Luna Park di Livia Rocchi

Luna Park, un libro per ragazzi e perfetto per gli adulti

Il libro di cui vi voglio parlare oggi non è uno dei soliti romanzi a cui vi ho abituato nel corso del tempo, questo è particolare, coinvolgente e molto dolce anche se con uno sfondo di dolore assai radicato.

Mi riferisco a “Luna Park” di Livia Rocchi, un libro per ragazzi edito dalla casa editrice Camelozampa che ha riscosso molto successo tra pubblico e critica regalando alla sua autrice molta soddisfazione!

Ho avuto il piacere di conoscere Livia qualche mese fa e sono stata piacevolmente colpita dal suo carisma e dalla passione che mette nel suo lavoro. Lei è una scrittrice affermata con molta esperienza alle spalle che non risparmia di divulgare la sua conoscenza a ragazzi e adulti dispensando consigli e aiuti.

Torniamo al libro…  Benny e Stella sono due amici, legati da un rapporto indissolubile a cui entrambi tengono tantissimo. Hanno tredici anni e frequentano la stessa classe. Benny vive una situazione famigliare molto tragica: il padre è un tipo violento e lui e la madre vivono nel terrore. Un semplice ritardo fa temere il peggio! Oltre a questo, viene deriso e isolato dai suoi compagni per un difetto fisico e perché ha difficoltà mnemoniche.

Stella, invece, è una ragazza di buona famiglia, il padre un ricco imprenditore sta ultimando la costruzione di un Luna Park e tutti i concittadini ne aspettano con ansia l’inaugurazione. Nel frattempo però un Luna Park si fa largo fra i sogni, metafora della violenza domestica, dimostrazione che anche un luogo bello può avere aspetti negativi e incutere paura; un parallelismo tra la famiglia dove ci si dovrebbe sentire al sicuro e la triste realtà dove non tutto è come sembra.

Appare spesso. Nel bel mezzo della notte. A casa mia. Non è un luna park fantasma. È un luna park segreto. Se anche volessi parlarne, come potrei? Le giostre cambiano in continuazione. A volte tornano, a volte no. Non è un sogno. No, di sicuro. Voi non ve lo sognate nemmeno

Ho avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con Livia per approfondire l’argomento e farmi raccontare le sue impressioni sul suo affascinante lavoro.

L’intervista con l’autrice Livia Rocchi

  • Il tuo libro tratta un argomento molto delicato, la violenza domestica, un tema purtroppo molto attuale e quasi sempre presente negli episodi di cronaca. Spesso non ci si ricorda che anche i figli vengono coinvolti nei problemi tra i genitori e, anche se non direttamente picchiati, soffrono comunque un terrorismo psicologico che mina la stima in sé stessi e la fiducia verso il prossimo. Qual è stato lo spirito con cui hai scritto questo libro? Volevi dare un insegnamento o piuttosto dimostrare la tua vicinanza alle piccole vittime di queste tragedie?

Volevo parlare di un tema difficile da un punto di vista molto sottovalutato: quello dei bambini. Si parla spesso (ma mai abbastanza) di violenza domestica, è stato coniato il termine femminicidio, ma molti non hanno mai sentito parlare di “violenza assistita” che è proprio il termine giuridico per indicare violenze e reati commessi sotto gli occhi dei minori. Spero di aver dato voce ai bambini che, pur non venendo toccati fisicamente, subiscono questa tortura psicologica, a volte per anni e anni, senza che nessuno intervenga, magari anche vergognandosene. L’obiettivo era mostrare che certe vicende non sono rare e che ci può essere una via d’uscita se ci si rivolge a veri esperti (i centri antiviolenza). Ai lettori volevo mostrare che certe situazioni non sono colpa di chi le subisce senza poterle impedire; sembrerebbe ovvio, ma non lo è per niente.

  • L’amicizia che unisce Benny e Stella è un sentimento puro e disinteressato, molto raro da trovare al giorno d’oggi. Cosa hanno in comune questi due giovani e perché sono così legati?

I compagni li tengono a distanza per motivi opposti: lei è troppo perfetta (bella, intelligente, di buona famiglia…), lui è considerato “troppo imperfetto” (difetti fisici, pessimi voti, pessima famiglia…). Ma non sono amici per la scontata teoria “gli opposti si attraggono”, e nemmeno per sconfiggere le loro solitudini. A tenerli uniti è la grandissima capacità di provare empatia che li caratterizza entrambi. Infatti si capiscono senza bisogno di parole, si aiutano senza bisogno di richieste e sono totalmente “alla pari”. Lui c’è per lei, lei c’è per lui, da sempre, senza un secondo fine. Ci tenevo tantissimo a raccontare anche l’amicizia tra maschi e femmine: personalmente ci credo molto e credo possa essere uno degli antidoti alla violenza di genere. Una storia d’amore può finire e bisogna imparare ad accettarlo, ma può anche trasformarsi in un altro tipo di legame. Forse, capire questo potrebbe aiutare a soppiantare i vari “o mia o di nessun altro” che portano a tante tragedie. Lo spero molto.

  • Le giostre e le attrazioni del Luna Park che appaiono ogni sera, sono una metafora per spiegare i gravi problemi familiari dei protagonisti. Non è un sogno ma una brutta realtà… come sei riuscita a conciliare un’aspetto così ludico e piacevole come il parco divertimenti ad un aspetto così inquietante?

È stato proprio cercato e voluto: raccontare una cosa terribile attraverso qualcosa di bello, un incubo attraverso un sogno. Ho pensato questa metafora perché la trovo potentissima. Trasformare il luna park, un luogo divertente dove si sta bene, in un vero e proprio orrore mi è servito a mostrare il tema di fondo del libro: la famiglia dovrebbe essere il “luogo sicuro e felice” per eccellenza, ma non tutte le famiglie sono così. A volte diventano luoghi di orrore da cui non si riesce a scappare.

  • Da anni scrivi per ragazzi, il tuo lavoro è molto importante perchè non devi solo raccontare una storia ma sei ben cosciente che le tue parole lasciano un segno nell’anima dei giovani nel periodo di grande cambiamento che stanno affrontando, come vivi questo ruolo?

Con tanto entusiasmo e la consapevolezza della grande responsabilità che questo lavoro comporta. Cerco di studiare tantissimo, di prepararmi, di riflettere. Soprattutto cerco di non dare insegnamenti nei miei libri, sarebbe presuntuoso e sarebbe inopportuno. Racconto storie e spero che aiutino a farsi delle domande, a cercare risposte che non saranno uguali per tutti e che io non ho l’ambizione o la presunzione di dare.

  • Quanti libri hai all’attivo?

Come libri singoli ho i tre romanzi (per ora) della serie Talent Angels, Camelozampa Editore: sono gialli per ragazzi dai dieci anni in su che raccontano anche di incontri tra culture e caratteri diversi e offrono una finestra su certi meccanismi nascosti dietro le luci sfavillanti del mondo dello spettacolo. Ma a parte i romanzi ho pubblicato un po’ di tutto: libri scolastici, ben trenta mini libri di geografia che hanno come protagonista Geronimo Stilton, una cinquantina di racconti su riviste e antologie, filastrocche, enigmistica, saggistica… Mi piace spaziare tra tutte le età, i formati, i registri (adoro la scrittura umoristica) e mettermi alla prova in progetti sempre nuovi.

  • Ci sono altri lavoro in corso d’opera? Puoi anticipare qualcosa?

Molti: un manuale sulla scrittura per ragazzi destinato agli adulti, un manuale di scrittura creativa destinato ai ragazzi che ho progettato durante i laboratori che tengo da anni in alcune scuole secondarie di primo grado. Il 6 settembre uscirà per La Margherita Editore il mio primo albo: è illustrato da Francesca Cavallaro e si intitola Bimbalabim, una magia di colori. Ma ho anche molti altri progetti in cerca di editore: un alfabetiere, una serie di racconti in rima, un fantasy, un romanzo per ragazzi su un altro tema molto difficile, alcuni testi per albi illustrati…

  • Dove è possibile acquistare questo libro?

In tutte le librerie (se non è presente si può ordinare). Di sicuro, qui in zona, è disponibile alla Libreria Morelli di Dolo che in aprile mi ha ospitato anche per una presentazione.

  • Hai delle date già fissate per la presentazione di questo libro?

Per il momento no, ma ho richieste un po’ in tutta Italia. Di sicuro mi piacerebbe portarlo nelle scuole della nostra zona, magari come spunto di discussione con i ragazzi e le ragazze; grazie a Camelozampa, il mio editore, siamo entrati in contatto con il Centro Veneto Progetti Donna che tra le varie attività gestisce anche un Centro Antiviolenza a Padova; ci ha già affiancato in alcune iniziative e, spero, sarà con noi anche nelle prossime occasioni di incontro.

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Gloria Gallo
Pianighese d’origine, ma ormai da qualche anno vivo in un altro paese. Laureata in Scienze della Comunicazione a Venezia, da anni collaboro con associazioni culturali, riviste e siti web parlando di quello che mi piace di più: i libri! Amo la lettura, la scrittura, la letteratura e la storia contemporanea. Il mio più grande difetto è che non riesco a “star ferma”: ho sempre bisogno di nuove avventure e di stimoli sempre diversi. Mi piacciono le sfide e cerco sempre di trovare il lato positivo nelle cose perché penso che la realtà sia tanto difficile già di suo senza doversi fossilizzare su quello che non va.
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