Nobuyoshi Araki: le Sue Donne, le Sue Fantasie e il Suo Giappone

Questo mese, insieme a Frequenze Visive, vi raccontiamo di uno dei fotografi contemporanei più discussi, il giapponese Nobuyoshi Araki.

Si è appena conclusa a Milano, in quello splendido scrigno di design che è la galleria Carla Sozzani, la mostra di Nobuyoshi Araki intitolata “Araki Amore”, visitata dall’associazione Frequenze Visive in occasione della sua ultima gita organizzata.

Araki è, forse, uno dei fotografi contemporanei più discussi e controversi. Le sue foto, di grande perfezione formale, dai colori saturi e cariche di tensione, raccontano di atmosfere oniriche e sono piene di simboli; ci portano dentro i sogni dell’artista e da lì a contatto con il nostro stesso inconscio. Vi sono spesso ritratte donne, bellissime nella loro femminilità, che però non è mai serena. Vestite e svestite da geishe, sembrano voler raccontare i contrasti e le difficoltà dell’essere donna oggi in Giappone e in generale in tutto il mondo. Spesso legate, apparentemente ferite, succubi della violenza della società, espressa ora in maniera simbolica, ora in maniera esplicita, esse rimangono mute e incapaci di difendersi. L’unica difesa sembra essere racchiusa nella sensuale bellezza che dona loro una dignità intoccabile.

Le foto di Araki sono in continua tensione tra eros e thanatos: raccontano dell’amore, del sesso, ma anche della morte e della violenza, a volte sono molto dure, quasi insostenibili, a volte invece ironiche e leggere, quasi divertite. Sono sempre immagini dense di sensualità, anche laddove si tratti di nature morte o di fiori – bellissime le orchidee ritratte, fortemente evocative del sesso femminile.

Araki attraverso le sue foto ci racconta anche molto del Giappone contemporaneo; include nelle sue immagini viste della sua città, Tokyo, molti elementi tipici della cultura giapponese, come il kinbaku (che letteralmente significa “nodi stretti” e che è una pratica di legatura erotica con corde), oppure giocattoli che richiamano il genere cinematografico del Kaiju, cui appartiene per esempio Godzilla.

Le foto di Araki non sono sempre di facile lettura perché ricche di simboli e rimandi; sempre provocatorie, la loro visione mira a scuotere l’animo di chi guarda e sicuramente non può lasciare indifferenti.

Rita Rossi
Appassionata di arte, fotografia, cinema e scrittura, forse per compensare l'anima da ingegnere.
Faccio parte dell'associazione fotografica Frequenze Visive, per la quale mi piace scrivere di fotografia e di tutti gli eventi ad essa correlati.
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