Sport e Adolescenza

In questi giorni una scuola superiore del comune di Padova mi ha chiesto di fare una lezione ai ragazzi sull’importanza dell’attività sportiva in età evolutiva in concomitanza con le giornate dello sport. Devo ammettere che quando mi è stata fatta questa proposta, pur essendo una attività di totale volontariato in quanto (purtroppo) gli istituti scolastici non hanno ricevuto ne sponsorizzazioni e nemmeno finanziamenti per promuovere le giornate dello sport, ho accettato di buon grado di donare tre ore del mio tempo facendomi sostituire in parafarmacia in quanto l’idea di questa esperienza mi ha riportato alla mia adolescenza quando la mia vita era sport, casa e scuola.

In più rimane un importante occasione per il farmacista di riprendersi quel ruolo di educatore al corretto regime alimentare, promotore della salute e del corretto stile di vita che deve essere prerogativa di tutti gli operatori sanitari in qualsiasi ambito operino. Spesso mi capita in parafarmacia che dei genitori siano preoccupati per la resa scolastica dei figli che fanno sport a livello agonistico. Quando si presentano situazioni del genere riporto ai genitori preoccupati sempre l’esempio di un grande uomo dell’atletica italiana Pietro Mennea.

Quasi tutti gli Italiani conoscono la grandezza sportiva e la determinazione di questo uomo, che con il Suo carattere e la Sua abnegazione è riuscito nonostante provenisse da un paese dove le strutture per fare sport erano scarse e da una famiglia senza precedenti sportivi è riuscito ad arrivare ai massimi livelli dell’atletica leggera ed ad ottenere ben quattro laure oltre a divenire parlamentare europeo.

Per comprendere questo concetto non ci dobbiamo dimenticare che tutte le funzioni del nostro organismo sono regolate sia consciamente che inconsciamente dal cervello. Recenti studi poi hanno dimostrato come una corretta e costante attività fisica influisca sulle funzioni cognitive andandole a migliorare. Porta sicuramente a migliorare la resistenza aerobica e la forza muscolare, ridurre i rischi di obesità, aumentare la densità ossea, aumentare l’autostima e la consapevolezza nei propri mezzi, diminuire lo stress e l’ansia.

Non ultimo, se il ragazzo ha un impegno costante saprà organizzarsi al meglio e un’esperienza in uno sport agonistico lo porterà a saper affrontare importanti situazioni di stress come un esame universitario o un colloquio di lavoro e perchè no anche lo stress di chiedere ad un coetaneo un appuntamento galante.

Mi sono sempre chiesto come mai in molti paesi esteri ci sia un’attenzione particolare alle scuole dello sport,  veri e propri istituti scolastici che permettono a un ragazzo di buon livello sportivo di studiare, laurearsi e raggiungere i massimi livelli sportivi e invece in Italia siano partiti solo dei progetti interessanti, alcuni si sono anche concretizzati, ma si sia ancora davvero molto lontani. Probabilmente le nostre istituzioni dovrebbero comprendere che se più ragazzi facessero sport a livello agonistico forse in futuro avremo un’Italia migliore con meno delinquenza sulle strade, un popolo con i valori del sacrificio e del rispetto delle regole.

Chiudo questo articolo riportando le ultime raccomandazioni  della Consensus Conference internazionale sugli orientamenti dell’attività fisica per gli adolescenti. Gli input sono chiari: un adolescente per essere fisicamente attivo sia nel gioco, nello sport, nel lavoro ed esercizio fisico programmato deve impegnarsi per almeno sessanta minuti giornalieri in un esercizio fisico a media-alta intensità.

Chiedo ai genitori di porsi questa domanda e rispondersi adeguatamente: mio figlio quanta attività fisica svolge? Ne farà abbastanza?

Buon allenamento a tutti!

Emanuele Veronese
SALUTE E BENESSERE Sport
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