Uomini e Api

Ecco una storia che interesserà gli appassionati della Riviera del Brenta e dei suoi personaggi e anche agli amanti del delizioso miele.

All’inizio dell’estate, uscendo dal comune di Dolo, notai un’ iscrizione che non avevo mai osservato prima: una targa in pietra che raffigurava qualcosa che non riuscivo a riconoscere.
Spinto dalla curiosità ho ricercato qualche informazione sui libri e su internet e ho scoperto che in quella strana effige sulla parete frontale del comune era raffigurato un favo e  due api con una iscrizione di ringraziamento a un tal signor Frantisek Hruska.
Alla maggior parte di noi questo nome non dirà molto, a parte forse qualche appassionato di apicoltura, ma in passato in Riviera egli era un personaggio molto noto. La sua permanenza qui era caduta nel dimenticatoio per molti anni e a riportare alla luce la fama del personaggio è stato Luigino “Gigi” Artusi, cittadino dolese che con caparbietà ne ha ricercato la storia, spinto, come egli stesso spiega, dall’incontro casuale con una coppia ceca che tentava di risalire a dove avesse dimorato Hurska a Dolo.

Dalle ricerche di Artusi si scoprì che Hruska era un maggiore viennese, che ritiratosi dalla vita militare durante la quale si era distinto per azioni valorose, era approdato a Dolo nel 1865 in una grande villa-fattoria dote della moglie, una contessa, con la quale aveva avuto cinque figli. La villa ospitava un enorme apiario, tra i più grandi mai realizzati a quei tempi, coronamento di un sogno che Hruska aveva da tempo. La sua passione lo portò a scoprire una tecnica per recuperare il miele senza rovinare i favi e senza uccidere le api che sfociò nella costruzione del primo smielatore della storia: una macchina costituita da un recipiente cilindrico entro il quale i favi, fissati ad un perno centrale, ruotano vorticosamente liberando cosi il miele per forza centrifuga.
Ironia della sorte vuole, come spesso accade per le grandi scoperte, che sia stata del tutto casuale l’ idea che lo portò a tale  rivelazione. Fu osservando uno dei suoi pargoli, che per gioco aveva fatto girare a forte velocità un alveare dentro a una cesta facendo uscire del miele,  che pensò a come usare tale azione in maniera proficua.
Questo sistema ebbe fortuna e portò a Hruska dei riconoscimenti oltre che beneficio economico.

Purtroppo poi l’inventore decise di vendere la villa e di trasferirsi a Venezia dove non ebbe altrettanto successo con gli affari e cominciò così un lungo periodo di crisi economica che durò fino alla sua morte . Ciò nonostante durante i suoi funerali, a conferma della sua enorme fama , si presentarono molte alte cariche sia civili che militari.
Si ignora dove egli sia stato sepolto e nemmeno dove fosse esattamente la dimora di Hruska, ribattezzata “la villa delle api”, e forse questo ha contribuito a dimenticare l’esistenza di tale importante personaggio nella Riviera.

A suo ricordo permane la targa in pietra sulla facciata del comune di Dolo, omaggio dei cittadini dell’epoca che gli rendono il merito di avere insegnato a “nobilitare il miele”.

Autore: Cristian Gastaldo

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