USA vs ITALIA

Le bellezze naturalistiche degli Stati Uniti d’America lasciano lo spettatore a bocca aperta per la loro estensione che sembra non avere mai fine e per il contenuto ebbro di colori e forme atipiche.

Nel mio recente viaggio nell’ovest di questo Paese, sono stato incantato dalle sue meraviglie, anche se con tutta onestà preferisco la mia Italia, che non ha niente da invidiare al primo; il punto però ora non è questo, poiché quest’articolo è in una rubrica che tratta di altro, ma il sistema di circolazione stradale il cui confronto con quello italiano è molto simile, se non uguale in certi aspetti.

Con la mia auto a noleggio mi godo per un paio di settimane quattro Stati a Sud-Ovest di questo vasto territorio, e non posso non notare come la circolazione dei veicoli nelle lunghe e infinite strade americane, sia regolata da incroci stradali il cui semaforo non è posto come da noi in corrispondenza della linea di arresto, bensì sull’altro braccio dell’intersezione, della stessa strada naturalmente. E proprio appiccicato al sostegno del semaforo, vi è il cartello con il nome della via che si sta incrociando. All’inizio un po’ di confusione, ma poi ci si adegua.

Anche se il mio giudizio può sembrare di parte, ritengo che il nostro sistema di regolazione del traffico in un’intersezione sia più logico e meno caotico, perché il transito dei veicoli deve essere disciplinato, di modo che la segnalazione sia più immediata e pronta a essere rispettata, da luci poste sullo stesso ramo dell’intersezione, e non in quello opposto. Ovviamente, paese che vai costumi che trovi.

Ho trovato molto utile che la linea di mezzeria anziché bianca sia gialla, diversamente da noi, e questo aiuta molto chi è distratto a riconoscere dove c’è la separazione degli opposti sensi di marcia. Interessante è stato scoprire in moltissime strade, la segnalazione verticale che ricorda di usare la corsia di destra per la marcia normale e quella di sinistra solo per il sorpasso. Di questi segnali noi pecchiamo, e ne avremmo molto bisogno, considerato che dimentichiamo che in una strada a due o più corsie per senso di marcia, solo quella più a destra è riservata alla marcia normale, mentre quelle più a sinistra per il sorpasso. Se fossimo pizzicati a usare per esempio la corsia centrale in autostrada mentre non stiamo facendo un sorpasso, rischieremmo una multa e la decurtazione dei punti sulla patente di guida.

Negli attraversamenti pedonali, il simbolo di una mano rossa dall’altra parte della carreggiata, ci impone l’obbligo di rimanere fermi dove siamo sul marciapiede, e attendere l’accensione del simbolo del pedone bianco, che si trasformerà di lì a poco in una uguale mano rossa affiancata ai secondi a scalare, così da permettere al pedone di scoprire quanto tempo ha ancora a disposizione per completare l’attraversamento (da noi, invece, il simbolo del pedone diventa giallo).

Ho notato poi che in tante strade, la linea di mezzeria non coincide con l’asse della carreggiata (nelle nostre arterie stradali, non sono molti questi casi), così ci si trova ad avere in un senso di marcia magari anche tre corsie, nell’altro una sola.

Per quanto riguarda la disciplina dei conducenti, ho notato che c’è un rigoroso rispetto dei limiti di velocità, anche se qualche pecora nera non è mancata a farsi riconoscere; e proprio come nei film, quasi a non volerci credere, proprio a causa di un eccesso di velocità di un’enorme Ford pick-up, l’auto dello sceriffo nascosta dietro a una grande montagnola di sabbia e terra, ai lati della famosa Route 66, è sbucata fuori e ha rincorso il veicolo per poi fermarlo e multare il conducente.

Mi trovo poi nella Death Valley, e come nelle strade simili, deserto sconfinato, non un’anima viva nel raggio di decine di chilometri, distese di terra di variopinti colori, montagne intervallate da pianure aride, unica strada di transito che troneggia maestosa ma che da lontano sembra una lingua di terra che luccica dai raggi del sole, e poi lui, l’unico, rosso, che fa da corredo al paesaggio, segnale di Stop che regola un incrocio microscopico con un’insignificante stradina laterale.

Mi faceva un po’ sorridere, non solo perché era l’unica segnaletica stradale trovata durante il percorso, eccetto naturalmente le linee orizzontali sulla carreggiata, ma anche perché poteva benissimo essere, il segnale Stop, sostituito da quello di Dare Precedenza, che non impone l’obbligo di fermarsi, se non quando sopraggiungono veicoli che sono molto vicini all’incrocio.

Altre particolarità differenziano il nostro modo di guidare da quello loro, ma il punto fondamentale è che indipendentemente dal sistema di diritto che disciplina la circolazione nei vari paesi, le persone proiettano di solito sul loro stile di guida, il loro carattere, le paure o gli stati d’animo con cui sono soliti convivere. Gli yankee come noi italiani, sono persone che alla conduzione del veicolo si comportano come chiunque cerchi di rispettare le loro regole, cui sono abituati da anni, e con marcato senso civico.

E’ difficile ma non impossibile, staccare la persona del conducente da quella dell’individuo che la riveste; dovremmo non caricarci di tensioni e liberarcene prima di salire a bordo del nostro veicolo, cosicché da essere obiettivi e lucidi qualora dovesse ritenersi necessario intervenire sui comandi.  Lo stato d’animo che deve avere il conducente, è messo a dura prova soprattutto dal tipo di strade che si percorrono. Nel mio viaggio negli Usa, ho notato che si passa con brusca frequenza e in taluni casi anche in pochi minuti, da una circolazione frenetica e ansiogena nelle grandi città, a quella tranquilla e rilassante nelle grandi pianure, dove il conducente sente abbassarsi il livello di adrenalina, altrimenti alto e imposto nelle metropoli, e di conseguenza quello di guardia e attenzione. Gli americani sono ormai abituati a quest’altalenante modus operandi, ma il turista di norma è messo a dura prova.

Riguardo ai veicoli, le auto che circolano nel territorio americano, per la stragrande maggioranza, sono dotate di cambio automatico, alte cilindrate e sono di segmento medio-alto. Il carburante che va per la maggiore è la benzina, visto anche che il relativo prezzo (nei distributori si usa come unità di misura il gallone) è molto più basso che da noi.

Certo che tutti noi siamo molto influenzati dalle vastità di questo Paese, dalle sue molteplici sfaccettature, dal suo impressionante carisma, ma quest’anno, per la rivista Us News, la nostra bella Italia, ha superato sia la Francia sia gli Stati Uniti in fatto di leadership, cioè per influenza culturale: è il mito dell’Italia, il suo fascino, l’attrazione  in ogni campo, dalla moda alla cucina, dall’arte alla cultura, dal clima alla flora e fauna, dai cervelli che hanno creato le sue città, per non parlare della sua cristianità e civiltà mediterranea.

Abbiamo ancora molto da fare, perché tante cose non vanno ancora: la politica, la giustizia, l’economia, l’ordine pubblico, il fisco, e anche il sistema dei trasporti. Ma siamo e saremo per sempre, il Paese più invidiato al mondo.

 

 

 

 

Christian Fabris
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