La fotografia può essere una scelta di vita?

Se potessi decidere come invecchiare, mi piacerebbe diventare come Letizia Battaglia, questa signora di 84 anni dai capelli rosa,  dalla vitalità travolgente, con negli occhi la gioia di vivere di chi ha visto l’orrore e ha saputo superarlo, raccontandolo.

Letizia Battaglia è la protagonista della mostra in corso alla casa dei Tre Oci a Venezia fino al 18 agosto.

Considerata una delle più grandi personalità della fotografia italiana e non solo, Letizia Battaglia potrebbe essere definita la prima fotoreporter italiana, essendo principalmente nota per le sue foto di Palermo scattate per il quotidiano “L’ora” negli anni più bui della storia recente della città, quelli della guerra di mafia, degli assassini dei giudici, delle stragi nelle strade.

Definirla fotografa di mafia però è senza dubbio restrittivo, significa rinchiudere uno spirito che ha inseguito la libertà a ogni costo, in fotografia e non solo.

La fotografia è arrivata a Letizia Battaglia come una salvezza; l’incontro con la macchina fotografica le ha permesso di essere se stessa e di esprimersi, di racchiudere le proprie esperienze in un percorso. E’ il guardare l’atto creativo profondo che caratterizza l’opera di Letizia Battaglia: il guardare la realtà con empatia, con il desiderio di conoscere e di comprendere. La fotografia, lo scatto, sono solo una conseguenza di questo guardare incessante, e avvengono in modo istintivo, quasi come un’esigenza fisica.

La curiosità, la libertà, il coraggio, l’empatia verso gli esseri umani, qualsiasi sia la situazione che si trovino a vivere, sono le caratteristiche della personalità e delle fotografie di Letizia Battaglia.

“Una buona fotografia è quando riesci a compattare i tuoi desideri, i tuoi sogni, il tuo essere in quello che vedi”: con queste parole Letizia Battaglia descrive la sua ricerca di vita, il suo essere dentro alle proprie fotografie, lo scatto fotografico proprio nel momento in cui si incontra l’emozione che si stava aspettando.

Letizia Battaglia non ama definirsi fotografa, di sé dice di essere prima di tutto una persona. In effetti non è stata solo fotografa, ma anche giornalista, politica, deputata e assessore. Una vita, la sua, sempre in prima linea, sempre coerente con i propri ideali di libertà.

La mostra ai Tre Oci non è una retrospettiva della grande fotografa: tra le 300 immagini in esposizione ve ne sono molte inedite, riemerse dagli archivi grazie al lavoro di recupero effettuato dalle curatrici nell’immenso archivio di negativi di Letizia Battaglia. 

Nella suggestiva cornice della casa dei Tre Oci non vi sono solo le immagini iconiche che l’hanno resa famosa, ma è possibile percorrere insieme a Letizia anche altri sentieri, ascoltare altri racconti, dedicati alle sue passioni come Pasolini e i suoi libri e la politica.

Frequenze Visive, sempre attenta agli eventi fotografici più interessanti, vi accompagnerà lungo questi percorsi, in una visita guidata alla mostra organizzata dall’associazione.

Sarà quindi un nuovo appuntamento per arricchire il proprio bagaglio di cultura fotografica e per conoscere in modo approfondito l’opera di questa grande fotografa, dalla vitalità inesauribile, che confessa: “più invecchio e più desidero vivere, desidero il tempo, per poter fare le cose, per poterle rifare, per vivere”.

La visita organizzata da Frequenze Visive alla mostra dei Tre Oci è programmata per domenica 19 maggio.

Informazioni e iscrizioni sul sito di Frequenze Visive. Non mancate!

Rita Rossi
Appassionata di arte, fotografia, cinema e scrittura, forse per compensare l'anima da ingegnere.
Faccio parte dell'associazione fotografica Frequenze Visive, per la quale mi piace scrivere di fotografia e di tutti gli eventi ad essa correlati.
By | 2019-05-18T14:57:55+02:00 Maggio 17th, 2019|Arte, Eventi Venezia, Fotografia|0 Comments

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