Alle Donne…. Un Augurio a Te che sei DONNA

ALLE DONNE…

“L’intuizione di una donna è molto più vicina alla verità della certezza di un uomo”, così scriveva Kliping nel lontano 1888. Una piccola rivoluzione per l’epoca, una piccola conquista isolata che ha sicuramente contribuito a spianare la strada a movimenti e scuole di pensiero ben più note.

La storia del nostro gentil sesso è nota o perlomeno accessibile a tutti coloro che sono interessati ad approfondirla, quello che invece viene sempre messo in sordina, poco enfatizzato e poco pubblicizzato, è la capacità delle nostre nonne, bisnonne e trisavole di lottare sempre e comunque contro tutto e tutti, per cercare di ottenere quel rispetto che sta alla base dei rapporti umani.

Donne con gli attributi? E’ davvero soltanto questo? Come se le donne avessero bisogno di qualche appendice maschile per dimostrare la loro forza e il loro carattere. Mi rifiuto di vederla così! E mi rifiuto e mi intristisco quando sento ancora parlare di “sesso debole”, perché se è vero che per natura, ci fa piacere quando ci definiscono “gentili”, quando si ostinano a farci passare per deboli, credo abbiano fatto un ragionamento poco arguto. Se vi sentite etichettare con questo aggettivo, fatemi il piacere di investigare sul perché di questa definizione e visto che le motivazioni saranno sicuramente confutabili, spiegate al vostro interlocutore come stanno davvero le cose, senza arroganza ovviamente, ma con tutta la vostra grazia innata.

Certo, anche noi abbiamo moltissimi difetti e, lo ammetto, in alcuni momenti siamo davvero insopportabili, cocciute e ingestibili, ma non so se queste variabili siano effettivamente legate al nostro genere. Conosciamo tutte almeno un paio (sono buona!) di ometti con le stesse caratteristiche: è la natura umana, più che femminile!

Mi sembra doveroso comunque, anche per non risultare troppo mielosa, muovere una sana critica da donna a donne: smettiamola, per favore, di farci la guerra tra noi. Smettiamola con la gelosia, l’invidia e l’arroganza, perché non è questa la strada per raggiungere i nostri più grandi obiettivi.

Quante volte, in ambienti lavorativi tutti in rosa, si sentono pettegolezzi mirati a pugnalare alle spalle la collega più carina, quella che pare essere la preferita del boss, o ancora quella con quella borsa irresistibile a cui voi fate il filo da mesi, ma su cui non avete ancora potuto investire.

Ecco che si scatena tutta la nostra fantasia, mescolata a tanta cattiva acidità, e nascono vicende gonfiate di gelosia e diffidenza che non fanno altro che danni.

[Tweet “Tanti auguri a tutte le donne da MeMagazine.it”]

E allora perché, invece di tante chiacchiere, non usiamo tutto quello charme e quell’eleganza che ci contraddistinguono, e ne parliamo direttamente con l’interessata per arrivare a un sano compromesso? Potreste perfino scoprire, che quella borsa dei desideri è stata acquistata in un negozio che liquida tutto (si, anche l’oggetto tanto bramato) a prezzi da record e correre ad acquistarla anche voi, magari assieme a quella collega che prima vi sembrava tanto antipatica e che ora si è rivelata un’ottima amica.

Per questo tanto celebrato 8 marzo allora, assumiamoci questo impegno: lasciamoci regalare la mimosa dai nostri compagni (quelli più generosi possono anche non fermarsi al classico ramoscello striminzito), ma ricordiamoci di iniziare a volerci un po’ più bene, prima di tutto verso noi stesse e poi verso le altre compagne di vita. Cominciamo da queste piccole sfide, per poi muoverci verso orizzonti più ampi.

Perché se è vero, che negli anni sono stati compiuti grossi passi e sono stati raggiunti obiettivi importanti, ricordiamoci che la strada è ancora tutta in salita: provate a googlare la parola “donne” e ditemi se non vi sentite un po’ sconfitte e demoralizzate nel vedere che quasi tutti i risultati si riferiscono ad annunci spesso di natura hot. Un corpo strumentalizzato, una categoria di mangia uomini seriali, un genere incapace di ricoprire ruoli di potere: questi sono tutti i pregiudizi che dobbiamo sentirci in dovere di combattere.

E se per molte di noi l’8 marzo si trasforma in un momento di trasgressione e di divertimento, non dimenticate che alla base di questa festa, come ci insegna la storia, c’è la triste vicenda di molte operaie rimaste vittime del rogo della fabbrica in cui lavoravano e in cui avevano scelto di protestare contro le condizioni disumane a cui erano obbligate. Quindi, ragazze mie, festeggiate e divertitevi (almeno in questa giornata dedicata a noi!) ma non perdete mai di vista il perché di questa festa!

Con tutte queste belle parole avrò sicuramente annoiato i nostri amici maschietti che forse sbufferanno un po’ leggendo questo articolo, ma concedetemelo per una volta: non l’ho scritto contro di voi, ma a favore di tutte noi, per autocelebrarci un po’, almeno una volta l’anno.

AUGURI A TUTTE!

Autore: Erika Favero

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