Ancora Maschere …di Carnevale

Se per noi amanti della moda, c’è per ogni stagione un capo o un accessorio assolutamente must-have, ai tempi dei nostri antenati veneziani del ‘700, quello che tutti dovevano avere nel loro guardaroba era sicuramente “La bauta”.

Tranquilli voi fashion-victim che avete rizzato subito le antenne, scansionando velocemente i vostri armadi in cerca di qualcosa che possa ricordarla: quest’abitudine ormai è caduta in disuso ai nostri giorni. Ma se, tra i vostri mille inviti principeschi, spicca quello per una festa di Carnevale esclusiva, allora dovete correre ai ripari e cercarne subito una.

Sappiate che la bauta, a Venezia,  era utilizzata da uomini e donne in svariate occasioni, non solo come travestimento. Era un modo semplice e veloce per perdere per un po’ la propria identità, un modo per nascondersi dai creditori mentre si giocava d’azzardo, un modo per risultare tutti uguali senza distinzione di età, sesso o classe sociale. Era addirittura obbligatoria per le donne sposate che andavano a teatro, mentre era vietata alle fanciulle ancora nubili.

Questo travestimento era formato da un velo nero, o colorato che partiva dal collo e copriva le spalle: una sorta di mantello che avvolgeva la persona rendendola ancora più anonima. Quello che veniva usato per coprire il viso, invece, era una maschera bianca chiamata “larva”, che presentava il labbro superiore allargato e marcato sotto un naso sporgente, che oltre a conformare la fisionomia del volto, riusciva a cambiare il timbro della voce, rendendolo pressoché irriconoscibile.

Se appartenete al gentil sesso, e la bauta vi risulta poco femminile, sappiate che pur restando fedeli alle tradizioni del Carnevale veneziano, potreste indossare una maschera ovale di velluto nero chiamata “La Moreta”. Questo travestimento affonda le sue origini in Francia, ma si diffuse rapidamente nella nostra bella laguna perché abbelliva particolarmente i lineamenti femminili. La maschera era completata da veli preziosi e cappellini a larghe falde ed inizialmente si indossava tenendola grazie a un piccolo perno posizionato all’altezza della bocca che costringeva la dama a non proferire verbo mentre la indossava (cosa peraltro molto apprezzata dal popolo maschile).

Se volete rinnovare le tradizioni, basterà usare tanta fantasia e un pizzico di buon gusto e il gioco è fatto. Ricordatevi che a Carnevale, ogni scherzo (e ogni costume) vale!

Autore Erika Favero

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