e poesia.

E’ passato quasi un mesetto… ma non ho dimenticato!

Credo non sia mai troppo tardi per lasciare qualche appunto quando trascorri momenti lievi e lieti, quando spensieratezza e onirico ti accompagnano, quando buone sensazioni rimangono e i piacevoli ricordi riaffiorano come flashback o dèjà vu!

Permettetemi quindi di andare indietro a qualche settimana fa per raccontarvi quanto di più semplice e decisamente originale potessi assaporare in un sabato sera che, se non avessi deciso di muovermi,  avrebbe preso una piega noiosa da “sabato sera: divano e zapping assicurati”. Dopotutto se niente si fa, niente succede a movimentare il nostro ordinario “bioritmo”! Quindi… via, decido di uscire.

Ricordo che quel sabato, il 10 giugno scorso, complice la ricerca dei suggerimenti dei social per eventi nella zona, decido di spostarmi a Dolo (VE) – la nostra deliziosa cittadina che spicca rigogliosa lungo la Riviera del Brenta per una serata che batte sicuramente le aspettative.

Leggo nella locandina “LIFE’S DANCE – Spettacolo di musica danza e poesia in un ipotetico viaggio intorno al mondo.” L’evento si terrà nel Parco di Villa Concina/Biblioteca Comunale Dolo (Ve) ingresso libero da Via Cairoli”.

Conosco il posto e già mi piace la location…  non conosco la storia però! Villa Concina… mi documento per poter apprezzare il luogo che mi accoglierà. Cerco su web e trovo questa nota:

“La villa fu costruita nel ‘700 e molto rimaneggiata nel corso dei secoli, per adattarla via via alle diverse esigenze dei proprietari. Le notizie su Villa Concina sono piuttosto scarse e limitate a pochi documenti, fra cui va ricordato il Catasto Napoleonico del 1809 che la cita come “Casa di vigilatura”. L’impianto, piuttosto semplice, si compone di due piani secondo un’articolazione dello spazio che è tipica dei palazzi veneziani, con salone centrale e stanze laterali. I prospetti principali sono sottolineati dal balcone ad arco ribassato del piano nobile e dalla sopraelevazione centrale a timpano triangolare, quest’ultimo ripreso nelle facciate laterali. Un elemento architettonicamente interessante è la presenza di un balcone centrale con apertura a trifora, di carattere secentesco. Le torrette laterali sono invece di fattura tarda e probabilmente adibite a funzioni di servizio (bagno e ripostiglio). A Ida Concina spetta la prima denuncia catastale nel 1940, mentre al nipote Alberto Sgaravatti la vendita della villa al Comune di Dolo nel 1982. La villa è stata acquistata dal Comune di Dolo assieme alle adiacenze (barchesse e casette a schiera) che in parte sono state restaurate. Dall’ente pubblico è stato ripristinato e aperto alla comunità il parco. Dal 2000 ospita la Biblioteca comunale..

Mi preoccupo di informarmi su chi organizza l’evento e, sorpresa (o forse no!) trovo la seguente indicazione: Associazione Culturale “La Pentola dei Nodi”  (gruppo culturale nato nel 2015 “dove i partecipanti sono liberi di aderirvi e di presentarsi con idee, proposte e dove si ascoltano poesie, racconti, si ammirano opere d’arte, fotografie e quant’altro possa interessare i convenuti”) e di seguito leggo il nome dello scrittore e poeta dolese Francesco Danieletto.

OK, si va! Ho detto tra me e me. Lo scorso anno alla presentazione del libro “Lusin” ricordo di essermi divertita ed emozionata, a tratti commossa… non ne resterò delusa. E così è stato!

L’ho considerata una serata ristoro; intima per certi aspetti: inframezzi poetici recitati e dolci canti sussurrati; tenace e decisa invece per performance danzate: un misto di grinta e sensualità.

Ballerine di danze mediorientali e world dance – Assoc. Life’s Dance e danzatrici, danzatori e un tamburellista  artefici di folklore contemporaneo e della “Pizzica” nelle sue diverse sfumature – Assoc. Nero Taranta hanno omaggiato gli ospiti presenti in un intercalare continuo e dinamico sia per le coreografie e le musiche proposte che per l’alternanza spumeggiante di colori e tessuti nel cambio costumi.

 

Tutto molto naturale, in scioltezza…  ballerine/i a piedi nudi nell’erba –  una composta e attenta platea protetta dalle fronde degli alberi del parco della villa; complici un cielo terso, la luna e le stelle.

Si, serata decisamente positiva: distogliere i pensieri dal quotidiano con queste soluzioni offerte dalle associazioni dei nostri territori è un toccasana: arricchisce lo spirito, rasserena l’umore, dona piacevoli emozioni e ci fa scoprire di quanta bellezza è capace l’uomo che si trasforma in prodigio con la cultura e l’arte;  un misto di p

 

assione fatiche e impegno come possono essere la danza, la scrittura, il canto, la

 

recitazione gustate in questa serata di giugno che poteva restare nell’anonimato.

Restiamo quindi con occhi e orecchie tesi per cogliere l’attimo! Teniamoci pronti al nuovo…

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Monica Gazzetto
Origini padovane, dimora veneziana. Nel quotidiano Donna, nel lavoro numeri, per vivere istinto entropia e introspezione. Vivere è? Osservare, ascoltare, sentire, percepire. Motto? Buona la prima. La sensazione unica dei primi 13 secondi è la strada da intraprendere. Testa alta, avanti dritto sempre.
By | 2017-07-04T11:43:09+00:00 luglio 4th, 2017|Arte, Costume&Ilarità, Eventi, LIFESTYLE, Musica, Territorio|0 Comments

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