La tragica morte di Andrea Prospero, uno studente universitario di 19 anni originario dell’Abruzzo, ha scosso l’opinione pubblica, sollevando interrogativi inquietanti sulle dinamiche che hanno portato al suo suicidio avvenuto in diretta in una chat su Telegram. Andrea è scomparso il 24 gennaio 2023 e il suo corpo è stato trovato il 29 gennaio in un bed & breakfast di Perugia. Le indagini condotte dalla Procura di Perugia hanno rivelato dettagli agghiaccianti, portando all’arresto di un ragazzo di 18 anni accusato di istigazione al suicidio e di un altro giovane indagato per aver fornito il farmaco con cui Andrea si è tolto la vita.
dettagli inquietanti delle indagini
Il caso di Andrea Prospero ha attirato l’attenzione non solo per la modalità drammatica della sua morte, ma anche per i dettagli che emergono dalle indagini. Gli inquirenti stanno cercando di fare chiarezza su diversi aspetti della vita del giovane, inclusi i suoi comportamenti online e le sue interazioni. Tra i reperti trovati nel monolocale in cui è avvenuto il suicidio, figurano:
- Cinque telefoni
- 46 SIM card
- Due carte di credito
Questi elementi hanno portato gli investigatori a ipotizzare che Andrea fosse coinvolto in attività di “cracking”, ovvero l’accesso non autorizzato a sistemi informatici. Tuttavia, queste teorie devono ancora essere confermate e al momento rimangono solo ipotesi.
l’uso di psicofarmaci e la fragilità emotiva
Uno degli aspetti più inquietanti della vicenda riguarda l’acquisto e l’assunzione di psicofarmaci da parte di Andrea. L’autopsia ha confermato che il decesso è avvenuto per overdose di farmaci, presumibilmente acquistati online in modo illegale. Il giovane che ha fornito i medicinali è attualmente sotto inchiesta. Le indagini hanno rivelato che Andrea aveva iniziato a procurarsi psicofarmaci mesi prima della sua morte, presumibilmente per affrontare un malessere interiore causato dalla lontananza dalla famiglia e dalla difficoltà di integrarsi con i suoi compagni di corso. In alcune chat, Andrea si riferiva alla sua famiglia come a un “rifugio sicuro”, evidenziando la sua vulnerabilità emotiva.
le ultime interazioni e l’arresto
La notte del suicidio, Andrea ha interagito con il suo interlocutore in chat, il quale lo ha incoraggiato a ingerire sette compresse di Oxycontin, un potente oppiaceo. Le ultime conversazioni tra i due sono state ricostruite dalla polizia, mostrando un quadro agghiacciante. L’indagato ha spinto Andrea a consumare i farmaci e a bere vino, dicendogli di “morire”. Tra le frasi più inquietanti, il giovane ha detto: “C’è la puoi fare, vai, ammazzati”. Queste parole dimostrano non solo una mancanza di empatia, ma anche una spietatezza sconcertante.
L’arresto del 18enne ha portato alla luce ulteriori interrogativi sulla dinamica di quella tragica serata. Oltre a lui, altri giovani potrebbero aver assistito in diretta alla morte di Andrea. Dopo che il ragazzo non ha più risposto, un altro utente della chat ha commentato la situazione, evidenziando la loro indifferenza nei confronti della vita del giovane. “Parla con un morto”, ha detto, dimostrando una totale disconnessione dalle conseguenze delle loro azioni.
Il caso di Andrea Prospero non è solo una tragica storia personale, ma un richiamo urgente a riflettere su temi come la salute mentale, l’uso dei social media e l’educazione sui rischi legati all’assunzione di sostanze. La sua morte ha evidenziato la necessità di un dialogo aperto e di un supporto concreto per i giovani, per prevenire simili tragedie in futuro. Le indagini sono ancora in corso e si spera che possano fornire risposte definitive per la famiglia di Andrea e per un’intera comunità sconvolta da questa drammatica vicenda.