Un aneddoto di business.

Quando ero piccolo mio papà mi presentò un suo collaboratore, a cui darò il nome inventato di Mario, che lavorava per lui come ditta esterna e mi diceva sempre: “Mario oltre ad essere volenteroso, intelligente, tecnicamente preparato ha quel qualcosa in più che lo porterà lontano”.

A poco a poco questo ragazzo, grazie alle sue capacità e alla sua intelligenza, fece crescere la sua azienda a livelli molto elevati.

Crescendo ho avuto l’opportunità di lavorare per Mario che ormai era diventato adulto, per dare un’idea se io avevo 30 anni lui 55, la sua attività era cresciuta tantissimo e si era strutturato.

Era stato in grado di partire da solo come artigiano per arrivare ad essere azionista della sua azienda insieme ad altri soci e fatturare circa 35 milioni di euro l’anno.

Ovviamente nutrivo e nutro tuttora una grande ammirazione nei suoi riguardi e quando ne avevo la possibilità cercavo di parlare con lui per capire quali caratteristiche avesse per riuscire a ottenere tali risultati.

Un giorno ero nella sua azienda e uno dei suoi manager mi chiama e mi dice che Mario era di nuovo stato la discriminante fondamentale per chiudere il contratto a cui erano dietro da diversi mesi.

Per portare alla chiusura del contratto erano stati impiegati tutti i responsabili dei vari uffici, avvocati e i soci dell’azienda, l’unico assente era Mario che non è mai voluto essere presente agli incontri tra le parti.

Probabilmente Mario era distratto dal suo nuovo hobby, infatti da circa sei mesi aveva deciso di dedicare un po’ di tempo a sé stesso e passare più tempo in palestra ad allenarsi e bere qualche birra con i suoi compagni di allenamento.

Arrivato il giorno della firma del contratto tutte le parti si sono incontrate nella sala riunioni, l’aria era tesa, gli avvocati intenti a leggere e discutere ogni postilla, il nervosismo si avvertiva e si tagliava con il coltello e i soci di Mario si chiedevano perché lui continuasse a non essere presente visto il momento delicato.

Ad un certo punto Mario entra nella sala i suoi soci lo guardano cercando di fargli capire l’atmosfera, tre dei quattro dirigenti della “controparte” lo salutano calorosamente dicendo: ”Ciao come stai? Non sapevamo che fossi tu il terzo socio, che piacere!”.

A questo punto la strada era in discesa e la firma praticamente assicurata.

Il giorno che mi hanno raccontato questo fatto ho capito perché Mario avesse tanto successo nel business, aveva compreso che in quella trattativa così lunga e delicata la cosa che sarebbe venuta a mancare era la fiducia non certamente le capacità tecniche o contrattuali che ha lasciato svolgere ai suoi collaboratori.

E’ stato in grado di vedere la situazione da una prospettiva diversa che gli offriva una visione più ampia, è stato intelligente e lungimirante ha capito quale fosse l’elemento mancante che poteva trasformare nel suo punto di forza.

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Davide Fabio
Imprenditore, NLP Coach certificato Master Business practitioner, formatore.

Master in project management.

Aiuto le persone ad ottenere risultati straordinari nel Business e nella vita personale.
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