Addio a Philippe Daverio, protagonista della vita culturale milanese con un debole per politica e tv

Papillon, occhiali tondi e modi da dandy, Philippe Daverio è stato il vero protagonista della vita culturale e artistica di Milano per oltre 45 anni. A dare la notizia della scomparsa la regista, sua grande amica Andrée Ruth Shammah. Domani la camera ardente dalle 9,30 alle 18,30 nella sala della Passione della Pinacoteca di Brera.

Gallerista, storico dell’arte, scrittore, saggista, Daverio era nato a Mulhouse in Alsazia il 17 ottobre 1949 da padre italiano, Napoleone Daverio, costruttore, e da madre alsaziana, Aurelia Hauss. Era il quarto di sei figli e aveva avuto un’educazione ottocentesca. Non discusse la tesi che aveva scritto e non ha mai nascosto di non essersi laureato. Della sua grande cultura, tanto, nessuno poteva dubitare. In tanti ne piangono oggi la scomparsa a 70 anni, dopo una malattia che lo aveva visto smagrire, ma non perdere il suo tradizionale modo di fare e di partecipare alla vita cittadina. Il suo exploit fuori dal mondo dell’arte, il salto nella politica avvenne nel ’93, quando venne chiamato a fare l’assessore all’Educazione e alla Cultura dal primo sindaco leghista di Milano, Marco Formentini.

Dopo la parentesi politica, Daverio tornò a occuparsi di arte, sbarcando in televisione. Qui divenne un volto amatissimo da un vasto pubblico che gli riconosceva la grande capacità di divulgare i temi dell’arte nella storia. Che lui proponeva anche con format dedicati al viaggio attraverso l’Italia, con leggerezza, ironia e profondo amore da vero conoscitore dell’arte e dei suoi capolavori. Di recente lo ricordiamo tutti in “Striscia la Notizia” con la sua rubrica MUAG, Museo A Gratis dove consigliava noi tutti di visitare dei posti incantevoli, a disposizione gratuitamente di tutti coloro che, come lui, amavano l’arte e la storia del nostro Paese.

Ciao Philippe.

Renato Trincanato
La vita...è un viaggio. Dunque, viaggiate! Chi sono io? Prima di tutto sono fin troppo razionale...l'istinto lo uso molto poco e prima di fare delle scelte devo pensare parecchio. Sono molto realista, non mi creo illusioni, non spero in cose su cui non c'è più speranza. Accetto la realtà,ma spesso non la condivido. Sono anche romantico sotto un certo punto di vista. Sono permaloso (nei limiti): una battuta a cavolo nel momento sbagliato sul mio carattere, sul mio abbigliamento o su qualsiasi altra cosa può essere fatale per la mia ira... Sono nervoso perennemente, credo...mi preoccupo per mille persone e prima di qualche prova importante sono sempre in tensione. Sono anche molto altruista, se un amico/a ha bisogno di sfogarsi io ci sono in qualsiasi momento, garantito. Sono io.
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