Le Borse delle Donne

Avete mai provato a mettere le mani nella borsa di una donna? Se ne avete il coraggio, tanti auguri!

Sto parlando di un mondo parallelo che vive autonomamente e che si riproduce in modo costante: un bazar dalle mille risorse, probabile eredità lasciataci da Mary Poppins. Se conto quante volte in un giorno non trovo il cellulare nella borsa, arrovellandomi nell’immaginare dove l’abbia perso, per poi ritrovarlo sotto qualche improbabile oggetto, posso arrivare a un grosso numero.

Per bilanciare la questione, spesso arriva una chiamata e l’aggeggio infernale non si trova, perfettamente plasmato all’interno, mimetizzato in modo da fare invidia al più scafato dei camaleonti. Senza contare tutte le volte che esco con il dubbio di non averlo, cominciare a cercarlo in tutto quel marasma nella fretta di una mattina fantozziana, nella quale ogni secondo è già programmato per fare tutto ciò che serve per arrivare puntuale alle mie destinazioni, dove quindi ricercarlo sovverte tutte le più certosine pianificazioni: ansia, sudore a freddo, la vita che passa davanti, fino alla rivelazione. Lui c’è!

Fare un inventario di tutto il contenuto della borsa è sicuramente un’impresa titanica e bisogna, inoltre, considerare che la cosa diventa molto più complessa se la donna in questione è pure dotata di prole: una quantità di suppellettili salva vita non può che aggravare una situazione già precaria. Una delle regole comune a tutte è sicuramente quella che qualunque cosa venga inserita non verrà tolta mai più e che l’unico modo di uscirne sia di trasformarsi in polveri sottili e fluttuare nell’aria.

Se solo potessi contare i cioccolatini sciolti e mummificati che ho inavvertitamente trovato. Immagino che in funzione di ciò, ovvero cibo scaduto e dimenticato, la percentuale di batteri contenuta, possa essere inquietante per chi, come me, non tocca mai maniglie in giro, si lava spesso le mani, cerca di evitare il contatto con i carrelli del supermercato, ma questa è un’altra storia. Resta sicuramente un mistero che nessuno degli improbabili programmi televisivi che si occupano di occulto e similari, il motivo per cui ogni volta si trasferisce il contenuto da una borsetta a un’altra, nonostante nel passaggio vengano eliminati pezzi obsoleti per i quali neanche il più stoico degli accanimenti terapeutici possa giustificarne la presenza, il peso aumenta! Il peso è indubbiamente una delle note più dolenti.

Dovrei innanzitutto considerare che oramai questo elemento è geneticamente modificato in una sorta di corsa al record da guinness dei primati per pesare sempre di più già da vuoto. Ogni volta che un uomo deve tenere in mano una borsa anche per pochi secondi, viene sbilanciato talmente che Torre di Pisa, levati! I commenti che ne sortiscono ogni volta sono gli stessi, ma ormai ne siamo abituate. Bisognerebbe avere due borse per bilanciare il peso ed evitare scoliosi o similari.

Talvolta mi viene la bizzarra idea di cambiare borsa parzialmente e momentaneamente, quindi solo per un giorno, spostando il più stretto necessario per non dover sopportare l’oppressione di tanta gravità terrestre concentrata su di me. Il risultato è sempre lo stesso, perfettamente applicato a una delle regole fondamentali: se sposti solo alcune cose, è sicuro che ti serviranno quelle che hai lasciato a casa. Così tutti i buoni propositi di semplificare se ne vanno in fumo come un qualunque referendum costituzionale.

Sono sempre più dell’idea che rovistare in una borsa per cercare qualcosa di specifico debba essere classificato come sport estremo.

Credo anche che un tweet di Vladino77 sintetizzi bene tutto il concetto: quello che disse “chi cerca trova” evidentemente non aveva mai aperto la borsa di una donna.

 

 

Monica Penazzato
Costume e Ilarità LIFESTYLE
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