Del Piero Alessandro, da San Vendemiano al tetto del Mondo!

Dortmund, 4 luglio 2006. Siamo al Westfalenstadion, il minuto è il 120′ e Fabio Grosso ha appena portato in vantaggio gli azzurri contro i padroni di casa della Germania. In un silenzio surreale, i tedeschi provano a reagire riversandosi nella metà campo azzurra, ma un dominante Fabio Cannavaro respinge la loro offensiva per ben due volte prima di lasciare il pallone nei piedi di Francesco Totti che, ricevuta la sfera, avvia il contropiede azzurro lanciando Alberto Gilardino. Nel frattempo, un generoso Alessandro Del Piero, che era rientrato in difesa per proteggere il prezioso vantaggio, sta percorrendo la fascia sinistra a tutta velocità…

1974-1993, la giovinezza

Far e desfar xe tuto on laorar!” Proverbio veneto

Nel maggio del 1974, a quattro anni di distanza dall’entrata in vigore della legge che istituiva il divorzio, il popolo italiano sancì il proprio “no” durante il referendum abrogativo di tale legge, fortemente voluto dalla Democrazia Cristiana. Nello stesso anno, la MITS, un’azienda americana produttrice, tra le altre cose, di computer, lanciò l’Altair 8800 inaugurando così l’era dei computer per uso domestico. Mentre il 7 luglio la Germania Ovest guidata dal Kaiser Franz Beckenbauer vinceva la sua seconda Coppa del Mondo, solo 4 mesi dopo, precisamente a Conegliano in provincia di Treviso nacque colui il quale, 32 anni dopo, avrebbe di nuovo fatto piangere i tedeschi e, questa volta, non di gioia.

Alessandro Del Piero trascorre la sua infanzia a Saccon, una frazione del comune di San Vendemiano.  Mamma Bruna -casalinga- e papà Gino -elettricista- si danno un gran da fare per non far mancare niente ad Alessandro e suo fratello Stefano, di 9 anni più grande. Qui inizia a tirare i primi calci al pallone e a mostrare il suo talento nell’oratorio del paese. Ancor prima di conseguire il diploma di ragioneria, entra a far parte delle giovanili del Padova che, nel 1992 all’età di soli 17 anni, lo fa esordire in serie B, spalancandogli così le porte del calcio professionistico.

1993-2012, gli anni in bianconero

Mi ricordo quando andai a vederlo e notai che aveva la stoffa del campione. Però sono anche stato fortunato nella scelta. Ci sentiamo ancora spesso e sono molto contento per lui. Finché è Alex a eguagliarmi, sono felice…” Giampiero Boniperti

È l’estate del 1993 quando Giampiero Boniperti decise di acquistarlo per la cifra di 5 miliardi di lire. Il resto è storia: 705 presenze condite da 290 gol tra campionato e coppe, 19 stagioni di cui 11 con la fascia di capitano al braccio. Momenti indelebili fatti di grandi vittorie come il double Coppa dei Campioni-Coppa Intercontinentale del 1996 e i numerosi scudetti, ma anche momenti bui come il grave infortunio del novembre ’98 che lo tenne lontano dai campi di gioco per oltre nove mesi e la prematura perdita di papà Gino. Furono necessari oltre 2 anni per rivedere il miglior Del Piero che tornò a brillare nel nuovo millennio, quando riuscì a conquistare 3 dei 6 scudetti vinti in totale con la maglia bianconera. Sarebbero stati 8, se la Corte di Giustizia Federale non avesse deciso di revocare alla Juventus 2 scudetti in seguito allo scandalo Calciopoli del 2006. Fu proprio nell’anno della retrocessione che il legame tra il 10 bianconero e i suoi tifosi divenne ancora più unico, infatti, come il migliore dei capitani decise di non abbandonare la nave nel momento di crisi più profonda di tutta la storia del club, decidendo di rimanere nel purgatorio della Serie B. Dopo una sola stagione, insieme agli altri campioni del calibro di Gianluigi Buffon, Mauro German Camoranesi, Pavel Nedved e David Trezeguet riuscì a riportare la Vecchia Signora nella massima serie dove, nel 2012, concluse la sua carriera in bianconero con la ciliegina dello scudetto.

2012-2014, in giro per il mondo

… Vola il tempo lo sai che vola e va, forse non ce ne accorgiamo, ma più ancora del tempo che non ha età, siamo noi che ce ne andiamo …” Valzer per un amore, Fabrizio De André

È cosa nota il fatto che la fine di un amore possa rappresentare un lutto difficile da superare. È altrettanto noto il fatto che molti uomini provino a superare tale lutto partendo, lasciandosi tutto alle spalle. Una storia d’amore, quella tra Del Piero e la Juventus, lunga ben 19 anni. Nella decisione dell’ex numero 10 bianconero di lasciare Torino per andare alla scoperta dell’Australia prima e dell’India poi incise il fatto che, in Italia, non volle indossare un’altra maglia se non quella bianconera. Il popolo juventino, profondamente innamorato del suo beniamino, non avrebbe retto un dolore simile. Probabilmente, incise anche la voglia di vivere un’esperienza diversa, alla scoperta di luoghi e culture differenti rispetto al Bel Paese. Fu così che Alex, così com’è conosciuto ai più, fece le valigie e si stabilì per 2 anni a Sydney dove, in due stagioni, mise a segno 24 gol in 48 presenze con la maglia del Sydney FC. Ad agosto 2014, Delhi divenne la sua nuova casa e con la maglia dei Dynamos chiuse la carriera da calciatore alla sua maniera: calcio di punizione dal vertice sinistro dell’area di rigore e palla che si infila sotto l’incrocio dei pali dopo aver scavalcato la barriera.

2015-2019, tra l’Italia e il “Nuovo Mondo”

Le sfide ti fanno scoprire cose su te stesso che nemmeno conoscevi. Esse sono ciò che fa estendere il meccanismo, ciò che ti fa andare oltre la norma.” Cicely Tyson

Oggi, il ragazzo venuto da San Vendemiano, ha intrapreso uno nuova sfida decidendo di puntare forte su un fiore all’occhiello del Made in Italy: è divenuto, infatti, un imprenditore nel mondo della ristorazione. Si divide tra l’Italia e gli Stati Uniti dove, nel 2018, ha aperto il suo primo ristorante a Los Angeles nella celebre 3rd Street. Il No. 10 -questo è il nome del locale e non poteva essere altrimenti- propone cucina italiana con una forte prevalenza di piatti veneti. Nel 2019, l’ex fantasista della Juventus ha inaugurato il suo secondo ristorante, questa volta in zona Porta Nuova a Milano. Dopo una vita passata ad incantare sui campi di calcio di tutto il mondo, pare abbia deciso di stupire anche i palati più raffinati.

Sempre oggi, Alessandro Del Piero compie 45 anni. Questa è la storia di un campione che si è fatto apprezzare anche dai tifosi delle squadre avversarie, non solo per il suo talento cristallino ma anche perché, in oltre vent’anni di carriera, si è sempre distinto per i suoi comportamenti impeccabili, mai sopra le righe, un esempio di sportività sia per i grandi che per i più piccoli. Celeberrima fu la standing ovation che il Santiago Bernabeu gli tributò in seguito alla doppietta con la quale permise alla Juventus di stendere 2-0 il Real Madrid nel novembre 2008.

Alex Del Piero è stato un campione universale: “Pinturicchio” nel rettangolo verde -così come lo definì l’Avvocato Gianni Agnelli- e simbolo per una generazione di bambini nati a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 che, nei campi di periferia, cercava di replicare il “gol alla Del Piero”. Proprio tale gesto, ci riporta all’inizio di questa storia: ci siamo lasciati al 120′ minuto quando Alberto Gilardino serve Alex, letteralmente materializzatosi all’interno dell’area di rigore tedesca: tocco di interno destro e palla che si infila sotto l’incrocio dei pali alla sinistra di Lehmann.  Anche grazie a quel gol, l’Italia 5 giorni più tardi disputerà la finale contro la Francia nella notte di Berlino. Il resto è storia.

Gavino Vacca
Sin da piccolo, sono sempre stato un grande appassionato di sport e in particolare di calcio, anche se penso di essere più bravo a raccontarlo che a praticarlo. Classe '89, ho conseguito la laurea magistrale in Marketing e Comunicazione d'Impresa alla Sapienza di Roma. Per questo, tra un allenamento in palestra e una sessione di nuoto, scrivo anche di Business.
People
Previous reading
M9 – El Troso in visita al MUSEO DEL ‘900
Next reading
Sport Veneto in Rosa.