Caro Lucio ti scrivo

Dal Golfo di Napoli ai proiettori del film dedicato al Maestro Lucio Dalla: parliamo dell’attrice Cristina Casale ( una carissima amica mia e fan di Memagazine) con alle spalle anni di studio tra Napoli, Roma, Spagna e Los Angeles, numerose esperienze, dalla prosa alla commedia all’italiana, al teatro di tradizione partenopea, oltre che varie partecipazioni in programmi televisivi Mediaset tra cui Le Iene, Scherzi a parte e nella fiction Rai La squadra.

Cristina interpreta il ruolo di Maria, personaggio principale dell’episodio ispirato alla canzone “Una casa in riva al mare”, narrato dall’attrice Piera degli Esposti.

Maria è una donna di Comacchio, una pescivendola analfabeta che si innamora di un uomo che la osserva da dietro le sbarre di una prigione con cui tesse una storia di ben dieci anni fatta solo di sguardi. Solo un giorno, quando il detenuto smetterà di affacciarsi alle sbarre, Maria avrà il coraggio di cercarlo; ma invano.

«I due protagonisti si incontreranno solo nel loro amore, carico di speranza… . che è l’essenza della vita – spiega Cristina – Non sempre nella vita c’è il lieto fine, ma non possiamo saperlo. Con quel finale termina l’episodio, ma non Maria».

Un viaggio nelle canzoni di Lucio Dalla che il regista e l’autore teatrale hanno tracciato sulle orme delle emozioni che la sua arte ha lasciato: a cinque anni esatti dalla scomparsa del Maestro Lucio Dalla  (avvenuta l’1 marzo del 2012 tre giorni prima del suo 69° compleanno), è stato proiettato in oltre 100 sale italiane, un curioso e intrigante omaggio: “Caro Lucio ti scrivo”.

Ad immaginare questa storia sono stati Cristiano Governa, che l’ha scritta, e Riccardo Marchesini che l’ha trasformata in un film, prodotto da Giostra Film e distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection. Girato prevalentemente a Bologna, il film ci porta anche a Comacchio, Milano e Berlino, luoghi in cui si svolgono le storie dei tanti personaggi: tutto inizia con Egle, la postina del cantante (personaggio inventato) che ha aperto alcune delle lettere a lui indirizzate. Alcuni protagonisti delle sue canzoni hanno voluto scrivergli e grazie ad Egle, si scopre che fine l’hanno fatto Anna e Marco, Futura, o Il “caro amico” de “L’anno che verrà”. Come in una playlist, sullo schermo si susseguono le sette canzoni di Lucio scelte da Riccardo Marchesini, L’anno che verrà, Com’è profondo il mare, Futura, Meri Luis, La casa in riva al mare, Milano e Anna e Marco con le voci narranti di Ambra Angiolini, Alessandro Benvenuti, Piera degli Esposti, Neri Marcorè, Ottavia Piccolo, Andrea Roncato e Grazia Verasani si assiste ad un viaggio ricco di poesia e di emozioni. Ad ogni canzone è associata una lettera e ad ogni lettera una storia .Le parole del Maestro hanno un’immagine che resta indelebile nella memoria dello spettatore: l’espressione degli attori che si affidano al vento dei suoi versi, ognuno di loro, dal viso archetipico di Bob Messini, che sembra caduto da una sua canzone, a quello candido e seducente di Selene Demaria, dalla dolente e dolce Rita Colantonio al sorriso speranzoso e disperato di Cristina Casale, alla bellezza titubante di Stefania Medri e gli occhi curiosi e solo apparentemente disincantati di Lorenzo Adorni (e citando loro ci complimentiamo con tutti, tutto il cast, che si prende in ogni singolo elemento una nota di Dalla e la suona perfettamente).

Il risultato, quindi, è un film di grande sensibilità e profondità dove attraverso le canzoni del Maestro Dalla si raccontano le città, dei momenti e delle situazioni.

Un modo di raccontare la vita quotidiana attraverso i testi delle canzoni: storie che partono da pretesti narrativi offerti dal Maestro, e attraverso le storie di pochi la possibilità di raccontare la storia di tutti.

 

Alessandro Antignani
Sono napoletano di nascita e veneto d'adozione, sono arrivato in Veneto , a Lovadina di Spresiano per l'esattezza, in un giorno di Maggio nel 2007 per un trasferimento lavorativo che doveva essere solo di pochi mesi e invece è divenuto per sempre. Scrivo perchè mi piace e mi fa stare bene, MeMagazine mi ha dato quest'opportunità di esprimermi attraverso una rubrica di cucina .Per citare Flaubert "Scrivere è un modo di vivere", nel mio caso è così: non concepirei una vita senza la scrittura e, ovviamente, senza il suo complemento indispensabile, la lettura.
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