Covid/19 e…noi! Il Coronavirus cambia le abitudini quotidiane e culturali degli italiani.

Dal grande schermo al piccolo schermo. Dopo le misure disposte nel Dpcm del 10 marzo 2020 per il contenimento della diffusione del Coronavirus in tutto il territorio nazionale, a pagare un conto molto salato saranno i poli d’aggregazione e d’intrattenimento culturale come cinema, teatri e musei. Non è possibile fare un bilancio dei danni causati dall’emergenza COVID-19, tutto dipenderà dalle tempistiche di chiusura e il tempo che impiegheranno le persone nel tornare a frequentare questi luoghi senza timore di contagio. Alcuni dati Siae prevedono, ai primi di marzo, la perdita di circa 10 milioni di euro per la cancellazione di oltre 7mila spettacoli, in un calcolo condotto sulle zone di primo contagio. Ma a incassare il colpo sono anche alberghi e agenzie di viaggio che calcolano danni enormi tra rimborsi di gite scolastiche annullate, settimane bianche saltate e stranieri indietreggianti di fronte all’Italia blindata.



Forti ripercussioni dell’emergenza COVID-19 pure su musei, teatri e fiere d’arte. A Milano il Salone del Mobile e Miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea, sono stati rinviati a giugno e settembre.  Lo spegnimento degli schermi ha invece portato molte produzioni cinematografiche a sospendere attesi film in uscita. Nell’attesa di una svolta risolutiva, gli italiani confinati dirigono la propria attenzione alle maggiori piattaforme di intrattenimento. Una recente ricerca condotta dal consorzio Top-IX attesta un aumento del traffico per i principali player del settore, su Netflix, per esempio, da quando è scoppiata l’emergenza coronavirus c’è stata un’impennata della crescita media di traffico oscillante tra il 23% e il 39%. In crescita anche gli utenti di Sky e Amazon Prime. Sembrerebbe dunque che l’italiano costretto dalla quarantena si debba “rassegnare” a disertare i cinema e sottoscrivere un abbonamento alle maggiori piattaforme digitali on demand. Io, per esempio, mi sto rivedendo tutta la saga di Asterix e Obelix che ho visto quando ero piccino.

Nuove abitudini e stili di vita

L’atmosfera sospesa e rarefatta in cui viviamo da settimane porta inevitabilmente a riconsiderare molti aspetti e priorità della nostra esistenza. L’emergenza ci ha obbligato in pochi giorni a fare i conti con rallentamenti forzati e con cambiamenti radicali negli stili di vita: spostamenti delle persone ridotti ai minimi termini, riunioni di lavoro annullate, bambini a casa da scuola, vita sociale azzerata e abitudini stravolte. Una situazione che non si era mai verificata nel dopo guerra.

Uno stato di eccezionalità da cui sarebbe utile trarre anche qualche insegnamento. Per carità, non minimizziamo. Da questa crisi sconteremo conseguenze pesanti sia a livello sociale che economico, ma deve essere anche un’occasione di riflessione e potremmo imparare anche qualche cosa di utile per il futuro, sia a livello politico e di comunità, sia rispetto ai nostri stili di vita.

Ridefinire le priorità: il fattore tempo

Una capacità di definire le priorità collettive che purtroppo manca in tanti altri casi di emergenza, in particolare per i rischi ambientali. La differenza fondamentale è il fattore tempo: il rischio del Coronavirus deriva dalla velocità dei contagi che ci potrebbe portare in tempi brevissimi all’incapacità del Sistema sanitario a ricevere tutti i malati e dunque al suo collasso. È questo il rischio più serio di questa epidemia, prima del tasso di mortalità del virus stesso. Anche per il clima tutti dicono che dobbiamo prendere subito decisioni drastiche, pena conseguenze incalcolabili, ma il rischio appare più indistinto perché più lontano.

La riflessione che tanti stanno facendo in questi giorni sulla fragilità della nostra società probabilmente produrrà esiti utili: servirà a ridare forza al Sistema sanitario nazionale e nella diffusione di una maggiore cultura della prevenzione. Ma sarà vitale estendere questa fase di riflessione anche agli altri pericoli mortali che ci minacciano e alle politiche di prevenzione che dovremo mettere in campo.

In questo caso vale la pena usare bene questa pausa forzata che ci troviamo a vivere, riflettendo sulle nostre scelte ed i nostri stili di vita. Dobbiamo prepararci a saper tornare alla normalità, combattendo il rischio che dopo la crisi continui a permanere la paura, che la società sia meno aperta e i rapporti umani si impoveriscano.  Venendo a dimensioni più vicine a noi, in questi giorni abbiamo anche occasioni da sfruttare. Le misure per limitare la mobilità delle persone stanno mostrando a enti e aziende come una quota significativa dei nostri spostamenti possa essere facilmente sostituito da riunioni online. Ci accorgiamo con sorpresa che lo smart working e il telelavoro sono opzioni che possono funzionare anche alle nostre latitudini e non solo nel Nord Europa. Si tratta di possibilità che semplificano la vita famigliare e riducono i nostri consumi energetici e le nostre emissioni. Non sarebbe bene sostituire i nostri rapporti umani con quelli digitali, ma una misura maggiore di flessibilità nei tempi di lavoro può solo giovare.

Cogliere nuove opportunità dalla crisi

Se per un po’ di tempo luoghi chiusi e affollati non saranno praticabili appena le misure saranno meno restrittive, potremo prenderci un po’ di tempo per visitare le bellezze vicino a casa nostra: percorrere le campagne vicino alla città, scoprire gli scorci meno conosciuti. Già nelle scorse settimane molte zone verdi delle nostre città – anche quelle solitamente snobbate – sono state riscoperte. Avremo l’occasione per visitare le tante aree protette del nostro territorio che regalano scorci e sorprese inaspettate.

Dopo la crisi, invece, il primo weekend fuori porta che ci concederemo dovremmo farlo scegliendo tra le realtà turistiche più colpite dal calo di prenotazioni di questi giorni. Ma andandoci in treno! Purtroppo oggi l’uso dei mezzi di trasporto pubblici è tra le opzioni da rivedere. Anche le sacrosante battaglie per abbandonare l’usa e getta inutile potrebbe subire un brutto colpo. Per evitare un’impennata nella generazione dei rifiuti e del consumo di materie prime, dopo la crisi dovremo avere la lucidità di ottimizzare al massino il recupero dei nostri rifiuti.

La sospensione di molte riunioni di lavoro, trasferte, corsi ed eventi pubblici, lascia molti di noi con maggiore tempo: può essere l’occasione per provare – una volta tanto – opzioni più ecologiche per i nostri stili di vita che trascuriamo nella frenesia abituale. Potremmo provare a fare in bicicletta o a piedi un tragitto che normalmente facciamo in macchina.  La chiusura delle scuole ha influito molto sulla vita dei genitori con figli piccoli e dei relativi nonni. I disagi sono molti, ma anche in questo caso i tentativi delle scuole di proseguire un minimo di didattica fuori dalle aule, ha portato a sperimentare sistemi di cooperazione inedite tra scuole e famiglie. E tutto questo ci fa scoprire che abbiamo, vivendo così, molto, tantissimo tempo. Tempo che, guardando ad una dimensione più intima e personale, deve essere ripensato per essere investito finalmente insieme.

C

Renato Trincanato
La vita...è un viaggio. Dunque, viaggiate! Chi sono io? Prima di tutto sono fin troppo razionale...l'istinto lo uso molto poco e prima di fare delle scelte devo pensare parecchio. Sono molto realista, non mi creo illusioni, non spero in cose su cui non c'è più speranza. Accetto la realtà,ma spesso non la condivido. Sono anche romantico sotto un certo punto di vista. Sono permaloso (nei limiti): una battuta a cavolo nel momento sbagliato sul mio carattere, sul mio abbigliamento o su qualsiasi altra cosa può essere fatale per la mia ira... Sono nervoso perennemente, credo...mi preoccupo per mille persone e prima di qualche prova importante sono sempre in tensione. Sono anche molto altruista, se un amico/a ha bisogno di sfogarsi io ci sono in qualsiasi momento, garantito. Sono io.
SALUTE E BENESSERE
Previous reading
Covid/19 e…noi! Ulteriore stretta del governo. Conte parla all’Italia alle 23.25 di Sabato notte.
Next reading
Covid/19 e…noi. Ehi bimbi cosa fare per non annoiarsi?