25 Aprile. Liberazione, Santi e…fiori. Venezia festeggia così.

(by Androkronos)

Alla vigilia di un contestato 25 aprile, il presidente della repubblica Sergio Mattarella sottolinea come questo giorno “ci sollecita a riflettere su come il Paese seppe risorgere dopo la tragedia del secondo conflitto mondiale. Fu davvero un secondo Risorgimento di un Paese materialmente distrutto” dalla guerra e “gettato nello scompiglio dal regime fascista nemico e da quello monarchico”. Il capo dello Stato, incontrando al Quirinale le Associazioni combattentistiche e d’Arma alla vigilia della Festa della Liberazione, insieme alla ministra della Difesa Elisabetta Trenta, ha tributato il suo omaggio ai combattenti partigiani e a coloro, uomini donne, militari e civili, e anche sacerdoti, che si impegnarono nella lotta all’oppressione nazifascista e si adoperarono per salvare gli ebrei e i perseguitati del regime: “La vostra testimonianza è un monito permanente, un argine di verità contro le interessate riscritture della storia”.

A Venezia non si festeggia solo la liberazione dell’Italia, ma il 25 Aprile è anche il giorno del Santo Patrono, San Marco (rappresentato dal leone alato), molto sentito dai Veneziani. Oggi a Palazzo Ducale vengono premiate dal Sindaco Brugnaro, le 44 “eccellenze veneziane” ovvero, tutte persone che col volontariato, opere straordinarie, progetti grandiosi, protettori e custodi dell’ordine pubblico, hanno dato alla città metropolitana di Venezia, lustro e immagine positiva nel mondo. Una per ogni comune della città Metropolitana. Mi onoro di essere stato il primo premiato della prima edizione 2017 per meriti turistici e di informazione. Credetemi, è davvero un grande onore.

Non solo liberazione e non solo Santi e premi. Ma anche rose rosse. Il famoso BOCOLO che ogni innamorato dona alla propria gentil donzella, ogni padre alle proprie figliole. O anche a mamme, nonne…(le forme di amore sono diverse, ma sempre amore è, no?) Legato comunque più all’amore tra due innamorati, la storia del Bocolo vede Tancredi, giovane trovatore veneziano, innamorato di Maria, figlia del Doge Partecipazio. Purtroppo le sue modeste origine non sono viste di buon occhio dal Doge. Maria suggerisce a Tancredi di andare a combattere la guerra in Spagna contro i mori dove si distinse molto positivamente, rasserenando gli animi a Venezia. Purtroppo Tancredi venne ferito a morte e cadde in un roseto. Una rosa venne macchiata col suo sangue. Prima di morire, egli fece in tempo a coglierla e a darla ad Orlando, suo amico, pregandolo di riportarla a Maria. Orlando così fece. Maria vide la rosa e capì. Il giorno dopo fu trovata morta col bocciolo di rosa stretta al petto.

Che dire, buona festa di liberazione a tutti e anche buon San Marco ai veneziani. Uomini…non dimenticate EL BOCOLO.

Renato Trincanato
La vita...è un viaggio. Dunque, viaggiate! Chi sono io? Prima di tutto sono fin troppo razionale...l'istinto lo uso molto poco e prima di fare delle scelte devo pensare parecchio. Sono molto realista, non mi creo illusioni, non spero in cose su cui non c'è più speranza. Accetto la realtà,ma spesso non la condivido. Sono anche romantico sotto un certo punto di vista. Sono permaloso (nei limiti): una battuta a cavolo nel momento sbagliato sul mio carattere, sul mio abbigliamento o su qualsiasi altra cosa può essere fatale per la mia ira... Sono nervoso perennemente, credo...mi preoccupo per mille persone e prima di qualche prova importante sono sempre in tensione. Sono anche molto altruista, se un amico/a ha bisogno di sfogarsi io ci sono in qualsiasi momento, garantito. Sono io.
By | 2019-04-25T09:59:21+02:00 Aprile 25th, 2019|Eventi, Eventi Venezia, News, People, Racconti di Viaggio, Territorio|0 Comments

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