La Serie Tv Che Ti Obbliga a Riflettere: Black Mirror – Netflix

In una recente intervista di Alain Elkann pubblicata su La Stampa, Hanif Kureishi, scrittore, drammaturgo, sceneggiatore e saggista britannico (autore, fra gli altri, di “My Beautiful Laundrette” e il “Budda delle periferie”, inserito dal Times fra i 50 scrittori britannici più influenti dal dopoguerra), rispondendo ad una precisa domanda, ha concordato sul fatto che le serie TV siano da considerarsi come i nuovi romanzi, spiegando che: “A cena con gli amici tutti parlano di serie tv come una volta parlavano di cinema”.

Il titolista de La Stampa ha lievemente forzato, sparando a caratteri cubitali “Hanif Kureishi: Le serie TV sono la nuova letteratura”, che non è proprio quello che ha detto, ma resta il fatto che la qualità raggiunta negli ultimi anni dai prodotti televisivi sia molto, molto elevata. Sto pensando a Black Mirror, ad esempio.

Si tratta di una serie antologica prodotta inizialmente da Endemol, in cui ogni episodio fa storia a sé ed è autoconclusivo. La prima stagione risale al 2011 ed è giunta nel 2012 in Italia, su Sky. Nel 2015 i diritti sono stati acquistati da Netflix e quest’anno è uscita la terza serie.

Il nome Black Mirror è un riferimento allo schermo nero del monitor (del televisore o dello smartphone) spento e alla sua costante e pervasiva presenza nel mondo che attualmente viviamo (fateci caso, la maggior parte di noi, in questo momento ha un black mirror a meno di un metro di distanza).

Lo specchio nero è la lente mediante la quale alcuni aspetti della società contemporanea vengono rivisitati, distorti e portati all’esasperazione. In Black Mirror, infatti, ogni episodio propone un futuro distopico in cui il rapporto fra uomo e tecnologia genera situazioni inquietanti e disturbanti, che costringono lo spettatore a pensare.

Nel primo episodio della prima stagione, ad esempio (vabbè che son passati 5 anni, ma ocio allo SPOILER), si racconta del sequestro della principessa Susanna, membro della famiglia reale inglese, e della grottesca richiesta fatta per il suo rilascio: il Primo Ministro britannico dovrà avere un rapporto sessuale con un maiale in diretta tv mondiale.

Man mano che i tentativi di individuare il covo del rapitore falliscono, prende corpo il dramma vissuto dal Primo Ministro il cui rifiuto di sottostare al ricatto viene sempre più osteggiato dall’opinione pubblica. Ecco quindi che l’escamotage dell’assurdo ricatto permette di liberare un cinico sguardo sul delicato rapporto fra politica, mass media ed opinione pubblica, aprendo questioni sociologiche, etiche e morali cui solo le riflessioni dello spettatore potranno dare risposta.

È così per ogni episodio di Black Mirror: si affrontano tematiche di spessore (la vita oltre la morte, l’eccesso di esposizione mediatica, la reputazione e il bullismo on line e via di questo passo) che non si esauriscono con la semplice visione della puntata, anzi. Alla fine resta sempre qualcosa su cui ragionare e di cui discutere con qualcuno. Molto spesso queste discussioni vengono condivise con gli altri spettatori, non solo a cena fra gli amici di Kureishi, ma, ad esempio, in siti come Reddit dove il confronto fra le differenti interpretazioni sulle implicazioni etiche e morali della trama lascia sovente la sensazione di aver imparato qualcosa.

Se non avete ancora visto Black Mirror e volete farlo in maniera legale, il modo più semplice e meno oneroso di vedere le tre stagioni uscite finora (le prime due sono di tre episodi ciascuna, la terza di sei) è sfruttare il mese di prova gratuito che offre Netflix.

Autore: Ludo

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