COVID /19 E…NOI GLI EFFETTI DI UNA CONVIVENZA OBBLIGATA

Eh si, è innegabile. Siamo passati dal «non ci vediamo mai» al «ci vediamo sempre» è un carpiato insidioso per chi vive in due. Tra gli effetti assolutamente collaterali del coronavirus, c’è che di colpo moltissime coppie si sono trovate in una condizione inedita: si vedono. Si vedono tanto, si vedono troppo, si vedono drasticamente più del solito, stando a contatto quasi esclusivo per molte, molte ore, quasi sempre passate chiusi in casa. Questa convivenza può avere un che di positivo per i più romantici, diventa l’incubo totale per chi ha relazioni turbolente, ma rischia di rivelarsi complicato anche per chi, in una normale routine — esco di casa, vado al lavoro, vedo qualcuno, magari palestra, appuntamento, dai aperitivo, rientro a casa… cinema? — gestisce un rapporto navigando più o meno serenamente sui suoi alti e bassi.

Per i più, il tempo inizia a essere calcolato come gli anni dei cani e meno di un mese di questa nuova vita vale come un anno. Secondo quanto riportato dal Global Times, a Xi’an si è registrato in questi giorni il record nelle richieste di divorzio, proprio dopo le settimane di quarantena. Gli analisti cinesi sostengono non sia un caso, ma l’effetto della convivenza forzata.

Magari con l’aiuto se non di qualche regola, almeno del buon senso.
Un primo proposito, secondo gli psicologi, è programmare: «Bisognerebbe fare proprio un bel progetto della giornata, in modo che il peso e le incombenze siano decise a monte per non doverle discutere di volta in volta». Programmazione per evitare il conflitto. Compiti stabiliti, niente mugugni e ognuno fa il suo.
«Avere più tempo può anche essere l’occasione per fare qualcosa di speciale. Una cena a lume di candela quando i bambini dormono, leggere insieme un libro per poi commentarlo». Decidere di vedere la convivenza protratta come il momento ideale per fare tutte quelle cose che di solito non si ha il tempo di fare. «Compreso spostare un mobile o riordinare le fotografia di famiglia che spesso sono ammassate in una scatola: è un modo per ripercorrere la storia della coppia, è importante avere una memoria».

Le idee sono tante e possono essere estese ai figli, ritagliando occasioni speciali. Una giornata è lunga e le occasioni di tensione sono parecchie, specie si ci sono bambini piccoli: «Un’altra proposta è che ogni tanto qualcuno possa dire: “Chiedo un quarto d’ora di tregua”. E che si possa ritirare». In una routine casalinga ultra estesa, può essere di grande aiuto avere delle mini pause. Se poi, alla fine, non si riesce a non discutere, «oltre a cercare di contenere litigio nel tempo, suggerisco nei momenti più infuocati di ritirarsi in una stanza e dividersi gli spazi finché le tensioni si abbassano». In generale, alternare la vicinanza e la lontananza ha un senso anche all’interno di un appartamento. «Per vivere meglio in questa condizione dobbiamo essere tutti più disponibili, evitando di discutere ogni volta e magari placando quella specie di contrattazione sindacale che molti fanno, del tipo: “Io ho lavato i piatti, allora tu porti fuori il cane” o addirittura “ il cane è tuo, arrangiati da adesso in poi” o peggio ancora “voi non fate mai niente e io sto sempre a pulire”. Questa piccola guerriglia non ha spazio in un momento di emergenza, ora più che mai serve molta generosità». Così magari, finita l’emergenza non si correrà tutti quanti in tribunale per divorziare: «E chi lo farà, è perché lo aveva già in animo prima di tutto questo».

Renato Trincanato
La vita...è un viaggio. Dunque, viaggiate! Chi sono io? Prima di tutto sono fin troppo razionale...l'istinto lo uso molto poco e prima di fare delle scelte devo pensare parecchio. Sono molto realista, non mi creo illusioni, non spero in cose su cui non c'è più speranza. Accetto la realtà,ma spesso non la condivido. Sono anche romantico sotto un certo punto di vista. Sono permaloso (nei limiti): una battuta a cavolo nel momento sbagliato sul mio carattere, sul mio abbigliamento o su qualsiasi altra cosa può essere fatale per la mia ira... Sono nervoso perennemente, credo...mi preoccupo per mille persone e prima di qualche prova importante sono sempre in tensione. Sono anche molto altruista, se un amico/a ha bisogno di sfogarsi io ci sono in qualsiasi momento, garantito. Sono io.
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