Sergio Rodella: Mostra a Vigonovo Venezia

Il settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche del comune di Padova ha reso omaggio allo scultore vigonovese Sergio Rodella, dedicandogli la scorsa estate una mostra dal titolo “Sculture di Sergio Rodella. Olt-realismo”.

La rassegna ha visto in esposizione una consistente selezione di opere realizzate durante tutta la vita artistica dello scultore. Quarant’anni di lavoro concentrati nell’Agorà del Centro culturale Altinate San Gaetano, presso l’ex tribunale padovano. Sergio Rodella ama scolpire il legno, il rame e le resine, anche se la sua più grande passione resta il marmo, un materiale difficile da plasmare, scoperto durante gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia.

Sergio Rodella, padovano di nascita e veneziano di adozione, è stato per molti anni insegnante all’istituto d’Arte Pietro Selvatico di Padova. Le sue opere sono sparse in tutto il mondo. Il comune di Padova è riuscito a raccoglierne una quarantina. Per arrivare nella città patavina alcune composizioni hanno viaggiato per migliaia di chilometri. In esposizione anche il “Cristo in marmo nero del Belgio”, una delle sue opere più raffinate, “l’Apocalisse” e il gruppo de “I due ladroni”. Presenti, tra le altre, il bassorilievo in bronzo sul tema della pace collocato al Parco Grandina di Padova, l’Icaro in bronzo posto allo stadio di Noventa Padovana, una scultura in bronzo e marmo del Tribunale di Padova, il san Michele in bronzo e acciaio di piazza Dante a Grammichele di Catania, la porta bronzea della chiesa di Fossò, la Pietà in bronzo installata a Santa Teresa di Gallura (Ot), il Battistero della chiesa di Noventana (Pd), la Madonna in marmo del cimitero nuovo di Vigonovo e l’altare del “Cristo Deposto” della chiesa di Vigonovo,

Rodella ha vinto premi e riconoscimenti in tutto il mondo. Viene definito dai critici d’arte uno dei migliori scultori contemporanei d’Italia, “nelle cui opere si riconoscono la forza plastica delle sculture di Michelangelo, il piacere manieristico della forma, la splendida capacità barocca di lavorare i materiali e la raffinatezza settecentesca della bellezza formale”.

Autore : Vittorino Compagno

 

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