San Valentino o San Faustino? Love On Sale

San Valentino o San Faustino? Questo è un problema. Forse. E’ già di nuovo San Valentino, dovremo farcene una ragione.

Dice Wikipedia, che la festa di San Valentino è una ricorrenza dedicata agli innamorati e celebrata in gran parte del mondo.

E’ tutto cominciato con San Valentino da Terni, martire cristiano di cui l’originale festività è stata istituita nel lontano 496, ma è diventata solo nell’alto medioevo una festa incentrata sullo scambio di messaggi d’amore fra innamorati. Inizialmente nei paesi anglosassoni il tratto più caratteristico della festa era lo scambio di valentine, ovvero bigliettini d’amore sagomati a forma di cuore,di cupidi e tutto ciò che trasuda sentimento. Gli anglosassoni sono stati imitati altrove, quindi anche da noi: mai che ci facciamo sfuggire la possibilità di copiare festività altrui a fin di bene (economico di pochi), ultima in ordine di tempo Halloween.

A partire dal XIX secolo la tradizione è diventata commercializzazione e produzione industriale di tali bigliettini. E qui casca l’asino. Da qui parte tutto e ci riporta dove vanno a finire tutte le feste: nel consumismo. Sia ben chiaro, lungi da me nel voler demonizzare tutto ciò. C’è molta gente che ci campa nell’indotto del consumo. L’importante è esserne consapevoli e farsi strumentalizzare con moderazione.

L’uso e l’abuso sono nocivi, tutto il resto è accettabile. E’ così bello e rinfrancante vedere tanto amore concentrato tutto in un solo giorno. Promesse di amore eterno pullulano nel web. Un’orgia di sentimenti ci porta via tutti, trascinandoci solo apparentemente contro la nostra volontà perché è risaputo, quel giorno lì, ci amiamo follemente. E’ un qualcosa che alberga nel nostro subconscio senza che ce ne rendiamo conto completamente. E’ come se il nostro organismo forse programmato a nostra insaputa (pure quello!) ad amare più che in qualunque altro momento, proprio solo quel giorno lì. Un disegno superiore a noi che ci fa accomunare in tanta gioia e affetto.

Poi ci dimentichiamo se nella nostra coppia ci sono dei problemi, viene tutto sospeso, l’assuefazione all’amore di quel giorno astrale cancella tutto. Non si potrebbe far estendere San Valentino a tutti i giorni dell’anno? O almeno a giorni alterni? Ci sarebbe anche più pace nel mondo, forse. Si potrebbe organizzare una petizione? Un referendum? Raccogliamo le firme!

Non si litigherebbe più con nessuno, in nessuna occasione. Al lavoro, in giro per strada con il furbetto che ti taglia la strada,  con chi ti ruba il posto in coda, con chi tenta di scipparti e mi fermo qui. No, siamo innamorati e felici, nulla ci può più turbare.

Se sospetti che lui ti tradisca, non ti interessa più a San Valentino, in fondo vi amate tanto. Certo, c’è il rischio che il giorno dopo tu abbia la possibilità di festeggiare anche San Faustino, ma che importanza può avere? Guarda il bicchiere mezzo pieno: festeggi due volte e fai pure la festa a lui (nell’ambito della legalità, uccidere il traditore non è ancora consentito dalla legge, neanche se fatto in modo indolore per lui).

Perché, insomma, a volte la coppia scoppia e si passa da un santo all’altro in men che non si dica. Sento continuamente riferire storie reali vissute di persone normalissime che vivono vicino a noi tutti, che vanno ben oltre le fantasie degli sceneggiatori di tante soap opera. Io stessa racconto di storie sentimentali “disordinate” nel mio primo romanzo. Spesso mi sono chiesta se avevo abusato della mia fantasia nel raccontare di certe relazioni, ma poi ho sentito e sento regolarmente racconti di realtà che fanno impallidire la mia immaginazione. Così mi torna in mente una volta di più, una frase di David Riondino: “la coppia è un insieme di tre persone delle quali una è momentaneamente assente”. In questo caso diventa più complicato festeggiare in due, che si fa con la terza persona, soprattutto se questo qualcuno esiste all’insaputa (anche questo!) di quell’altra persona? In questa coppia ci sono tre ottimi candidati per San Faustino.

Il povero San Faustino non è nemmeno citato da Wikipedia, non ha bigliettini decenti, un qualche gadget appropriato. Non ancora.

Meglio festeggiare San Faustino da soli o San Valentino in tre?

Di fronte a questo annoso dilemma, mi torna in mente Woody Allen, che mi ispira così tanto da molti anni ormai, famoso anche per essere ipocondriaco.

Le due parole più belle non sono “Ti amo” ma “è benigno.” Auguriamo tanto amore a tutti.

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