Budapest: Percorso Fotografico in Bianco e Nero

Budapest è divisa in due parti: Buda e Pest. In realtà Budapest è composta da tante città, o meglio, sono tanti volti della stessa metropoli. C’è la zona mitteleuropea dei grandi viali e delle architetture imponenti, che sembra respirare ancora l’aria dei fasti asburgici nell’eleganza della gente che va a teatro o alle opere.

Accanto ce n’è un’altra più zingara, viva di tradizioni antiche, di colori forti, odori intensi e sapori piccanti come la paprika, che si può toccare con mano nel mercato tradizionale. Vi è poi quella ebraica, con le sue varie sinagoghe, riconoscibili nei diversi quartieri della città, con una comunità attiva e vivace, nonostante il ricordo ancora vivo delle ferite dell’olocausto.

Immancabile quella del periodo sovietico, austera nei palazzi, nella quale ci s’immagina che aria respirassero quelle stesse persone che si vedono oggi vivere la città.

C’è la parte giovane, che cerca di riscattarsi orgogliosa e vuole essere protagonista, non solo terra di confine oggi dell’Europa, ieri dei grandi imperi. C’è la Budapest notturna, che sa riempire di vita luoghi fatiscenti, cancellandone la decadenza, e rendendoli locali di tendenza, e poi la zona del fiume, importantissima via di collegamento, presente nella città come una propria e vera entità, caratterizzata dall’architettura dei suoi ponti.

L’urbe affollata, nelle metropolitane e nei mercati, nelle famosissime terme, che gli abitanti vivono come qualcosa che appartiene loro da sempre e quella che sembra quasi essere deserta, di sera, nell’imponenza della piazza degli Eroi.

Non può mancare l’area dei musei e dei monumenti, ricchissimi ma non ostentati, che si offrono nei suoi palazzi legati alla stessa storia che raccontano, come uno scrigno che fa parte del tesoro che contiene.

Viverla è facile, come qualsiasi città da turisti. Ma entrare nella sua vita, comprenderla, non è affatto immediato, proprio perché grazie ai suoi tanti volti, sa nascondersi e offrirsi a sprazzi. Il Parlamento, riflesso nel Danubio, è la prima immagine che colpisce, quella caratterizzante della città, che ne sembra definire la personalità. Poi però il viaggiatore comprende che non sarà quella l’immagine che uno si porterà dentro, troppo patinata e da cartolina. La vita della città è molto più autentica e con un proprio carattere preciso. La si può cogliere nei volti in metropolitana, nell’abbandono al riposo dei lavoratori o degli ambulanti, nella gente che va al lavoro.

Frequenze Visive arriva a Budapest con l’esperienza di racconto delle precedenti città visitate. I fotografi dell’associazione si sono mischiati ai suoi abitanti per raccontare la vita della città. Quel che ne è venuto fuori è un percorso a prima vista duale, bianco e nero e colori, assieme nello stesso progetto, così com’è nella tradizione dell’associazione, con la libertà da schemi e regole prefissate che ha sempre contraddistinto il lavoro di Frequenze Visive. Percorrendo le varie foto, si scoprono però molti altri registri, visivi ed emozionali, al di là del dualismo bianco e nero/colore, che con la loro molteplicità riescono a raccontare e a trascinare lo spettatore nell’atmosfera respirata nella città.

Budapest, a cura dei fotografi dell’associazione Frequenze Visive. Dal 18 al 27 novembre, nella sala polivalente del comune di Vigonovo.

Autore: Rita Rossi

Rita Rossi
Appassionata di arte, fotografia, cinema e scrittura, forse per compensare l'anima da ingegnere.
Faccio parte dell'associazione fotografica Frequenze Visive, per la quale mi piace scrivere di fotografia e di tutti gli eventi ad essa correlati.
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